IL SOLDATO CHE DIVENTO’ MONACO di Chen Bin

198601_900Quando ho inserito un comando nella macchina che  trasporta nel tempo: “portami all’epoca di Costantino” in poco tempo, sono arrivato in una caserma. Sono diventato un soldato, con il gladio, lo scudo e l’armatura. Ogni giorno facevo esercitazione militare per diventare un soldato forte. Nel 312 ho partecipato a una guerra, seguendo il nostro imperatore Costantino, contro Massenzio al ponte Milvio.

Costantino espose il simbolo cristiano sulle armature, e abbiamo vinto. E’ una guerra importante per il nostro imperatore e anche per me. Quando il mio gladio entra nel corpo del primo nemico, l’ho visto morire a occhi aperti. In quell’istante mi sembra di aver sentito una voce, non so se veniva dal profondo del mio cuore o da Dio, che mi diceva: “hai finito una vita “. Nella battaglia, non ho tempo per pensare, dopo la battaglia, mentre i miei amici stavano festeggiando, io stavo pensando agli occhi dei nemici che ho uccisi. Erano arrabbiati? avevano paura? o rammarico? Si rammaricano di cosa? Forse avevano una bella famiglia, una moglie, dei bambini che li stavano aspettando? Infatti, nella guerra, nessuno ha più scelta: o uccide o viene ucciso…

Qual è il significato di essere un soldato? Ci penso sempre, ma non ho una risposta.

Dopo quella guerra, il nostro grande imperatore ha costituito un impero ricco e forte, e io mi sono ritirato dall’esercito.

Durante questi anni, ho sentito che il cristianesimo è un religione che offriva un vita futura di uguaglianza. I cristiani hanno la capacità di organizzarsi per aiutare i poveri e i deboli. E ho deciso di essere un monaco. Ogni giorno esco e aiuto più gente possibile, spero che alcuni di loro siano parenti dei nemici che ho ucciso.

Tutti i soldati che tornano vivi dalla guerra, non significa che sono più forte, significa che sono più fortunati. Noi possiamo aiutare i più sfortunati.

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