T COME TATTOO

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tT COME TATTOO

Oggi che assistiamo al diffondersi di marchi identitari come i piercing e i tatuaggi un tempo appannaggio di subculture alternative o antagoniste, colpisce il sarcasmo con cui Leopardi sferza certe voghe che ai suoi tempi appartenevano ai “Sauvages”:

Dico che la nostra natura e usanza comune è di rinnovare continuamente il mondo, ma tu fino da principio ti gittasti alle persone e al sangue; io mi contento per lo più delle barbe, dei capelli, degli abiti, delle masserizie, dei palazzi e di cose tali. Ben è vero che io non sono però mancata e non manco di fare parecchi giuochi da paragonare ai tuoi, come verbigrazia sforacchiare quando orecchi, quando labbra e nasi, e stracciarli colle bazzecole che io v’appicco per li fori; abbruciacchiare le carni degli uomini con istampe roventi che io fo che essi v’improntino per bellezza…e cento altre cose di questo andare. Anzi generalmente parlando, io persuado e costringo tutti gli uomini gentili a sopportare ogni giorno mille fatiche e mille disagi, e spesso dolori e strazi…7c237018da99e67baac63bdae089f79c

Tuttavia l’economista Melchiorre Gioia, apologeta della moda, opinò che conformarsi alla moda è un istinto sociale profondo, tanto è vero che i selvaggi tendono a modificare non gli abiti, di cui ignorano l’uso, ma il corpo stesso, non esitando a sottoporsi a crudeltà atroci, a scontraffarsi e a rendersi mostruosi, forandosi le cartilagini del naso, praticandosi aperture nelle labbra, incidendosi le guance, allungandosi le orecchie, comprimendosi la testa, frastagliandosi la pelle del corpo, che, osserva Gioia, è un po’ peggio che portare ora cappello più piccolo ora uno più grande.

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