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StoreDot, mai più senza…

… il nostro smartphone. La start-up israeliana StoreDot nasce nel 2012, fondata da un ex membro della SanDisk e due professori dell’Università di Tel Aviv. Questi mentre lavoravano sulle memorie flash si imbattono in qualcosa di eccezionale: alcune proprietà degli amminoacidi, usate al posto dei componenti tipici di una batteria al litio, consentono una ricarica rapidissima di un dispositivo medio-piccolo, uno smartphone.

Signori e signore, potremo assistere all’avverarsi del desiderio più grande dell’umanità (anche se dovremo aspettare il 2017 sicuramente XD), un batteria che si ricarica in 1 MINUTO!

Oltre ciò c’è sempre una notizia buona e una cattiva.

La buona è che oltre alla ricarica ultrarapida del dispositivo, la nostra batteria avrà almeno 2000 cicli di ricarica (4 volte tanto rispetto a quelle attuali) prima di inizare a presentare cali di durata.

La brutta notizia è che il costo della batteria sarà del 30% in più rispetto le attuali (per l’acquirente si tradurrà in un centinaio di dollari in più per l’acquisto dello smartphone) e la ricarica di 1 minuto potrà essere applicata a batterie che sono la metà rispetto lo standard attuale.

Se per l’aumento del prezzo probabilmente non ci sarà niente da fare, una batteria ricaricabile in 5 minuti (tra 1 e 5 minuti personalmente mi cambia poco, considerando il fatto che oggi ci vuole almeno un’oretta per ricarica completa) ci darà l’autonomia che abbiamo oggi.

Ma questa tecnologia, o almeno così si auspicano i membri di StoreDot, non si limiterà agli smartphone. Vi piacerebbe avere un’auto elettrica che fa 150 miglia con una carica di soli 5 minuti (contro i 30 attuali)?

Ma questa tecnologia arriverà davvero o è solo l’ennesima promessa incompiuta? Nessuno lo può sapere, ma una speranza ci arriva dai 66 milioni di dollari di finanziamento raccolti dalla start-up provenienti da colossi quali Samsung e il ricco magnate Roman Abramovich.

Se il mondo è in continua evoluzione e il ritmo della vita si è alzato, non possiamo permetterci di perdere tempo. Se prima durante la ricarica dello smartphone potevamo goderci un bel libro, tra qualche hanno avremo solo il tempo di prenderci un caffè… magari non troppo caldo perchè non abbiamo il tempo di aspettare che si raffreddi.

FONTE: Bloomberg

Articolo a cura di Gabriele Tretola

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