UNO SGUARDO SULL’EXPO di Olivia Valori

Sito Expo 2015 di seraPersone ovunque. Persone che si affrettano ad entrare. Persone che fanno foto a destra e a manca. Persone che attendono in fila per visitare i padiglioni. Folle dantesche sgomitano tra i gironi dei golosi.

“Seminare sostenibilità. Soluzioni innovative per un cibo sostenibile”

E’ il motto iscritto come l’oracolo delfico sul padiglione del Qatar che, già dall’esterno, si presenta subito uno dei migliori. Saliamo la grande scalinata affiancata da una cascata d’acqua limpida. Sopra di noi possiamo scorgere grandi vetrate colorate. Appena oltrepassiamo il portone d’entrata, siamo immersi in una nuova cultura. I qatarioti, ci dicono, mangiano seduti per terra, in un piatto comune e solo con la mano destra. Eccetto i mancini, ovviamente. Bevono il caffè accompagnato dai datteri, che fungono da dolcificanti. Che fortuna non essere nata in Qatar, penso. Io nel caffè sciolgo almeno tre bustine di zucchero. Proseguendo lungo il percorso ci spiegano le tecniche agricole impiegate nel paese. Lungo tutta una parete sono appese centinata di carte geografiche e in ogni angolo della stanza ci sono video con filmati a tema. Una scalinata e un percorso elicoidale ed eccoci di fronte a un grande albero artificiale dove scorrono le immagini e i paesaggi del Qatar. Sotto la scalinata sono posizionati una decina di piccoli laboratori che mostrano la vita quotidiana degli abitanti: persone che mangiano, persone che intrecciano canne per creare cesti porta alimenti (i jafeer), panetterie e laboratori di utensili da cucina. Le immagini suscitano stupore e interesse nei confronti delle culture e tradizioni diverse dalle nostre.

Proseguendo la nostra visita, arriviamo al padiglione della Svizzera. Davvero una grande delusione. Dopo più di un’ora di attesa, ingannata chiacchierando piacevolmente con i vicini di fila, ci troviamo davanti a quattro torri, formate da migliaia di scatoloni contenenti caffè, acqua, sale e mele secche. Questo padiglione ha come tema centrale l’importanza della condivisione e del rispetto verso il prossimo. Infatti, chiunque lo visiti può prendere i prodotti dalle torri, tenendo però presente che devono rimanerne abbastanza per i visitatori che verranno dopo.

Ma Svizzera vuol dire cioccolata, ma nel padiglione non ce n’è traccia. Irresistibile diventa allora lo stand della Lindt, uno dei principali sponsor dell’evento, oltre la Kinder, Perugina e Mc Donald. Queste multinazionali non sono famose per produrre alimenti proprio salutari, né per essere campioni del commercio equo, solidale e sostenibile. Credo sia molto incoerente che sponsorizzino un evento come l’Expo che ha come mission un modello di alimentazione sana ed ecologica.

 

1 commento
  1. rossopontormo
    rossopontormo dice:

    Hai dimenticato di mettere un immagine come testata dell’articolo e l’immagine in evidenza (che può essere la stessa della testata ma ricordati di spuntare l’opzione sotto l’immagine in evidenza)

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