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UMANO POCO UMANO: CORPI CYBORG

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        L’uomo occidentale ci ha messo secoli per riconciliarsi con il suo corpo e riconoscere la sua bellezza e bontà, dopo secoli di disgusto medievale per questo ammasso di carne nato da un grumo viscido e destinato alla putrefazione, come ribadiva il celebre trattato De contemptu mundi del futuro pontefice Innocenzo III.

L’umanista fiorentino Giannozzo Manetti è tra i primi a rivalutare il corpo umano nel De dignitate et excellentia hominis, rivendicando anche la liceità dei piaceri connessi all’uso naturale del proprio corpo:

“Se non fossimo troppo queruli e troppo ingrati…dovremmo riconoscere che in questa nostra vita quotidiana possediamo molti più piaceri che non molestie…attraverso i vari sensi esterni, come il vedere, l’udire, l’odorare, il gustare, il toccare, l’uomo gode sempre piaceri così grandi e forti, che taluni paiono a volte superflui ed eccessivi…Sarebbe infatti difficile a dirsi, o meglio impossibile, quali godimenti l’uomo ottenga dalla visione chiara ed aperta dei bei corpi, dall’audizione di suoni e sinfonie e armonie varie, dal profumo dei fiori e di simili cose odorate, dal gustare cibi dolci e soavi, e infine dal toccare cose estremamente molli. […] A quel modo infatti che quando mangiamo e beviamo, mirabilmente godiamo nel soddisfare la fame e la sete, così ugualmente ci allietiamo nel riscaldarci, nel rinfrescarci, nel riposarci.”

        Dopo aver fatto pace con la propria condizione corporea, l’uomo occidentale, insofferente dei limiti organici della sua fisicità, si sta oggi lanciando in sperimentazioni tese a innesti sempre più spericolati con la tecnologia e l’artificialità. stelarc_amplifiedbody2I vincoli materiali della conformazione fisica sono sfidati dalle protesi, l’esito dell’evoluzione biologica è oltrepassata da ricerche cyber. Pensiamo agli esperimenti artistico-filosofici di Stelarc, cipriota ma australiano di adozione che, alla fine degli anni Sessanta, inizia a manipolare il corpo umano per arrivare alla costruzione di un organismo post-umano. Comincia con il farsi inserire ganci nella pelle e sospendere mediante corde al soffitto. rocksuspPoi, convinto che il corpo umano, incapace di stare al passo con il progresso, è diventato subalterno e dipendente dalla tecnologia che lo manipola e lo rende inadeguato e obsoleto, ricorre all’ibridazione tra biologia e tecnologia, come risposta evolutiva che l’uomo dà alle sollecitazioni culturali del suo tempo. Il vecchio corpo da scimmia nuda si trasforma a poco a poco in un “cyber-corpo” composto di parti metalliche, percorso da elettrodi e protesi che accrescono le sue capacità e le potenziano con addizioni virtuali. 

 

Stelarc ricorre a una terza mano artificiale che si aggiunge agli arti naturali. Un feedback tattile la rende in grado di interagire con il corpo biologico. In successivi esperimenti, l’artista-scienziato tramite elettrodi connette i suoi muscoli a utenti collegati via Internet che lo manovrano a distanza come un robot; oppure si fa racchiudere in un esoscheletro elettronico per diventare un essere semi-robotico.

CommunioN_by_STB01Sembrano arrivati i tempi prefigurati da Villiers de l’Isle-Adam nel suo romanzo fantascentifico Eva futura del 1886, dove Thomas Alva Edison realizza per un suo amico inglese un androide che riproduce una donna ideale in grado di prendere il posto di quella imperfetta della realtà.10_03_2009_0471160001236673193_In un libro di qualche anno fa, Homo cyborg. Il corpo postumano tra realtà e fantascienza, Yehya Naief si confrontava con la tecnoscienza che, manipolando il DNA, rimodellando i corpi, modificando persino i comportamenti grazie agli psicofarmaci, sta per creare un futuro di organismi cyborg capaci di imprimere una svolta alla stessa evoluzione. Concepito come invenzione pulp dei racconti di fantascienza anni Venti e Trenta del XX secolo, il cyborg incarna l’epoca dell’alienazione umana nell’impossibile competizione con la macchina. (Cfr. Antonio Caronia, Il cyborg. Saggio sull’uomo artificiale, ShaKe Editore, 2008). Oggi ci troviamo in una perfetta condizione cyberpunk che consiste in quella liquefazione dell’identità umana, frammentata tra nickname, pagine social, condivisioni e forum, password, phishing, username, followers, blogger, utenti, download e upload. Un’umanità di avatar senza più carne, in standby nelle reti web e nelle fittizie community, luoghi creati ex nihilo dal software. Abissi scavati fra virtualità e vita, fra menti incorporee e corpi in effigie formato selfie.Cyborg_by_ales_kotnikLe infinite questioni etiche che si aprono di fronte alla caduta del confine tra umano-non umano vengono affrontate in molti saggi apparsi di recente. Nanotecnologie, robotica, bioinformatica, neuroscienze incalzano il nostro povero corpo di carne e sangue. I più recenti sviluppi di queste converging technologies sembrano pronte ad allestire un epocale cambiamento antropologico. Le prestazioni psico-fisiche dell’uomo accresciute dall’human enhancement spalancano problemi bioetici, ma anche giuridici e socio-economici, come avvertono i redattori del volume Il corpo post-umano, Scienze, diritto, società, (Carocci editore, 2012).

L’arte, come abbiamo visto, non ha perso tempo a celebrare la post-umanità. Nella performance “Obsolescenza del genere” del 2009, Kyrahm e Julius Kaiser hanno mostrato la sorprendente variabilità poliforme dei sessi umani, emancipando il concetto di “genere” dalla stereotipata dittologia maschio-femmina a cui è asservito il nostro immaginario archeozoico.Obsolescenza del genere di Kyrahm & Kaiser_3Ma tutto quanto si direbbe già stato preconizzato da un altro umanista e più illustre sostenitore della dignità umana, Pico della Mirandola, che fondava la superiorità dell’uomo sul fatto che non gli era stato assegnato un ruolo stabilito all’interno dell’ordine creaturale fissato da Dio. Si rammentino le parole con cui il Creatore si rivolge ad Adamo nel De dignitate hominis di Pico:

“Prese dunque l’uomo, opera di immagine indefinita, e postolo nel centro del mondo così gli parlò: «Non ti abbiamo dato, o Adamo, né una sede determinata, né aspetto peculiare, né alcuna funzione speciale, affinché tu possa ottenere e possedere secondo il suo desiderio e consiglio quella sede, quell’aspetto, quella funzione che ti sarai scelto. La natura definita degli altri è costretta entro leggi da noi prescritte. Tu, non costretto da alcuna angustia, la definirai secondo il tuo arbitrio, cui ti ho affidato.” 

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Purchè il post-umano non finisca per essere semplicemente DISUMANO.

 

 

   

28 commenti
  1. Giorgia&Virginia
    Giorgia&Virginia dice:

    I tempi del disumano sono già iniziati. Già ora come ora,nel ventunesimo secolo, noi tutti dipendiamo indirettamente da smartphone e computer ,basti pensare che ragazzi come noi o addirittura più piccoli possiedono già un apparecchio tecnologico. Negli ultimi tempi la tecnologia ha fatto grossi passi avanti e se continuerà a farlo non potrà essere altro che sorprendente,ma nello stesso tempo triste. Perché triste? perché l’importanza della tecnologia arriverà a tal punto da superare quella dei valori umani. sinceramente pensiamo che un futuro con uomini composti da parti meccaniche non possa essere che disumano e non appoggiamo questa idea perché se dio ci ha creato così, un motivo certo ci sarà.

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  2. Pashquale
    Pashquale dice:

    Secondo me è giusto che una persona, che è priva di qualche arto, possa usufruire di protesi, perchè è giusto che ognuno possa fare ciò che tutte le persone fanno abitualmente; nonostante ciò, certe persone, si chiudono in sè stessi perchè convinti di non poter tornare a correre, o a usare entrambe le mani… ma tramite le protesi possono tornare a sorridere di fronte al “destino”. Non sono d’accordo sul fatto di avere più arti o qualcos’altro in più, perchè l’uomo se l’è sempre cavata con ciò che ha e non ha bisogno di bracci o gambe meccaniche oltre alle gambe, e pensare che, forse, un giorno, la società potrà essere piena di umani-cyborg, va oltre ogni pensiero umano.

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  3. rosso
    rosso dice:

    L’idea di un futuro dove un uomo può sostituire le parti del corpo con parti meccaniche sia nella prospettiva medica che scientifica e può portare alla soluzione di molti problemi. In ogni caso bisogna domandarsi fino a che punto possono spingersi tecnologia e scienza dal punto di vista etico. Ad esempio se sostituiamo o potenziamo varie parti del corpo con supplementi meccanici si può anche pensare che in un futuro prossimo si possa anche sostituire la mente con un computer. Si perderebbero le emozioni e l’istinto a scapito di una maggiore razionalità. Oltre che pericoloso potrebbe anche non essere morale vivere, usando una perifrasi, contro natura verso una prospettiva sempre meno umana.

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  4. Leonardo
    Leonardo dice:

    È triste pensare a un domani in cui gli esseri umani non saranno più materia organica ma parti meccaniche in ferro e plastica: come mi sentirei ad essere per metà cyborg? La consapevolezza di non essere più individuo ma sempre più macchina, in un epoca dove la tecnologia e l’artificiale stanno prendendo il sopravvento. Siamo gli unici esseri insieme a pochi animali e piante rimasti veramente ‘come la natura ha concepito’, e adesso vogliamo toglierci anche questo privilegio. Non sono poi nemmeno convinto di tutti questi apparenti vantaggi che una “robotizzazione” possa portare. Pensiamo alla rischiosità di un’operazione di impianto di tali congegni, insieme al costo e ai problemi di manutenzione. Ne vale veramente la pena? Siamo sicuri che l’uomo possa intervenire laddove la natura ha creato perfezione?

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  5. Cate.alc
    Cate.alc dice:

    Poichè gli umanisti credono fortemente nella bellezza dell’uomo e nella sua virtù intellettiva, credono anche che esso sia libero di esercitare la propria volontà come più lo aggrada. Pico della Mirandola in particolare ci mostra come il libero arbitrio possa essere nocivo e degenerare. sicuramente potenziando certe abilità, ne andrebbero a discapito altre che probabilmente ci renderebbero meno uomini dal punto di vista biologico, ma più uomini dal punto di vista creativo, grazie all’utilizzo di tutte le potenzialità della ragione: caratteristica propria dell’uomo.

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  6. Chiara
    Chiara dice:

    Secondo Pico della Mirandola l’uomo è artefice del proprio destino e attraverso il suo libero arbitrio può plasmare la propria vita come l’artista la propria opera. L’uomo è onnipotente, autorevole e indipendente, può innalzarsi verso le cose superiori oppure degenerare in quelle inferiori. Andando, però avanti nella storia, l’umanità ha incominciato a distruggere quel bel mondo creato da Dio: l’uomo è riuscito soltanto a coltivare un seme donato dal Creatore, il seme da bruto che ha portato all’autodistruzione dell’umano trasformando tutto in macchine e robot.

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  7. Filippo
    Filippo dice:

    Secondo Pico della Mirandola Dio ha dato all’ uomo la possibilità di diventare ciò che vuole, degenerare a bestia o innalzarsi verso di lui. Il problema che si pone è fino a che punto l’ uomo possa modificare la sua natura.. dove sia il limite tra umano e disumano. I grandi progressi compiuti dalla scienza e dalla tecnica nell’ ultimo secolo ci potrebbero permettere di modificare il nostro corpo fino a diventare cyber, cosa inpensabile fino a non molto tempo fa.Ma siamo sicuri che questo non significherebbe oltrepassare il limite tra umano e poco umano degenerando in disumani? Si potrebbe dire allora che Pico nel suo trattato abbia tralasciato un aspetto di non poca rivelanza, egli infatti ha dimostrato la nostra libertà di uomini ma non ha detto fino dove possa essere esercitata. D’ altra parte non poteva immaginare fin dove la scienza si sarebbe spinta. La questione spetta quindi a noi..fino a che punto possiamo degenerare o elevarci tramite la tecnica? Dov è il limite che ci separa dal disumano?

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  8. Bianca
    Bianca dice:

    Il corpo con il passare del tempo si è evoluto arrivando sino ad oggi dove usiamo sempre di più la tecnologia e le cose artificiali.
    Il corpo della scimmia è passato ad essere una macchina capace di cambiarsi da sola i pezzi. Possiamo affermare che gli Umanisti sono a favore di questo cambiamento. Pico della Mirandola nella sua orazione “De hominis dignitate” esalta l’uomo a cui Dio ha concesso la libera scelta, perciò può plasmare se stesso e la sua vita.
    L’uomo è artefice del proprio destino ma fin dove si spingerà?
    Forse dovremmo cambiare, prima di tutto nella nostra mente, la nostra categoria: non più UMANI.

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  9. Il Messia
    Il Messia dice:

    L’uomo è stato creato affinché possa con i propri mezzi e con gli strumenti lasciati dalla natura modificare il proprio destino senza l’ intervento della provvidenza divina.Gli umanisti affondano la propria tesi sulla dignità dell’uomo come fa anche Pico della Mirandola.Gli umanisti non hanno visto la “Cyberizzazione” dell’uomo ma ritengo che non l’avrebbero accettato poiché questa non tende a valutare l’uomo nella sua totalità.

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  10. Gaia
    Gaia dice:

    Gli umanisti tengono a ribadire che l’uomo è padrone delle sue scelte, che non deve compiere azioni e non ha un aspetto e un destino predefinite. L’uomo è portato a fare ciò che gli è più proprio quindi a vivere sotto l’esercizio della ragione. Quindi è completamente giustificabile il suo interesse speculativo e la voglia di mettersi alla prova. Il pericolo che incombe è però che ad un certo punto la tecnologia raggiunga un livello talmente alto da rendere superflua l’attività umana. Il pericolo sta proprio nel fatto che l’uomo, soddisfatto di se stesso, si lasci sottomettere dalla raggiunta perfezione delle macchine perdendo in questo modo la propria umanità.

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  11. Quo
    Quo dice:

    Evoluzione oppure mutazione? È problematico dare una definizione a questa nuova, anche se definirla nuova sarebbe improprio, perché già in passato è stata oggetto di studio, concezione di intendere il corpo, o come mero oggetto di studio, pronto a essere migliorato, in ogni modo possibile, o come entità intangibile già perfetta e intoccabile. Sulla prima definizione, c’è chi può pensare che sia giusta, necessaria per far proseguire l’evoluzione. E c’è chi, al contrario, abbracciando la seconda tesi, ritiene che sia sbagliato, perché profanare il corpo con orridi innesti tecnologici va contro l’ordine naturale. Non esiste una vera e propria risposta, perché ambedue le visioni hanno pro e contro. Per scegliere nel miglior modo possibile, però, dobbiamo affidarci al nostro buon senso. Non ci resta che sperare che il buon senso degli scienziati ci porti a qualcosa di buono.

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    • Rachele
      Rachele dice:

      L’uomo sarà in grado spingersi oltre quel limite fino a raggiungere il disumano? Secondo la visione di Pico della Mirandola,l’uomo è artefice del proprio destino,quindi è un essere ontologicamente libero in grado di decidere per se ciò che vuole diventare. Il problema che si pone adesso è fino a che punto l’uomo può spingersi per non oltrepassare quella barriera che oggi identificheremo con il ‘disumano’. L’uomo si è evoluto col passare del tempo,fino a diventare una sorta di schiavo della tecnologia che egli stesso ha creato,una sorta di macchina la cui identità è frammentata da nickname,password,followers. Ma arriveremo a un punto in cui sarà la scienza che si impossesserà di noi?Arriveremo ad avere dei veri è propri cyber al posto degli umani? Ovviamente Pico della Mirandola non prende in considerazione quest’aspetto,limitandosi a ribadire l’effettiva libertà dell’uomo ma non fino a che punto egli possa spingersi.
      Personalmente sono convinta che arriveremo ad un momento in cui l’uomo,soddisfatto di se stesso e della propria vita,si lasci influenzare dalla scienza che lo circonda fino a farsi inghiottire da essa,perdendo la sua vera nozione di umanità.

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  12. Francesco (Feng Cheng)
    Francesco (Feng Cheng) dice:

    Sono convinto che se gli umanisti che vissero nel cinquecento fossero ancora vivi e avessero la possibilità di assistere ai cambiamenti di questo secolo non sarebbero del tutto in disaccordo, anzi. Prendendo in considerazione la nota opera di Pico della Mirandola, in cui viene data all’uomo l’assoluta libertà di essere ciò che vuole e svolgere tutte le funzioni da lui desiderate, penso che potrebbe accettare e forse anche apprezzare i progressi della tecnica degli ultimi decenni, tali da portare enorme benefici all’uomo, fino ad andare oltre essere l’uomo stesso. Ma credo sia questa la linea di separazione: secondo Pico della Mirandola l’uomo ha la possibilità di realizzarsi come vuole per ottenere la felicità ma come la penserebbe se l’uomo abbandonasse il suo corpo di carne creato da Dio in favore di un corpo artificiale? Per gli umanisti è l’uomo il centro del mondo, non gli oggetti creati dall’uomo. O perlomeno io la penso così.

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  13. Ale fanta
    Ale fanta dice:

    Dalla clava allo smartphone, dallo smartphone ai cyber-umani: connubio di sangue ed elettroni. La natura libera la scienza per permettere lo sviluppo. Chissà se un corpo bionico non sia il prossimo stadio della nostra evoluzione. Questo è un passo in avanti che l’uomo può scegliere se fare o non fare, in quanto detentore del libero arbitrio. Ognuno sarà artefice del proprio destino, come affermavano gli umanisti. Per questo la scienza dovrà andare avanti, e l’uomo sceglierà se assecondare la sua avanzata o se bloccarla. Ci ritroveremo quindi divisi tra umani e cyber-umani, ognuno farà la sua scelta.

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  14. Filippo
    Filippo dice:

    Secondo Pico della Mirandola Dio ha dato all’ uomo la possibilità di diventare ciò che vuole, degenerare a bestia o innalzarsi verso di lui. Il problema che si pone è fino a che punto l’ uomo possa modificare la sua natura…dove sia il limite tra umano e disumano. I grandi progressi compiuti dalla scienza e dalla tecnica nell’ ultimo secolo ci potrebbero permettere di modificare il nostro corpo fino a diventare cyber, cosa inpensabile fino a non molto tempo fa.Ma siamo sicuri che questo non significherebbe oltrepassare il limite tra umano e disumano degenerando in inumani? Si potrebbe dire allora che Pico nel suo trattato abbia tralasciato un aspetto di non poca rivelanza, egli infatti ha dimostrato la nostra libertà di uomini ma non ha detto fino dove possa essere esercitata. D’ altra parte non poteva immaginare fin dove la scienza si sarebbe spinta. La questione spetta quindi a noi..fino a che punto possiamo degenerare o elevarci tramite la tecnica? Dov è il limite che ci separa dal disumano?

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  15. Pietro
    Pietro dice:

    Un futuro in cui l uomo diventa macchina,grazie alla scienza,nel quale ogni malattia, ogni menomazione e forse la morte vengono cancellate. Un mondo nel quale tutta la popolazione mondiale ha le conoscenze e la potenza di calcolo di un computer collegato a internet (praticamente infinita)
    Un mondo in cui l uomo diventa , senza alcun dubbio, unico re del creato. In altre parole, la massima aspirazione di Pico della Mirandola, che nella sua oratio de hominis dignitates sosteneva la superiorità Dell uomo. Ma se l’uomo si innesta parti meccaniche, non perde la propria umanità? E , soprattutto, non potrebbe rompere quel delicato equilibrio evolutivo che la natura ha creato in migliaia di anni?

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  16. daniele1200
    daniele1200 dice:

    Il potenziamento dell' essere umano tramite macchine potrebbe contribuire allo sviluppo dell' uomo ma potrebbe anche ostacolarlo in quanto le macchine sostituirebbero le capacitá dell' uomo e le migliorerebbero, ma queste capacitá piano piano si atrofizzeranno e alla fine perderemmo la nostra parte umana e diventeremmo dei robot.

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  17. Francesco ed "Edoardo"
    Francesco ed "Edoardo" dice:

    Mi piace l’idea di un futuro molto più cyborg, dove le sfortunate persone che hanno perso un arto lo possono sostituire con una protesi tanto precisa quanto l’arto biologico.
    Naturalmente tutta questa tecnologia manipolerà pure la mente umana, che non potrà mai essere paragonata a quella di internet e della tecnologia senza sentimenti e debolezze.

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  18. Giuliano Jin
    Giuliano Jin dice:

    Penso che la società o piu precisamente il corpo sostituito da quello di una macchina forse potrà influenzare notevolmente i processi dell umanità, ma se dovesse sostituire l’intervento dell’uomo non sarebbe mai soddisfacente.

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  19. Jasco
    Jasco dice:

    già dal passato la tecnologia sconvolse la società in modo positivo facilitando la nostra vita quotidiana con macchine e congegni che ci aiutavano ma ci fu sempre un lato negativo: inquinamento, macchine che aumentavano la pigrizia dell’uomo. Con questo volevo dire che sicuramente la cibernetica avrà anche lati negativi che ci porterà a diventare non più “la macchina più complessa della natura” ma lo strumento più utile agl’occhi dei futuri cyborg.

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  20. Ravindu
    Ravindu dice:

    io credo che la tecnologia per migliorare le prestazioni dell’ uomo sia una cosa fantastica ma solo per chi ne ha davvero bisogno,perchè per me l’ umano è gia perfetto.

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  21. Marco Billeri
    Marco Billeri dice:

    Non è bello immaginarsi un futuro pieno di persone-robot, ma la tecnologia deve andare avanti e quasi sempre senza pensare alle conseguenze. Nonostante questo penso che far diventare un persona, un mezzo robot, potrebbe diventare un'arma micidiale come nel film Robocop e potrebbe portare a delle conseguenze disastrose.

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  22. Bianca e Gregorio
    Bianca e Gregorio dice:

    Secondo me c’è un limite da non superare tra umano e disumano. L’umano, alla ricerca della perfezione, delle novitá, arriva a progettare innesti particolari, a trapiantare organi, a creare protesi per persone mutilate. Ma quando quella ricerca del nuovo, del perfetto, va oltre questo, allora arriva il disumano. È disumano pensare a una creatura perfetta, quando la perfezione è soggettiva e tra l’altro anche noiosa. Di questo passo arriveremo a un livello oltre il confine dell’umano, dove sceglieremo l’aspetto dei nostri figli e una donna bella e buona, ma siamo sicuri che è quello che vogliamo? Non è piú bello amare l’umanità, l’imperfezione? Come scritto nell’articolo, spesso i piaceri quotidiani sono sottovalutati, cosí tanto che andiamo a cercare altri arti, occhi laser, come se non fosse giá abbastanza la nostra natura.

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  23. simone199949
    simone199949 dice:

    Sinceramente credo che un futuro, in cui gli uomini saranno composti da parti meccaniche, possa essere un futuro molto prosperoso e positivo per la razza umana. Il primo vantaggio che troveremmo è, probabilmente, in campo medico, infatti con parti robot potremmo proteggerci meglio da malattie e incidenti. Credo inoltre che questa trasformazione non influisca affatto sulla personalità, sul comportamento e sul modo di agire degli uomini perché le macchine potranno sostituire parti del nostro corpo ma la nostra umanità non la potrà mai sostituire.

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  24. Giacomo e Niccolò
    Giacomo e Niccolò dice:

    L’evoluzione è un qualcosa che non si può evitare,è naturale evolversi e progredire.Ma ogni cosa a suo tempo. Infatti,secondo me,non è etico che l’uomo acceleri un’evoluzione che,prima o poi,arriverà, e costruisca cyborg e robot che non hanno nulla di umano e che non provano emozioni. Quando saremo pronti per fare questo grande passo in avanti, allora ci troveremo davanti a scenari fantascientifici visti solo nei film,e non so se ne saremo mai pronti.

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  25. vincenzo
    vincenzo dice:

    Se immaginiamo un futuro in cui gli uomini avranno dei componenti meccanici nel loro corpo, una gamba , un braccio , e perfino il cervello la società arriverà a non essere più libera e si unificherà nelle forme e nei comportamenti perchè essa finirà per essere controllata da un computer principale … Si perderebbero le emozioni e quindi il piacere della vita

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  26. i vanno
    i vanno dice:

    Questo futuro distruggerà la civiltà umana.se si immagina un futuro in cui i robot saranno onnipresenti,non ci sarà piú posto per noi umani.

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