SPOSALIZIO TIBETANO IN ROSSO E ORO di M. Crispolti

Non avrei mai pensato di ritrovarmi nel bel mezzo di un matrimonio buddista e tra l’altro in uno dei tempi più importanti, il Tempio di Jokhang in Lhasa, capitale del Tibet. Lhasa, ai piedi dell’Himalaya viene chiamata “la terra degli dei” e il suo tempio rappresenta un importante punto di riferimento spirituale per i buddisti di tutto il mondo.


Devo l’invito a uno sposalizio in Tibet a un puro caso.

Ero giunta a Lhasa e credevo che non fosse difficile trovare un albergo una volta arrivata sul posto; e invece mi sono resa conto della difficoltà di trovare un albergo o meglio di trovarlo a prezzi accettabili e così ho deciso di fare una cosa che non avrei mai fatto, ma che qui, in questa città così in alto (3.650 metri di altitudine) e così magica per me, ho deciso di fare: chiedere ospitalità a una famiglia del posto.

Inizialmente la famiglia è stata molto ostile anche perché facevamo fatica a capirci, ma dopo poco hanno deciso di ospitarmi a patto però che io partecipassi al matrimonio della figlia dei proprietari di casa così da non restare sola in casa loro.E così eccomi qui, nel Tempio di Jokhang. L’atmosfera è intima e le monache in segno di benvenuto mi offrono tè con il burro salato e mi fanno sedere accanto a loro.

E bastato vedere la sposa per rendermi conto che il matrimonio sarebbe stato completamente diverso da tutti gli altri visti. La sposa ha un vestito coloratissimo e la monaca al mio fianco vedendo il mio stupore e capendone anche il motivo mi spiega in un inglese piuttosto insolito che nella loro tradizione il bianco è il colore del lutto ecco perché le spose buddiste non indossano mai abiti bianchi.

La monaca mi spiega anche che il matrimonio non è un sacramento, ma un piacevole vincolo che gli sposi si pongono davanti ai parenti e agli amici. Nessuno è vestito elegante, ma ognuno a suo modo in un clima particolarmente allegro e rilassato. la cerimonia nuziale ha inizio con la recitazione di alcuni capitoli del Sutra del Loto, uno dei testi sacri buddisti e con il Daimoku  

Le nozze si concludono con la partecipazione dei parenti e degli amici, ognuno può scegliere un modo ( lettura di un testo sacro, canzone …) per augurare una vita felice e armoniosa agli sposi. Non ho potuto fare a meno di fare anche io i miei auguri di felice vita insieme, ma soprattutto di ringraziare tutti i presenti per avermi fatto partecipare a uno sposalizio così tanto diverso quanto bello nel primo tempio buddista del Tibet, la casa di Buddha.

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