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TESTE SENZA CORPO E CORPI FUORI DI TESTA di D. Papa

12121733256416673Nel romanzo conclusivo della Trilogia dello Spazio di C. S. Lewis, That Hideous Strength, l’antagonista cattivo è il cervello isolato di François Alcasan, un radiologo algerino condannato alla ghigliottina come omicida. La testa, tenuta in vita artificialmente da un’infusione di sostanze nutritive grazie alle cure di uno scienziato italiano dal boccacciano nome di Filostrato, è in grado di comunicare con gli esseri umani tramite telepatia. La testa di Alcasan cova piani diabolici, ma l’integerrimo professor Mark Studdock, con l’aiuto di un redivivo Mago Merlino, riuscirà a sconfiggerla. Un plot in parte riecheggiato nella web serie del 2011 The Mercury Men, dove si vede un cervello che vive in un barattolo in grado di comandare per via telepatica gli “uomini di mercurio” per attuare per loro mezzo i suoi piani di distruzione palnetaria. Ma il tema della testa umana che sopravvive separata dal corpo è protagonista di decine e decine di romanzi, racconti, film, fumetti e videogiochi.

In recenti manga o anime compaiono encefali umani trapiantati in cyber-corpi, come in Ghost in the Shell o cervelli che vivono in scatole trasparenti come quello del Prof. Simon Wright nell’anime Capitan Futuro, probabilmente ispirato alla shortstory L’uomo che sussurrava nelle tenebre (The Whisperer in Darkness) di  H. P. Lovecraft (1931), dove degli alieni estraggono il cervello di un certo Akeley e lo fanno sopravvivere senza corpo grazie a dispositivi che gli consentono di vedere, sentire e parlare, allo scopo di fargli affrontare i disagi di viaggi intergalattici insostenibili per un corpo umano. head-transplants

Ma quanto a lungo può realmente vivere una testa tagliata dal corpo?

Monsieur Guillotin, inventore della macchina per decapitare più amata dai rivoluzionari, pensava che il suo strumento fosse più umanitario, in quanto provocava una morte istantanea. Ma il medico Sömmering nel 1795 suggerisce che la testa di un condannato continui a vivere ancora per qualche momento, anche dopo che la lama si è abbattuta sul collo. Questo aprirà vaste riflessioni sulla morte e sulla sede dell’anima immortale. Cominciano i primi tentativi per rianimare le teste decollate, sia con l’elettricità sia con la perfusione di sangue. Un certo dottor Legallois cercò di rianimare una testa tagliata, ma senza successo. Nel racconto Le Dernier Jour d’un condamné, del 1829, Victor Hugo riporta in un monologo interiore i pensieri di un uomo che sta per essere giustiziato e che a poche ore dal suo ghigliottinamento si chiede con angoscia se davvero non si soffra, visto che mai nessuna testa è stata udita confermare la bontà del metodo capitale.  Il dottor Jean-Vincent Laborde intorno agli anni 80 del XIX secolo cercò di capire cosa succedesse nella testa di un ghigliottinato, sperimentando su cani e conigli. Sembrava prendere alla lettera l’invenzione fantastica di Rabelais in Pantagruel, che racconta di Épistémon che ebbe la testa tranciata di netto nel corso della battaglia di Pantagruel contro i giganti. Panurge la rimette al suo posto riattaccando nervo per nervo e vena per vene, la ricuce con dei punti, la spalma con un unguento e voila, l’uomo decapitato resuscita, anche se poi si rammarica di essere stato riportato in vita e così privato dello spettacolo dell’inferno. 
I tentativi fallaci degli scienziati francesi del Sette e Ottocento si fanno più seri nell’Unione Sovietica. La scienza in Russia è sempre stata molto avanzata, ma le scoperte scientifiche venivano spesso accompagnate da esperimenti assai crudeli e disumani. Nel 1928 lo scienziato Briukhonenko realizzò un esperimento, che possiamo definire leggendario. Riuscì a far ritornare in vita la testa amputata di un cane. Sono scene che suscitano brividi. In modo particolare quando si vede la testa dell’animale cosciente, mentre del resto del corpo non c’è traccia. Soltanto una testa tagliata e vigile attaccata a dei tubi.

 Quanto a lungo può vivere una testa tagliata dal corpo?

 � Foto: medical-enc.ru

Lo scienziato esegue esperimenti che mostrano come il cane omeglio, quello che ne è rimasto, reagisce ad elementi esterni come la luce, il suono e sensazioni tattili. Ma se il cane vede e sente tutto, allora quanto dolore prova a causa del corpo amputato? La medicina, spesso, è andata a braccetto con una certa dose di cinismo o persino di crudeltà. Sadismo e sperimentazione sono davvero inseparabili? Di solito, la testa del cane tagliata dai ricercatori riusciva a vivere 3-4 ore o forse di più se le venivano iniettati analgesici. In seguito furono condotti numerosi esperimenti di questo tipo,ad esempio lo scienziato, Vladimir Demikhov, discepolo di Briukhonenko, innestava teste di cuccioli sul corpo di cani adulti creando dei veri e propri mostri bicefali, le cui foto fanno rizzare i capelli. Si trattava di una scoperta rivoluzionaria in medicina, poiché per via sperimentale fu tentata la possibilità di “far rivivere” un essere vivente dopo la morte. Gli esperimenti eseguiti da Briukhonenko sugli animali non vanno certo considerati come pure e semplici torture inflitte ai fedeli amici dell’uomo, per quanto appaiano atroci e spietate. Bisogna tener conto che studi come questi permisero di conoscere meglio la fisiologia animale e le tecniche chirurgiche. Il grado di disumanità di tali esperimenti è in parte riscattato dalla considerazione che non furono fini a se stessi, ma erano volti ad uno scopo positivo. I ricercatori lavorarono affinché le future generazioni vivessero meglio di quelle precedenti, anche se ad un prezzo così alto.


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Trapianto delle teste

“Si può fare”. Lo va dicendo da due anni e lo farà, c’è già la data: dicembre 2017. Il primo trapianto di testa su un uomo è stato annunciato qualche giorno fa da Sergio Canavero, neurochirurgo all’ospedale Molinette di Torino. Il professore, che afferma di aver messo a punto una tecnica rivoluzionaria per questo intervento, che ha dello sbalorditivo, eseguirà l’operazione in Cina. Il via libera dalle autorità locali non è ancora stato dato, ma “ci sarà a breve” assicura il chirurgo. È pronto invece il volontario, Valery Spiridonov, da Mosca, che ci metterà la testa. “Affronto con sufficiente tranquillità questo tema, in attesa che si confermi la data. Non mi interessa né dove né quando, non ho fretta. Quel che mi interessa è l’affidabilità del procedimento” dice il trentenne russo, affetto da una forma di sla. Secondo quanto è stato pianificato, se tutto andrà a buon fine, la sua testa sarà messa sul corpo di un donatore deceduto per morte cerebrale, mentre il suo vecchio corpo e la testa del donatore saranno poi cremati. Spiridonov ci crede e ha fiducia nel medico italiano, al punto che è pronto a sborsare 10 milioni di euro. Tanto costa l’intervento, che molti giudicheranno una follia ed è stato assai criticato dai suoi colleghi neurochirurghi di tutto il mondo. Ci si domanda non solo se sia tecnicamente possibile, ma se sia compatibile con tutto ciò che conosciamo delle regole etiche accettate come umane. Pura fantascienza o procedure mediche con cui dovremo davvero fare i conti un giorno? Lo scopriremo tra un paio d’anni.

 

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