U COME UGUAGLIANZA di Gaia Pellegrini

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L’illuminismo professa, sebbene in numerose e differenti sfaccettature, la centralità e il potere della ragione. L’uso della ragione e lo sviluppo della scienza possono portare alla felicità e al progresso. Tutti possono pensare razionalmente e tutti quindi sono uguali per questo semplice motivo; la religione professata, la condizione sociale, la razza sono tutti sottoinsiemi di un genere ben più ampio la cui etichetta recita:”uomo”. La natura che ha creato la sola specie di animale razionale è la garanzia dell’uguaglianza del genere umano. Ma alla metà del secolo, che sarebbe stato ricordato come l’età dei Lumi, il Marchese di Vauvenargues obiettava: “È falso che l’uguaglianza sia una legge di natura: la natura non ha fatto nulla di eguale. La sua legge sovrana è la subordinazione e la dipendenza”.Place_de_la_République_-_Égalité
A difendere e consolidare l’idea dell’uguaglianza fu Immanuel Kant che, da filosofo puro, si occupò di analizzarla nel suo aspetto archetipico, precedente a qualsiasi applicazione sociale o politica. La mente umana non è un foglio bianco che si tinge attraverso l’esperienza, né contiene in potenza tutto il sapere; semplicemente è un contenitore al cui interno si trova, metaforicamente parlando, un hardware che funziona per tutti indistintamente allo stesso modo.
Questo è ciò che si intende per uguaglianza antropologica.
In Francia la venerata triade Voltaire, Montesquieu, Rousseau, attraverso argomentazioni talvolta contrastanti, si impegna a tradurre l’uguaglianza antropologica in uguaglianza sociale.
Fomentati da tali pensieri, i popoli dei vari stati occidentali cominciano a ribellarsi ai poteri assoluti tipici dell’Antico Regime. È la Rivoluzione Francese, Madame.df7269dc637c8502746c93dfd9f60e05

Il popolo parigino, per la prima volta a partire dai ceti più bassi, solleva sommosse e rivolte in nome dell’uguaglianza per distruggere la società sclerotizzata dei tre stati.
Questi ideali raggiungono persino le campagne dove i contadini rivendicano il loro diritto di essere liberi mettendo a ferro e a fuoco case e ville signorili.
A questo punto il Re si trova costretto a scendere a compromessi con i suoi sudditi e a rinunciare alla sua condizione di assolutezza emanando una costituzione in cui vengono sanciti i diritti inalienabili dell’uomo. Il cittadino e allo stesso modo il Re sono sottomessi alla legge per la quale ognuno riceve un trattamento prestabilito ed equo.6f89396d44103cab36b0b612374943ae

Ma tutto questo non è che il primo tentativo di creare una società di pari cittadini. L’uguaglianza sarà l’utopia più inseguita e più tradita dalla Storia. Tutti gli uomini nascono uguali, però è anche l’ultima volta in cui lo sono, pare dicesse Abraham Lincoln.

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