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IL TATUATORE – Un thriller a stelle e striscie

Il-Tatuatore

IL TATUATORE DI SIMONE TURRI E DANIELA MECCA

Ingredienti: James Sunderland, un agente speciale del FBI, brillante, ossessionato dal suo lavoro e con una profonda ferita nel suo passato, che lo tormenta. La splendida collega portoricana Sarah Gomez innamorata di lui ma non ricambiata. Il patologo Duncan Harris compagno fidato di James. Una spolverata di corruzione all’interno del dipartimento. E ovviamente l’ingrediente principale: un serial killer che aggiunge alla ricetta una sfilza di cadaveri sgozzati e fatti a pezzi, dissanguati. Se già così il piatto non è abbastanza sapido e pepato, aggiungiamo una maschera da clown ai piedi delle vittime e dei tatuaggi sui loro corpi (“Guardami; Ascoltami; Cercami”), il tutto condito da una corsa contro il tempo.

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Se gli ingredienti risultano molto familiari, se non risaputi, ai lettori di thriller, veniamo subito sorpresi da una presentazione del piatto impeccabile. Simone Turri e Daniela Mecca, coppia ormai collaudata della narrazione da brivido, cavalcano l’oda del precedente successo horror Il fiore nero, tenendo il lettore in un costante limbo di tensione. Il lettore si impersona costantemente in James, un uomo forte, ma con le debolezze e le insicurezze che caratterizzano la vita di ognuno di noi. E proprio attraverso gli occhi dell’agente del FBI verremo catapultati in un puzzle che piano piano inizierà a comporsi; e se saremo più ingegnosi e attenti di James potremmo scoprire il colpevole prima di lui. Sì, perché nel testo sono presenti numerosi indizi, compresi però alcuni fuorvianti, che permettono al lettore di  condurre un’indagine parallela, seppur vincolata, a quella della squadra FBI.

Ma se da una parte c’è la visione dei “buoni”, dall’altra entreremo nella mente contorta del tatuatore. Ci catapulteremo totalmente nel romanzo, riuscendo a tratti a fiutare l’odore della paura delle vittime, impugnando noi stessi l’arma del delitto, infierendo loro mostruose mutilazioni.

L’ansia, che lentamente sale in un climax sapiente, è interrotta solamente dalle descrizioni, tanto accurate quanto macabre, delle ferite e dei tatuaggi inferti dall’assassino.

Ricapitolando: se gli ingredienti di base sono di comune reperibilità, la confezione è convincente e man mano che si va avanti si percepisce e si gusta sempre meglio la piccante portata, arrivando alla fine molto sorpresi del risultato e sicuramente soddisfatti.

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