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SUPERMAN POSA PER RUBENS: i Supereroi fiamminghi di Goldberger

Gli eroi che ci guardano da secoli nei sontuosi ritratti custoditi in musei e gallerie erano sovrani potenti, condottieri valorosi, principi munifici, cortigiani intriganti, papi ambiziosissimi e dotti cardinali. La nostra epoca, diventata beata perché di eroi non ha bisogno, come auspicava Brecht, ripiega sui Supereroi.

In un’operazione affine ma opposta a quella sperimentata dal britannico Matt Crabtree, il francese Sacha Goldberger ha vestito i suoi modelli di calzamaglie e tute per fotografare fittizi Superman, presunti Uomini Ragno, improbabili Hulk in pose cerimoniali come ritratti aulici, aggiungendo gorgiere, velluti e giustacuori di raso ai costumi più celebri dell’immaginario pop.  

Tre anni di  lavoro, dodici collaboratori, cinque costumisti per realizzare la serie intitolata Super Flemish. Oltre ai supereroi Marvel e ai loro capitali nemici, anche i personaggi di Guerre Stellari e delle tradizionali fiabe si sono prestati a questo gioco di travestimento e di ibridazione ironica tra cultura alta e cultura popolare.

Il robot di Star Wars C-3PO come l’avrebbe dipinto Rogier van der Weyden,Convention_STC3PO30674_06

la Principessa Leila resa col fulgido pennello di van Dyck,SuperHerosFlamands_Leia_RGB1998_018

Batman e Darth Vader visti da Frans Hals,

una vedovile Cat Woman alla maniera di Frans Pourbus,SuperHerosFlamands_Catwoman_RGB1998_014

un pomposo Joker, un principesco Superman, una compassata Wonder Woman degni di Rubens,

persino un verdastro Hulk shirtless, ma con tanto di collare pieghettato e inamidato, che fa pensare a un grottesco nano gigante di Velazquez.

L’effetto è interlocutorio: l’arte del passato nobilita la sterile banalità del presente oppure la banalità del presente è soltanto capace di degradare e svilire persino il retaggio migliore del passato?

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