, ,

UGANDA DEI PRIMATI di D. Fortini

Era mattina e mi trovavo nell’aeroporto di Roma, pronto per partire alla scoperta di una nuova e meravigliosa tappa del mio viaggio intorno al mondo. Scelsi di visitare l‘Uganda, un Paese dell’Africa centro-orientale.

La mia voglia di arrivare e conoscere questo luogo così diverso  e speciale era indescrivibile.

Dopo un lungo volo arrivai a Entebbe, un città situata su una penisola sulla costa nord del lago Vittoria. Uscito dall’aeroporto c’era la guida che avrebbe accompagnato me e il resto del gruppo italiano per quei giorni.

Il nostro hotel era a 50 km da Entebbe: si trovava a Kampala, la capitale. Dopo un’oretta di viaggio in autobus, passata a osservare dal finestrino i meravigliosi paesaggi africani, arrivammo in quello che sarebbe stato il nostro alloggio per quella notte.

Kampala

Era ormai sera e ansioso che fosse il giorno seguente il prima possibile andai a dormire.

Finalmente era giorno. Dopo una rapida colazione eravamo già pronti per partire per un lungo viaggio diretto a Kibale Forest. Di seguito a 6 ore di autobus, passate a riposare e a osservare i bellissimi panorami caratterizzati da piantagioni di tè, caffè e tabacco e i tantissimi villaggi sulla strada, siamo arrivati alla nostra destinazione.

Piantagioni

Essendo ancora le 2 del pomeriggio, abbiamo approfittato le ore rimaste prima del tramonto per inoltrarci nel Kibale forest National park a cercare gli scimpanzé.

Era passata circa un’ora dal momento in cui eravamo entrati nella foresta, quando la guida ci ha fatto notare proprio gli animali che stavamo cercando.

Scimpanzé

È stata un’esperienza unica perché, nonostante avessi già visto gli scimpanzé dal vivo, magari in uno zoo, non era la stessa cosa perché erano liberi nel loro habitat naturale.

Il giorno seguente ci siamo diretti verso il Kazinga Channel, un canale naturale lungo 32 km che collega i laghi Edward e George.

Una volta arrivati abbiamo fatto una piccola “crociera” sul canale, che domina il paesaggio del Queen Elizabeth national park, il principale parco nazionale faunistico. Questa esperienza è stata una delle più suggestive del nostro viaggio, perché, oltre a goderci il panorama spettacolare dal traghetto, abbiamo visto tantissimi ippopotami, bufali, elefanti che si abbeveravano nel fiume, antilopi e uccelli anche molto rari.

Il percorso finì dove il canale sfocia nel lago Edward.

Kazinga Channel

L’ultimo giorno la guida ci ha portato nel Bwindi Impenetrable Forest, forse il parco più caratteristico dell’Uganda: è stato dichiarato Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 1994, a causa della sua eccezionale biodiversità e della presenza di importanti popolazioni di specie a rischio. Una di queste, che è la più in pericolo, è quella del gorilla di montagna, una sottospecie del gorilla orientale di cui sono rimasti solo 680 esemplari, di cui il parco ne ospita la metà.

E noi siamo andati proprioa cercare i gorilla. Dopo quasi un paio d’ore passate a seguire la nostra guida, abbiamo finalmente avuto l’opportunità di vedere il primo esemplare di gorilla, al quale a poco a poco se ne sono aggiunti altri: abbiamo provato un’emozione indescrivibile nel vedere questi unici animali a pochi passi da noi.

Gorilla di Montagna

Trascorsa un’ora a fotografarli e a godere dell’inimitabile esperienza  abbiamo dovuto salutare i gorilla di montagna per trasferirci al Lake Bunyonyi, che abbiamo raggiunto dopo due ore circa. Nel pomeriggio, per concludere al meglio il nostro meraviglioso viaggio, abbiamo fatto un giro in battello tra le isolette del lago. Il panorama aveva dell’incredibile e ci ha fatto bene a tutti per rilassarci dopo gli stancanti ma fantastici giorni passati in Uganda, un Paese che consiglio a tutti di visitare per chi vuole avere un’esperienze che difficilmente dimenticherà.

Lake Bunyonyi

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Rispondi