V COME VITA CONTEMPLATIVA di Gianluca Gozzini

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La vita contemplativa è una vita interamente dedicata allo studio e alla meditazione. Si tratta dunque di un isolamento, non di tipo monastico, bensì con lo scopo di mettere l’uomo in un atteggiamento di studio e di approfondimento delle questioni che suscitano il suo interesse

L’intellettuale spesso deve però partecipare alla vita della corte in cui è organicamente inserito, come cortigiano, partecipe della vita pubblica. Rispetto all’ascesi medievale, la contemplazione nell’età umanistica non è prevalentemente religiosa, ma accoglie temi laici e profani, suggeriti dagli autori dell’età classica.

Tra gli intellettuali che si concentrarono sulla questione della prevalenza della vita contemplativa sulla vita attiva, troviamo Cristoforo Landino, che scrive un trattato intitolato Disputationes camaldulenses in cui si esalta la vita contemplativa, a scapito di quella attiva. 

Ma il più importante tra gli umanisti che hanno sottolineato la centralità della contemplazione intellettuale rimane Petrarca. Egli preferisce la solitudine in quanto favorisce la meditazione. La sua concezione antropologica prevede che l’uomo non sia però solo lo spettatore ma l’artefice del mondo. E per poter raggiungere la felicità in modo tale da stare bene con gli altri bisogna riscoprire se stessi ed indagare nella propria interiorità come sostiene nel De vita solitaria.

Questo è lo scopo principale della contemplazione: una vita immersa nella propria solitudine, che però permetta di riscoprire se stessi al fine di creare una società basata sull’autenticità e la verità.

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