V COME VOLTAIRE di Leonardo Peretti

Nicolas de Largillière - Ritratto di Voltaire

Nicolas de Largillière – Ritratto di Voltaire

Il pensiero di Voltaire si sviluppa a partire dalla critica dell’ottimismo metafisico avanzata nel Poema sul disastro di Lisbona, ispirato, appunto, dalla catastrofe che aveva colpito Lisbona nel 1755. A una concezione che si illude di poter trovare i risvolti positivi in ogni evento, Voltaire propone una visione più disincantata, fondata sull’accettazione secondo la ragione della presenza del male nel mondo e la constatazione della propria impotenza di fronte a esso.

Nel Candido emerge ancora più fortemente questo aspetto, nel quale la tesi ottimistica di Leibniz viene confutata attraverso le esperienze tragicomiche del protagonista, convinto che tutto vada per il meglio. L’insegnamento che Voltaire ci vuole trasmettere è che il mondo va affrontato con serenità e il male non deve essere vanamente disputato filosoficamente, ma combattuto con l’operosità, riassunto in una frase celebre: “dobbiamo coltivare il nostro orto”.

Dall’empirismo e dal deismo inglese il filosofo eredita la concezione di un Dio come principio creatore. Egli è infatti convinto che Dio esista e che sia la ragione ad affermarlo, nonostante la sua indimostrabilità, e rifiuta ogni tentativo di determinare attributi divini, poiché Dio stesso non interviene nelle vicende umane.

Una volta ipotizzato un principio divino razionale, ne deriva il principio della tolleranza, come sostenuto nel Trattato sulla Tolleranza, ispirato alla lotta contro il fanatismo e l’oscurantismo, che per anni gli uomini hanno messo in pratica storpiando l’originario messaggio divino, che predicava uguaglianza e amore verso il prossimo. Solo accettando la limitatezza del nostro sguardo e la relatività delle nostre conoscenze è possibile apprendere la pratica della tolleranza e comprenderne il valore positivo della diversità.

Lungo il corso della sua attività storiografica, emerge il metodo di Voltaire che vuole trattare la storia da filosofo, individuando un ordine progressivo dei fatti che ne riveli i significati. Le vicende storiche vanno analizzate con una critica spregiudicata degli errori commessi dagli uomini, mettere invece in risalto i progressi dello spirito umano, cioè il tentativo della ragione di eliminare i pregiudizi e porsi come guida concreta della vita dell’uomo e di ciò che egli fa di se stesso.

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