UN GIORNO NEL MEDIOEVO di Mattia Dainelli

1-2_viepaysanQuando mi svegliai, mi accorsi che c’era qualcosa che non andava. Non ero nel letto in cui mi addormentavo tutte le sere. La camera in cui dormivo era più grande, ma mi ci volle qualche attimo per capire che la camera era tutta la casa. Inizialmente non capivo cosa stesse succedendo, poi uscii e fermai un uomo per chiedergli dove mi trovassi. Lui mi guardò perplesso e mi rispose che mi trovavo nel feudo del signore di Lastra a Signa. Capii che mi trovavo nello stesso paese in cui vivo, solo che ero tornato indietro di un migliaio di anni circa. Dalla casa in cui abitavo e dagli attrezzi da lavoro che vedevo in giro, dedussi che ero un contadino molto povero, che doveva fare una vita monotona e misera. Con la paura di esser preso per pazzo, feci buon viso a cattivo gioco, presi la zappa e andai a lavorare. Era molto dura stare sotto il sole cocente per ore a lavorare senza disporre di niente all’infuori di una zappa, ma visto che i miei compagni continuavano a lavorare, non mi fermai. Il campo che avevamo da lavorare era circa 10 ettari, quindi ci sarebbe voluto un eternità per finirlo tutto. Meno male che verso l’ora di pranzo vidi tutti ritornare verso casa e allora io feci lo stesso. In casa andai a cercare la dispensa dove tenevo il cibo e quando la trovai ci rimasi male vededo che avevo a disposizione soltanto di un misero pezzo di pane secco e qualche verdura di cui alcune mezze ammuffite. Infilai tutto in un pentolone con dell’acqua e ci inzuppai il pane secco per ammorbidirlo. Dopo un’oretta circa bussarono alla porta. Era un uomo vestito con una cotta di maglia, degli stivali di cuoio e un fodero con dentro una spada. Disse: “Sono qui per la decima”. Inizialmente non capii cosa voleva, allora gli chiesi: “La decima di cosa?” Dopo quella domanda l’uomo entrò con aria severa dicendomi che non aveva voglia di scherzare e se non avevo niente da dargli avrei dovuto saldare il debito il prossimo mese. Io all’inizio pensai alla mafia, poi ebbi l’illuminazione e capii che l’uomo era una guardia del signore e che la decima era una tassa che andava pagata in prodotti agricoli. Allora dissi all’uomo di seguirmi. Andai dietro casa mia a vedere se possedevo qualcosa con cui pagare. Meno male che dentro una specie di capannone c’erano mucche, galline, fieno e grano. Io gli dissi di prendere ciò che gli dovevo. Quando arrivò la sera ero stremato da tutto il lavoro di oggi e mi addormentai quasi subito. Fortunatamente il giorno dopo non ero più nel IX secolo d.C ma ero ritornato nel 2015 nel mio letto.

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