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Una riforma di Antico Regime di David Parri

Hot_For_Teacher_by_chenoasart Cosa c'è dietro la falsa innovazione del DDL Scuola.

A voler fare i provocatori si potrebbe dire che la Proposta di legge  in discussione in questi giorni, così tanto applaudita dai fautori della diffusa religione liberista e dai tanti sacerdoti confindustriali della competitività, è in realtà una delle manifestazioni di un neo-protezionismo che rischia di rallentare veramente il Paese, cristallizzandolo in un presente schizofrenico.

A milioni di persone angosciate o seriamente toccate dalla recessione economica, ai cittadini disorientati di aree con settori produttivi in piena crisi, si additano riprese prossime venture portando ad esempio i casi di successo del Made in Italy e le sorti magnifiche e progressive del mondo delle imprese, che affiora davvero, tra le righe del testo, come l’ottimistico ritornello del migliore dei mondi possibili.

Non si tratta di semplice provocazione e non è difficile capire, leggendo il DDL sulla “buona” Scuola, quanto all’Istruzione ci si affidi per dare nuova linfa a settori economici da salvaguardare, anche formando fin dall’adolescenza il futuro personale ad essi destinato. After_School_by_owen_cIn questo clima, in cui l’imprenditore diviene vaga categoria antropologica di un tessuto socio-economico che accoglie tutto, dalle medie industrie alle piccole ditte artigianali, dalle attività commerciali alla galassia impoverita delle partite IVA, mentre la politica non sa concepire innovazioni coraggiose per rilanciare il Paese, è chiaro perché il modello “azienda” sia apparso ai legislatori come l’unico praticabile per il riordino degli Istituti di Istruzione.School_uniform_2_by_anklIl nuovo assetto delle scuole dell’Autonomia passerà infatti attraverso il potenziamento della figura del dirigente scolastico, destinato a diventare vero e proprio manager di una struttura verticistica, in cui gestirà le risorse, formerà la propria squadra, stabilirà il piano dell’Offerta formativa, sceglierà i docenti con cui costituire l’organico.the_professor_by_sithlordsims-d5oq19sAnche se sono in esame emendamenti che potranno in parte temperare il potere del preside, resta innegabile il fatto che l’importante è ottenere maggiore efficienza amministrativa, riducendo la spesa e disancorando l’Istruzione Pubblica dalla necessità di investimenti da parte dello Stato.

Per ovviare ai tagli dal centro i dirigenti dovranno intraprendere rapporti con i soggetti economici dei territori per reperire finanziamenti privati. Ma chi sosterrà gli istituti scolastici, quasi aziende tra le aziende, in quei tanti contesti economicamente svantaggiati? The_School_by_StamatisGRLe misure perequative proposte in tal senso non sembrano efficaci e mentre si resta sospesi su questa ed altre domande, tutto ciò che oggi nel mondo della Scuola è collegialità, condivisione e partecipazione si avvia a scomparire all’interno del più vasto processo di discredito di ogni ente pubblico, indicato da tempo come simbolo di sprechi, lentezze, e cattivo funzionamento.

Si tratta di concezioni che, pur basate su riscontri quotidiani, sono proposte in modo dogmatico da un’informazione assai inquinata, d’altra parte sempre sollecita nel proporre, in modo altrettanto dogmatico, l’idea che tutto quel che è gestito da privati, o in modo manageriale, è invece sinonimo di buona governance, per usare uno dei molti anglismi che denunciano il provincialismo dei responsabili del testo di legge.

In proposito è interessante notare come gli stessi organi di stampa abbiano smesso da tempo di parlare dei tanti suicidi compiuti per motivi economici, aumentati del 125% dal 2012: quelli degli imprenditori sono stati circa la metà del totale, un numero drammaticamente significativo.

Suicide_by_SchotterChi decide di chiudere in modo così tragico i conti con l’esistenza vede la propria identità indissolubilmente legata all’attività lavorativa che gli aveva permesso il raggiungimento di una determinata posizione sociale e non riesce più a sostenere la vergogna del fallimento in un mondo dove l’immaginario collettivo è segnato dal mito del successo.

suicide_by_noobito777-d4whbpsQuesto diffuso disagio, oggi scomparso dalle nostre conversazioni quotidiane, ha a che fare con la nuova riforma della Scuola? Apparentemente no, e non direttamente, ma uno dei capisaldi della Proposta di legge, ovvero il vasto e vario piano predisposto dell’alternanza Scuola-Lavoro, che istituzionalizza la “gavetta” del self made man con un cospicuo numero di ore sottratte alle attività in classe per stage e periodi di apprendistato in aziende o altri enti, mostra relazioni profonde con alcuni paradigmi culturali della nostra contemporaneità che influiscono su certi comportamenti individuali estremi.school_boys_by_snicph-d31gj26 Per quanto riguarda le ricadute sociali del progetto di riforma, si profila una contraddizione: mentre si parla sempre più di continuo apprendimento per la vita e di aprire il più possibile il ventaglio di opportunità per tutti, si varano misure destinate ad incidere notevolmente sulla fase di crescita delle future generazioni spingendole verso attività di più immediata spendibilità nei settori dell’impiego, a detrimento delle discipline tradizionali.

Nei vari articoli della Proposta di legge non compare nessuna, se non vaga, indicazione relativa a possibili sperimentazioni pedagogiche, all’innovazione didattica ed a nuove metodologie di insegnamento; c’è solo un frequente richiamo alla valutazione di tutto e di tutti secondo modalità già antiquate rispetto a molti sistemi scolastici europei e non, che hanno addirittura eliminato tali rilevazioni o ne hanno completamente rivisto i modi e le finalità. Questo monitoraggio generale degli studenti dovrebbe individuarne le competenze e le strategie di problem solving in un mondo in continua evoluzione in cui da anni ci si sta abituando a quella flessibilità che tuttavia ha significato finora precarietà ed erosione dei diritti acquisiti.schoolgirl_by_qoolman-d62n8qgLa riforma prevede di sottrarre a molti studenti ore preziose per la costruzione del sé all’interno della complessa relazione didattico-educativa che la scuola di oggi comunque mantiene; in tal modo si riducono sicuramente le prospettive sul loro domani come uomini, chiudendo molte strade per la libera realizzazione della persona al di là della professione che uno potrà poi esercitare, più o meno in linea con la propria formazione iniziale.

Non è certo semplice toccare simili argomenti in un periodo in cui la disoccupazione giovanile è altissima, ma tra quelli contenuti nell’ultima riforma è inequivocabilmente questo uno degli aspetti da analizzare con maggior attenzione, ovvero l’idea di una Scuola-servizio, in cui tagliare l’azione didattica in base all’utilità per il mondo del lavoro, quasi come se l’Istruzione, e non le politiche economiche, dovesse essere responsabile dell’offerta occupazionale.

Sembra prevalere l’idea che il lavoro sia il fine dell’esistenza e non un mezzo per condurla in modo dignitoso e decoroso. Forse questa Scuola potrà non contribuire al formarsi di quel nesso psicologico tra individuo e professione che è spesso all’origine dei menzionati suicidi per motivi economici. Costringere eccessivamente il percorso di apprendimento di un adolescente secondo indirizzi precisi sembra comunque un contributo all’infelicità e al rallentamento della mobilità sociale, dal momento che si avviano soprattutto i ragazzi delle famiglie più svantaggiate, quelli che solitamente scelgono gli indirizzi tecnici, ad un destino per molti aspetti definito; stando così le cose appare evidente che questa Istruzione manterrà le differenze di censo.Old_School_by_avotiusDove è finita la rimozione degli ostacoli di ordine economico e sociale che si configurava come una delle massime aspirazioni del dettato costituzionale? Cercare di mantenere l’attenzione sul principio dell’eguaglianza sostanziale, rimarcare che l’elevamento materiale degli individui non può essere disgiunto da quello morale e culturale vuol dire, innanzitutto, rivendicare l’essenza umana.

Molti potrebbero pensare che è inutile perdersi dietro a valori obsoleti di fronte alla prospettiva di libertà che verrebbe garantita alle famiglie nella scelta di una scuola privata paritaria, vere beneficiarie del DDL, che negli ultimi anni avevano perso, per l’impoverimento generale del Paese, moltissimi iscritti. all-saints-school-cross-editedUn altro decisivo passo in avanti nella demolizione della Scuola pubblica che risponde all’esigenza di accontentare gruppi di potere e di pressione; non c’è bisogno di scrivere quali.Catholic_School_by_chrisclorNon sembra eccessivo dire che questa riforma, al di là dei proclami del governo, si configura come un insieme di misure estremamente conservatrici, come uno strumento per il mantenimento generale dello status quo, una volta individuata la mission aziendal-nazionale nella protezione degli steccati di mercato degli ultimi settori che mostrano ancora una certa vivacità (mentre la produzione industriale in Italia è crollata dal 2008).

Una nuova occasione sprecata.

Per una Scuola in grado di rispondere alle esigenze degli studenti di domani sarebbero innanzitutto necessarie risorse maggiori da parte della Repubblica, ma questo può farlo solo un esecutivo che crede davvero nell’Istruzione come insostituibile occasione per permettere la realizzazione degli individui e per edificare una comunità democratica, moderna, aperta e fluida, in grado di progettare il futuro nella sempre maggiore libertà dal bisogno per tutti e nella soddisfazione delle esigenze di vita.

Per tutto quel che si è detto fin qui sarebbe importante alzare l’obbligo a 18 anni e prevedere un biennio unico alle superiori in modo che i ragazzi abbiano ancora più tempo per scoprire le proprie attitudini e inclinazioni e per gettare le solide basi di una formazione in continuo divenire. Che l’Istruzione italiana avesse necessità di un nuovo volto lo si diceva da tempo. Chi vi lavora sa che una delle urgenze più sentite dai docenti è spesso quella di andare oltre quell’idea di “Scuola del Profitto” sempre più irrigidita in un sistema di pratiche utilitaristiche e relazioni burocratizzate che fanno decadere gli aspetti educativi e formativi più alti. Classi stipate di ragazzi che studiano spesso solo per il voto, in una vuota competizione, è un fenomeno diffuso che necessita di interventi metodologici più incisivi rispetto alle vaghe indicazioni “quantitative” che la Proposta di legge contiene: più Storia dell’arte, Musica, Diritto, Economia e Inglese.10873_600Una strada potrebbe essere intrapresa anche senza intervenire in modo drastico sull’architettura generale, cercando di rivedere quel che nella Scuola già c’è: dare nuovo impulso alla vita in classe; ripensare l’organizzazione delle attività; edificare una relazione tra docenti e discenti fondata sulla motivazione come condizione necessaria per l’apprendimento; suggerire in modo continuo la riflessione metacognitiva; modificare la valutazione riducendo la tirannia delle verifiche sommative e favorendo invece la registrazione dei processi di apprendimento; rivedere seriamente i programmi e le metodologie per abituare al pensiero critico, all’esercizio del dubbio, al carattere infinito della ricerca e della conoscenza, alla pluralità dei metodi.back_to_school_by_red_riding-d4bkhdpNel DDL sembra che sia previsto qualche spazio per la sperimentazione didattica, qualche fugace menzione, ma è giusto chiedersi quali margini potrà lasciare a proposte innovative serie l’ossessione della valutazione effettuata mediante i questionari somministrati anche a livello nazionale: come si potrà evitare, ad esempio, quel teaching to test che, con il peso sempre maggiore dato ai risultati delle rilevazioni, rappresenta uno dei più grandi rischi del sistema scolastico ipotizzato nella riforma?

 

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