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UN DECALOGO DELL’EVOLUZIONISMO

4r7bmh5Nel luglio di 143 anni fa veniva presentata per la prima volta la teoria dell’evoluzione di Charles Darwin. Un secolo e mezzo di prove paleontologiche, evidenze zoologiche e biologiche, confermate dalla genetica e dalla biologia molecolare hanno imposto al consorzio scientifico la verità della scoperta darwiniana.
tomrhodes-evolution-final-small1Ma anche nel secolo di Internet e del bosone di Higgs l’ignoranza non è in grado di distinguere tra scienza e opinione e bisogna ancora combattere un nucleo agguerrito e influente di creazionisti, molti dei quali sostengono fantasie puerili senza alcuna base, se non arcani libri sacri, scritti in lingue che perlopiù costoro ignorano, come del resto ignorano le circostanze storiche in cui furono scritti.CatturaNegli Stati Uniti, dove la popolazione non concepirebbe di vivere un solo minuto senza le invenzioni e le applicazioni della scienza e della medicina, c’è ancora chi nega la scienza solo quando non torna comodo, cioè quando sembra smentire le parole sacre di un libro composto da una tribù arcaica del Medio Oriente, vissuta in tempi in cui non gli americani ma gli Assiri erano la nazione più potente del mondo. Ancora ci sono lobby che vorrebbero imporre nelle scuole la dottrina del “disegno intelligente” in alternativa alla teoria evoluzionista, come se una fantasia chimerica potesse avere un valore epistemologico equipollente a quello di una teoria scientifica.ad07c8fb82b970729d010977c769b2fa

Un articolo apparso di recente sul sito di Le Scienze, l’edizione italiana di Scientific American, suggerisce come confutare il creazionismo in 15 mosse. Ne riassumiamo alcune.

1) L’evoluzione è una teoria scientifica, non una semplice ipotesi. Dunque non è una tesi o una supposizione, ma una spiegazione fondata su fatti, leggi, inferenze e ipotesi verificate da esperimenti. Una teoria scientifica è tale se viene confermata da prove chiare, univoche e convincenti. Nessuno ha visto formarsi i fossili, è vero, ma nessuno ha neppure osservato direttamente le particelle subatomiche, ma non si può mettere in dubbio la loro esistenza.

2) L’evoluzione è verificabile e falsificabile. Non si basa solo su reperti fossili e l’evoluzione macroscopica delle specie, ma è confermata anche a livello microscopico dall’esame dei DNA e dallo studio dei cambiamenti cromosomici che fanno mutare intere popolazioni e preludere alla speciazione, cioè all’origine di nuove specie. La biologia evoluzionistica ha fatto previsioni su fenomeni in seguito confermati dalla documentazione fossile o da studi sperimentali in laboratorio.ed6567d3be95a2e1c0866c31a020484d

3) La comunità scientifica internazionale aderisce nel suo complesso al concetto fondamentale dell’evoluzione. In nessuna delle centinaia di migliaia di pubblicazioni scientifiche passate al vaglio da ricercatori che si sono appositamente dedicati all’esame delle pubblicazioni del settore vi è un solo articolo che sostiene il disegno intelligente o il creazionismo. Non è corretto basarsi sulle divergenze tra i biologi evoluzionisti per dimostrare la scarsa solidità scientifica dell’evoluzione. In biologia l’evoluzione come un dato di fatto e come teoria fondamentale è universalmente accettata. I creazionisti faziosi travisano e snaturano il normale dibattito scientifico, estrapolando affermazioni fuori dal loro contesto e cercando di farle passare come una prova che l’evoluzione dopotutto non è incontestabile.

4) Un’obiezione puerile ma frequente avanzata contro l’evoluzionismo è: “Se gli uomini discendono dalle scimmie, come mai ci sono ancora le scimmie?” Intanto l’evoluzionismo non afferma affatto che l’uomo discende dalla scimmia, ma che entrambi hanno un antenato comune. Le nuove specie si evolvono a partire da quelle esistenti e, nel caso restino isolate dal ramo principale della famiglia, le loro differenze diventano sempre più profonde, tanto da separarsi fino a dare origine a un nuovo ramo. La specie di origine sopravvive o si estingue in maniera indipendente dalla sorte della specie che se ne è separata a un certo punto della comune evoluzione.evolution_by_superwalta-d691ugu

5) L’evoluzione spiega la comparsa della vita sulla Terra a partire da fenomeni biochimici come la formazione di acidi nucleici, aminoacidi e altri composti organizzati in unità sempre più complesse con la capacità di auto-replicarsi che sono alla base della biochimica delle cellule viventi. Se poi un bel giorno si scoprisse che sono state intelligenze aliene a dare origine alla vita terreste, rimarrebbe incontestabile che da allora la vita si è comunque evoluta, come attestano infinite evidenze micro e macro evolutive.

6) A chi sostiene che è matematicamente improbabile la comparsa di organismi, specie e funzionalità degli esseri viventi a partire da casi fortuiti, la scienza risponde che l’evoluzione non si basa sul caso ma sul principio della selezione adattativa. Casuali errori genetici sono in grado di produrre mutazioni e funzionalità che, sottoposte alla forza della selezione ambientale, vengono spinte in una direzione piuttosto che in un’altra.10182831

7) È vero che vi sono stati cambiamenti avvenuti non in virtù di meccanismi evolutivi ma, per esempio, attraverso la fusione simbiotica di organismi, come i mitocondri, originati da batteri inglobati nelle cellule. Tuttavia la scienza non attribuisce quei processi a misteriose intelligenze creatrici di cui è indimostrabile l’esistenza.

8) L’obiezione dei creazionisti che si basa sull’argomento che nessuno ha mai visto evolvere una nuova specie è erronea. Il fenomeno della speciazione richiede secoli. Del resto il concetto di specie biologica non è univoco e si basa non solo su tratti fisici e morfologici ma anche sull’isolamento riproduttivo, cioè una riproduzione che avviene solo all’interno di una certa comunità di organismi.f203fd595e714b3fb0eeb4aad98bb6e5

9) I paleontologi conoscono molti esempi di transizione tra i vari gruppi tassonomici individuati in fossili di forma intermedia. La stessa biologia molecolare mostra che i geni degli organismi racchiudono un “orologio molecolare” dove rimane traccia delle transizioni subite dall’evoluzione delle varie specie.

10) La complessità e perfezione degli organi animali, come ad es. l’occhio, non dimostra affatto che solo un’intelligenza superiore ha potuto concepirle, come pretendono i creazionisti. La biologia, grazie anche alla genetica comparativa, mostra fasi di affinamento evolutivo da forme più semplici e grossolane a forme più specializzate. Per i creazionisti le probabilità che le complicate strutture degli esseri viventi si formino attraverso una modificazione evolutiva sono pari a zero, il che dimostrerebbe un disegno intelligente. Ma i ricercatori hanno dimostrato che sistemi semplici possono autonomamente produrre strutture eccezionalmente complesse. Non comprendiamo ancora bene tutti i meccanismi naturali che portano alla complessità dei fenomeni, ma non per questo bisogna affidarsi a spiegazioni che tirano in ballo arcane entità onnipotenti, cercando di spiegare un problema con un enigma. I sostenitori del disegno intelligente cercano di cogliere in fallo le spiegazioni dell’evoluzionismo per imporre la soluzione creazionista come una valida alternativa, quasi che una congettura destituita di qualsiasi fondamento fattuale possa costituire un’opzione razionalmente valida.
o
I creazionisti non tengono conto che la storia dimostra che la metodologia scientifica trova risposte sempre più precise ai fenomeni della natura, anche a quelli che sembravano fino a poco tempo fa imperscrutabili.

L’articolo parafrasa e condensa quello apparso il 17 giugno 2002 su scientificamerican.com.

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