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SINDONE: LA RISURREZIONE? UN BIG BANG

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Dal 19 aprile fino al 24 giugno è di nuovo visibile la Sindone di Torino, la reliquia più famosa al mondo (735.000 risultati indicizzati su Google, solo in italiano).

Considerata l’unica immagine del corpo di Cristo martoriato, per molti fedeli costituisce la prova soprannaturale della sua risurrezione. Secondo la tradizione, la Sindone di Torino sarebbe il sudario che avrebbe avvolto il corpo di Gesù nel suo sepolcro. L’ultima ostensione nel 2010 aveva attirato a Torino oltre due milioni e mezzo di visitatori.aEppure prove storiche e chimiche di estrema fondatezza scientifica concordano nel datare al Basso Medioevo la fattura della reliquia. Nè ci sono tracce documentarie negli archivi anteriori al 1389. La Sindone non aveva una storia prima del XIV secolo e bisognava inventarla. Nel silenzio delle fonti, ciascuno poteva ipotizzare gagliarde congetture, come meglio credeva. E se pensate che una accurata ricerca storica e una oggettiva datazione con il metodo universalmente accreditato dell’esame del carbonio14, (compiuta in maniera indipendente dai laboratori di Tucson, Arizona, dell’università di Oxford e del Politecnico di Zurigo nel 1988, con esiti pubblicati su Nature) possano mai far cambiare idea agli accaniti partigiani dell’autenticità della reliquia, sottovalutate la forza con cui una parte dell’umanità si aggrappa ai suoi deliri.ShroudOfTurin-Church

La testimonianza dei Vangeli non fa molta chiarezza sul tipo di bende o lenzuola funebri che avvolsero Gesù cadavere, ma soprattutto non menzionano alcuna immagine rimasta impressa sul lenzuolo. A partire del VI secolo, la voga per le reliquie cominciò a far comparire in Europa consimili cimeli che si pretendevano provenienti dalla Terra Santa. Un problema sorse laddove varie città rivendicavano di possedere quelle autentiche.

Sfogliando il minuzioso catalogo ragionato Le reliquie di Gesù di Ludovico Polastri (solo in formato ebook Kindle Edition) apprendiamo ad esempio che la mangiatoia dove era stato deposto Gesù neonato si conserva nella basilica della Natività a Betlemme, ma un’altra si trova sotto un altare di Santa Maria Maggiore a Roma, (con un po’ di Santa Paglia in aggiunta), mentre altri pezzi della mangiatoia si venerano in San Giovanni in Laterano, a Madrid, Norimberga, Tolone e persino in un santuario dell’Ohio. Il cordone ombelicale di Gesù era conservato in due chiese romane, San Giovanni in Laterano e santa Maria del Popolo, ma evidentemente questo residuo embrio-fetale era lungo abbastanza perché un altro pezzo finisse a Costantinopoli e un altro ancora nella chiesa di San Martino a Lucca, come ricorda anche lo scrittore Roger Peyrefitte, elencando una serie di altre improbabili reliquie nel suo libro-scandalo Le chiavi di San Pietro. Nella chiesa di Nôtre Dame en Vaux, a Chalon sûr Marne, si venerava il Santo Ombelico di Gesù, almeno fino al XVIII secolo, quando si appurò che il reliquiario conteneva solo dei pezzetti di stoffa e dei sassolini.

Tra i reperti anatomo-cultuali non si può passare in silenzio il Santo Prepuzio, di cui si contano fino a diciotto esemplari sparsi tra Roma, Santiago di Compostela, Chartres, Besançon, Metz, Hildesheim, Charroux, Conques, Langres, Anversa, Fécamp, Puy-en-Velay, Calcata, Auvergne. Molte mistiche manifestarono una devota attrazione per questo santo lembo di pelle, con tutte le equivoche commistioni ascetico-erotiche connesse a questa scabrosa dulia: il prepuzio di Gesù apparve a Santa Brigida in estasi; Santa Caterina da Siena, in una lettera (Lettera L “A una mantellata di Santo Domenico…” edizione Einaudi, p 158-159) scrisse che la carne circoncisa del Figlio di Dio è l’anello nuziale con cui la divinità sposò la nostra umanità, un’immagine che Joyce richiamò per strazio quando nell’Ulisse definì il Santo Prepuzio di Calcata “l’anello nuziale della Santa Romana Chiesa Cattolica”. Agnes Blannbekin, una beghina austriaca morta nel 1315, ebbe una visione in cui le parve di avere in bocca e di inghiottire il prepuzio di Gesù come fosse un’ostia.

Nel citatissimo dialogo intitolato Il pellegrinaggio religioso, Erasmo da Rotterdam ironizza sul culto delle reliquie. Dopo aver visitato un santuario, in cui veniva dato a ciascun pellegrino, in cambio di un’offerta, un frammento di legno della croce di Gesù, uno dei personaggi del dialogo osserva che se tutti i frammenti fossero stati raccolti insieme, avrebbero riempito una nave da carico. Il sospetto che si tratti di una frode, sotto la maschera della Pietà e della religione è esplicito in Erasmo; e ancora più esplicita è la condanna di Giovanni Calvino, che in un trattato sulle reliquie riprende la stessa osservazione di Erasmo, scrivendo:

 Di nuovo, consideriamo quanti frammenti [della croce] siano sparpagliati qua e là per il globo. La semplice enumerazione di quelli che io ho registrato riempirebbe senz’altro un grosso volume. Non vi è città, per  quanto piccola, che non abbia un frammento, e ciò, non soltanto nella chiesa principale, ma anche nelle chiese parrocchiali. Non vi è abbazia, per quanto povera, che non ne abbia un campione. In alcuni luoghi esistono frammenti più grossi, come a Parigi nella Santa Cappella, o a Poitiers e a Roma, dove si dice che un crocifisso di una certa grandezza sia interamente formato da essi. In breve, se tutti i pezzi rintracciabili fossero radunati insieme, formerebbero un bei carico per una nave, benché l’Evangelo affermi che una sola persona fu in grado di portarla [la croce]. Che sfrontatezza, quindi, riempire tutto il mondo di frammenti che richiederebbero più di trecento uomini per trasportarli!… Non contenti, poi, di imporsi ai rozzi e agli ignoranti, mostrando un pezzo di legno comune come se fosse il legno della croce, essi l’hanno in effetti dichiarato degno di adorazione. Questa dottrina è assolutamente diabolica”.

(da Ammonizione in cui si dimostra quanto gioverebbe alla  cristianità un inventario dei corpi e delle reliquie dei santi).

Tornando alla Sindone, è apparso di recente in libreria il volume di Andrea Nicolotti, Sindone. Storia e leggende di una reliquia controversa, (Torino, Einaudi, 2015) un saggio che può considerarsi definitivo sull’argomento, almeno dal punto di vista storiografico. L’autore esaminando gli archivi, discrimina tra cronache attendibili e pie leggende, appurando che prima del 1355 circa non c’è traccia dell’esistenza di un telo recante l’immagine del corpo di Cristo crocefisso.

Da documenti tardo-medievali risulta che una sindone con l’impronta di Gesù si trovava nella chiesetta di Lirey, in Francia, a partire dalla metà del XIV secolo. Purtroppo a questa prima attestazione storica della reliquia già si appone l’accusa di essere solo un falso. Il vescovo vietò le ostensioni della presunta sindone, convinto che fosse un artefatto umano spacciato per il sudario del Salvatore deposto nel sepolcro.  Il papa avignonese Clemente VII autorizzò le ostensioni della Sindone a Lirey ma solo a patto che si informassero i fedeli che essa è solo un’immagine e non il vero sudario del Signore. In seguito a varie peripezie, tutte comprovate da documenti di archivio, risulta acquistata dal duca Ludovico di Savoia, che la pose nella cappella ducale del castello di Chambéry. Fu in seguito traslata a Torino, dove divenne l’icona della legittimità divina della dinastia sabauda.

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Su questi dati storici inoppugnabili, sono fiorite sontuose leggende per riempire i mille anni di silenzio in cui del sudario citato nei Vangeli non c’è più traccia. I pervicaci cultori dell’autenticità, in assenza di documenti, hanno riempito un millenio di tenebra con le più colorite congetture, tirando in ballo Nicodemo o Gamaliele, il servo del sommo sacerdote Caifa, o la Madonna in persona. Le ipotesi ideate dai numerosi cronachisti e sindonologi che si sono affannati a lavorare di fantasia in assenza di prove sono spesso in contraddizione e si escludono a vicenda. Chi sostiene che la sindone non sarebbe altro che il Mandylion di Edessa, telo con impresso il volto di Gesù, venuto in possesso del re di Francia Luigi IX e scomparso durante la rivoluzione francese; il che è impossibile perché la Sindone è un telo di lino lungo più di quattro metri con l’impronta fronte-retro del corpo di un cadavere piagato, mentre il cosiddetto Mandylion viene sempre descritto come un piccolo panno di stoffa con impresso il solo volto di Gesù vivo e senza ferite. Ma questo non ha scoraggiato i sindologi che hanno immaginato che il Mandylion, opportunamente ripiegato all’interno di un reliquiario, celasse l’intero sudario con l’immagine di un corpo, senza spiegare in maniera convincente perché mai dovessero nascondere il resto del telo e mostrare solo il viso, peraltro non coincidente con quello della Sindone attuale. In questa fiera dell’immaginazione più corriva non potevano mancare i Templari, che arrivano a passo di carica recando la preziosa reliquia, adorata segretamente come un idolo. E se i documenti relativi all’Ordine dei Templari non ne parlano, questo non costituisce una difficoltà per i sindologi, basta ipotizzare che la reliquia venisse tenuta nascosta per qualche misterioso motivo. Un ottimo metodo quello di spiegare un mistero con altri misteri. Altri credono che la sindone di Besançon sia in realtà quella di Torino, rubata in occasione di un incendio e sostituita di nascosto con una copia, che andò distrutta durante la rivoluzione francese. Ma l’esistenza della sindone di Besançon è attestata solo due secoli dopo quella di Torino; e la cronaca che le attribuisce una più remota antichità fu inventata di sana pianta da un canonico del Settecento.5633184371_6e19684b75_bFin da quando la sindone fu fotografata per la prima volta 1898 si ripete che l’immagine è un negativo fotografico, e ciò avvalorerebbe gli sfegatati fautori del sovrannaturale, che vi vedono la prova che non possa essere una contraffazione del Medioevo, epoca che non poteva concepire l’idea del negativo di un’immagine.b Si tralascia l’ovvia spiegazione che l’immagine originale è una semplice impronta che presenta chiaroscuri invertiti rispetto alla realtà, dove le parti più sporgenti di un corpo sono quelle che lasciano il colore. Il negativo fotografico non fa che restituire a partire dalla sua impronta una figura umana esposta alla luce, ma i procedimenti con cui ottenere un’impronta negativa erano noti ben prima del Medioevo, se si pensa ai sigilli, ai calchi, ai timbri, e al disegno ottenuto per mezzo di sfregamento ovvero frottage.Jesus_by_Van_GolliazNon stupisce, ma è penoso pensare che l’origine di tanto fanatico accanimento nello studio scientifico sulla Sindone è stato un argomento fallace come la presunta negatività dell’immagine. A partire da quel momento, i convegni e le associazioni di sindonologia si sono moltiplicate, a gara con quelle di ufologia, cerchi nel grano, piramidi e consimili confraternite di esoterismi X File.electric_surfer_by_thyrring-d49fkxf

Nell’ultimo convegno di sindonologia, patrocinato dall’Enea nel 2010, sono stati invitati un biologo per parlare di storia, un fisico per parlare di iconografia, un filosofo per spiegare le arcane connessioni tra pensiero luce e materia, un dottore bielorusso che ha parlato delle modifiche del campo elettromagnetico di una stanza dove sia introdotta una copia della sindone. È intervenuta persino una cantante, che aveva già dichiarato di essere stata rapita dagli alieni, e che ha sostenuto di aver riprodotto nella sua cantina un’immagine simile a quella della sindone grazie alla ionizzazione del radon. Ecco la sindonologia. Ecco cosa intendono quando parlano di scienza tutti i fissati con la Sindone di Torino.

Del resto gli scienziati più autorevoli e le riviste con più alto impact factor si guardano bene dall’occuparsi di una disciplina come la sindonologia, così screditata dall’adesione di ogni sorta di ciarlatani, settari bigotti, cattolici reazionari, invasati del paranormale, maniaci dell’occulto, mitomani, attratti come mosche da un mistero che hanno essi stessi contribuito a rendere sempre più fitto e a spargere anche dove non c’era. Chi ha rintracciato sul telo pollini di piante estinte, chi impronte di monete romane, chi scritte ebraiche, chi latine. Chi ha affermato che l’immagine è stata dipinta da Leonardo da Vinci e chi assicura che è di mano di Giotto.

Gli esaltati fautori dell’autenticità del falso medievale chiedono l’avallo del responso “scientifico” per fondare i loro deliri, salvo rifiutarlo quando la scienza dà loro torto, come nel caso della radiodatazione al carbonio14 che attribuisce il lino del telo a un perido che va dalla metà del XIII alla fine del XIV secolo. In questo caso i sindonologi estremi accampano tutte le contestazioni possibili al metodo, (contaminazioni, errori statistici ecc.) non chiedendosi come mai un procedimento così poco attendibile continui a essere applicato dappertutto e come mai funzioni con i reperti archeologici e paleontologici e fallisca solo in presenza di reliquie. L’insaziabile fame per le interpretazioni paranormali dei dati si è spinta fino a farneticare di un’immagine formatasi per radiazione, avvalendosi di ipotesi pseudoscientifiche che evocano emissioni subatomiche di un corpo divenuto radiante e trasparente, che avrebbe impresso la sua immagine nella stoffa mediante un flusso di neutroni e protoni.Resurrection_by_StefanoMoroniQuesta ipotesi inverificabile avrebbe il vantaggio di spiegare anche come si sia prodotto un arricchimento di carbonio radioattivo che avrebbe falsato la datazione. È una disdetta che non si possa disporre della prova della ripetibilità dell’esperimento, perché scarseggiano cadaveri che emettono radiazioni e poi svaniscono.the-last-judgement-by-jacob-van-campen L’immagine si sarebbe impressa grazie a un lampo di energia, afferma uno; no, a causa di un campo elettrostatico, replica un altro. Nossignore, il fenomeno si spiega con un’energia piezoelettrica dovuta al terremoto ricordato dai Vangeli.color_explotion_by_pabloxinse-d4jp5m6Altri discettano di ionizzazione dovuta all’accumulo di gas radon. Un altro giunge a ipotizzare una reazione nucleare tipo Big Bang, che avrebbe prodotto uno scontro di materia e antimateria, con un’emissione superfluorescente che spiegherebbe l’immagine come effetto di una radiazione di tipo laser.Cattura

Il vantaggio dei miracoli è che sono irriproducibili e quindi eludono qualunque accertamento scientifico. Nessuna supposizione fantastica, nessuna spiegazione immaginaria è stata risparmiata, pur di non ammettere la più probabile e storicamente fondata: ovvero trattarsi di una delle migliaia di false reliquie realizzata in modo ingegnoso da qualche seguace del boccacciano Frate Cipolla.

Ma come scrive Alberto Savinio in Vendetta postuma “Ognuno ha le reliquie che si merita.”

26 commenti
  1. Ravindu e Marco
    Ravindu e Marco dice:

    Noi crediamo che la sindone di Torino non sia vera,è un mezzo per ingannare i fedeli e guadagnare soldi,infatti piu credenti vengano ingannati e sempre piu saranno quelli ingannati,ma é diventato un vero e proprio mito.

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  2. Giuliano Jin
    Giuliano Jin dice:

    Tutto ciò dopotutto serve soltanto a coloro che non essendo ancora religiosi hanno bisogno di una prova dell e esistenza di Dio, però nella religione bisogna avere fede e determinazione.

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  3. Jasco
    Jasco dice:

    Nella Bibbia come ben sappiamo non ci sono molte fonti attendibili, come la creazione nella Genesi, oppure i vari miracoli che Gesù fece nel corso della sua vita terrena. Ma il principio e la base del cristianesimo è la Fede! Bisogna avere fede in ciò che si crede, è quello che ci spinge a credere a Dio e alla vita ultraterrena.

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  4. Pashquale e Tommassso
    Pashquale e Tommassso dice:

    Io sono stato personalmente a Torino il 3 maggio e ho visto la Sindone e non credo che possa essere un oggetto “artefatto” o “falso”, infatti gli studi hanno accertato della sua antichità e sicuramente, a quell’epoca, non c’erano i mezzi per produrre una cosa del genere. Prima della visione della Sindone fanno vedere un video che spiega tutto sulla Sindone, ogni singolo particolare, le ricerche scientifiche e la sua provenienza e…non credo proprio che possano mentire a tutte quelle migliaia di persone che migrano.

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  5. Mr X
    Mr X dice:

    Mi convincono ogni giorno di più che solo gli sciocchi credono in Dio. Sicuramente molti credono poiché spaventati dalla fine e preferiscono illudersi, credendo nella vita eterna.

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  6. Tommaso Pagliai
    Tommaso Pagliai dice:

    Secondo me non bisogna delegare alle reliquie l’atto di fede in quanto queste due cose stanno su due piani diversi.la fede è qualcosa che trova le sue basi nel metafisico e nel divino (perfetto per definizione),cosa quindi che non deve e non può dipendere da prove materiali soggette a difetto e all’imperfezione del mondo terreno.

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  7. Matteo Astarita
    Matteo Astarita dice:

    Ci troviamo di fronte all’ennesimo caso dove le opinioni contrastanti, e contrasti è un eufemismo, delle chiesa e delle scienza si scontrano, ancora una volta. La scienza riporta prove scientifiche, trovate con metodi dalla dimostrata efficacia, la chiesa certezze antiche e “inconfutabili”, alle quali bisogna obbedire e credere per fede.
    Ma siamo una società moderna, abbastanza evoluta da preferire il metodo scientifico ai dogmi sacri, e di fronte a delle prove tanto evidenti e pluriverificate, trovo che rifiutarle e desumere errori del metodo scientifico possa rivelarsi ridicolo, un tentativo di aggrapparsi a delle imposte certezze, che tanto certe, forse, non sono.
    Forse bisognerebbe solo riflettere e accettare il cambiamento, l’evoluzione.

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  8. Rachele
    Rachele dice:

    La sindone di Torino è uno degli oggetti più discussi della storia umana. Per molti,cristiani e non, questo lenzuolo di lino è sacro in quanto è impressa il corpo di Gesù. Ma come può un oggetto messo così tanto in discussione suscitare tanto scalpore e ammirazione? Molti studiosi ritengono che la datazione di quest’oggetto risalga al medioevo,periodo in cui il fanatismo religioso era il meccanismo base della società. A tutto ciò si aggiunge il fatto che per essere una reliquia religiosa non deve essere solo un simbolo,ma deve far parte delle spoglie o comunque essere stata a contatto con il corpo. È per questo che anche la chiesa stessa considera la sindone come un’icona,non pronunciandosi sulla sua autenticità. Non scordiamoci poi che i numerosi esperimenti della scienza che già a partire dall’analisi del C14,hanno dimostrato la sua falsità. Quindi in conclusione,come mai molte persone continuano ancora a ribadire la sua autenticità? Forse perché le credenze popolari sono dure a morire.

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  9. rosso
    rosso dice:

    La sacra sindone di Torino è l’esempio di come un mistero, poi chiaramente spiegato dagli esperimenti scientifici non accettati dai fanatici, fissato nella mentalità comune dalla tradizione religiosa possa essere difficile da sradicare nonostante le varie prove che accertano la falsità della reliquia.

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  10. Alessia
    Alessia dice:

    Qui si sta parlando di fanatismo religioso: le prove sono evidenti, la Sacra, se così si può definire, Sindone è evidentemente falsa.
    La Scienza non sa spiegare, ma c’è differenza tra il non sapere, e il non volere. Cosa è più proficuo? Dimostrare falso un così importante simbolo della Cristianità, alla base di tale religione e inoltre fonte di lucro, o farlo rimanere in balia delle leggende, tentando in qualche modo di renderlo veritiero, e permettere ingenti guadagni? La risposta è ovvia, dimostrarne la falsità quindi, produrrebbe solo esiti negativi: screditerebbe eccessivamente la religione e farebbe cessare il business che c’è dietro i pellegrinaggi religiosi.

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  11. Bianca
    Bianca dice:

    La sindone come il Santo prepuzio penso che siano reliquie false. In seguito ai vari esami molto accurati dalla scienza come l’uso del carbonio 14 ci portano a credere alla veridicità di queste reliquie poiché la nostra mentalità non è ancora in grado di distinguere il vero dal falso senza avere alcune influenze esterne. Per questo penso che questo argomento essendo influenzato dal pensiero della Chiesa sia soltanto un tentativo per affermare la presenza di Gesù sulla terra in modo che nessuno possa dire il contrario visto le prove ma sopratutto un modo che la Chiesa usa per affermare e divulgare il suo potere.

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  12. Filippo
    Filippo dice:

    Questa lettura più che a pensare quanto la Sindone sia autentica o un falso spinge a riflettere fin dove la scienza possa spingersi. Potremo infatti discutere e argomentare sulla sua autenticità all’ infinito senza arrivare mai ad una conclusione, ma dove si trova il punto di incontro tra religione e scienza? Quanto una può confermare o confutare l’ altra? Se la religione si basa sulla fede e va oltre i fondamenti scientifici come può la scienza decretarne la veridicità? È vero che negli anni si è abusato dell’ ignoranza e dell’ ingenuità delle persone per trarne profitto e forse un esame al carbonio potrà giudicare falsa una reliquia ma non credo sia sufficiente per ritenere falsa anche la sua religione.

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  13. Alessia e Noemi
    Alessia e Noemi dice:

    Presupponendo che questa reliquia sia falsa, come i test scientifici dimostrano, la colpa sarebbe di chi pur di trarre guadagno ha approfittato sia della fede che dell’ingenuità dei credenti, i quali mai sarebbero andati contro quello che la Santa Chiesa Cattolica affermava. E proprio ingenuità, inganni e sete di profitto hanno contribuito alla formazione e diffusione di questo mito.

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  14. Alessandro
    Alessandro dice:

    Sì può credere oppure no alla autenticità della Sacra Sindone come a quella dei miracoli, o della stessa religione, è una questione di fede, ma forse se si spendessero meno energie e fondi in questi studi, e invece si impiegassero su settori più importanti per la salute delle persone o riguardanti la tecnologia, si raggiungerebbero obiettivi più utili per la società.

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  15. Francesco (Feng Cheng)
    Francesco (Feng Cheng) dice:

    Io sono cattolico e credo in Dio, come in Gesù e in una buona parte dei dogmi della Chiesa. Ciò nonostante, la scienza ha fornito nel tempo abbastanza prove per dimostrare e rendere evidente che la Sindone non è altro che un imbroglio creato dalle autorità della Chiesa per ingannare le masse di cristiani ignoranti, che si rifiutano di ascoltare pareri diversi dal proprio. Trovo assurdo come una così grande quantità di persone preferisca restare chiusa nel suo piccolo mondo di oscura ignoranza piuttosto che aprire gli occhi e cercare la verità, indipendentemente da quale essa sia. Ancora più ridicola è l’ostinazione con cui la Chiesa continua a tenere viva la credenza religiosa attorno a questa pagliacciata, rifiutando i dati scientifici. La religione è senz’altro fede ma a volte si deve anche guardare in modo oggettivo a quello in cui si crede e mettersi in discussione.

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  16. Gaia
    Gaia dice:

    La sindonologia non è un argomento che m’interessa perché penso che se me ne interessassi gli darei un’ importanza che non merita. Quindi mettere in discussione la mia teoria non mi interessa. Le reliquie sono, come le ricerche tendono a confermare, un’invenzione medievale collegata al desiderio personale di denaro e che pongono le proprie radici nella fiducia incondizionata dei credenti in cerca soltanto di salvezza e di un vita più felice di quella terrena. Questo mio comportamento, e penso quello della maggior parte dei giovani della mia generazione, è sintomo proprio di una mancanza di fiducia. Le troppe disillusioni, scientifiche, religiose, politiche etc, hanno fatto si che non ci accontentassimo più di limitarci a credere nelle teorie altrui e che reputassimo alle volte preferibile disinteressarci completamente. Non c’è dubbio che dobbiamo reagire ma questo è soltanto quel che penso io.

    Rispondi
  17. Giulio
    Giulio dice:

    Ancora oggi il fanatismo religioso impedisce di avere una visione puramente scientifica sugli eventi religiosi e le reliquie che ne riguardano. La sindone in particolar modo è forse la reliquia più discussa in questi tempi: sempre più persone cercano di dare una spiegazione razionale e riuscire a scardinare il fanatismo delle persone che continuano a credere che la sindone sia autentica. Probabilmente, abbiamo le possibilità di dare una spiegazione definitiva sulla falsità (o anche originalità) della sindone, ma nonostante ciò non verrebbe comunque accettata, poiché la società in cui viviamo è una società si cattolici che continuano a credere nel potere della religione.

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  18. Il Messia
    Il Messia dice:

    Perché dubitate della mia esistenza,la scienza non può dimostrare ogni cosa attraverso i suoi mezzi altamente elaborati. Quando sento queste cose mi rattristo però continuo ad andare avanti e so che dove non arriva la scienza subentra la fede.

    Rispondi
  19. FSFSFSSSSS
    FSFSFSSSSS dice:

    Secondo il mio parere la sindone non ė altro che un semplice telo sul quale vi fu disegnato un semplice corpo.Perciò non facciamoci prendere in giro dai sindologi, i quali in mille modi vogliono farci credere che essa sia il vero il vero stampo del Cristo. Dopotutto, ipotizzando che essa sia vera, di modi per verificarlo ne basterebbe soltanto uno e non quella caterva che i sindologi ci propongono.

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  20. Cate.alc
    Cate.alc dice:

    Una tale influenza da ottenere una simulazione e un controllo sulle menti delle persone è molto prevedibile parlando di fatti non dimostrabili. La gente crede in ciò di cui ha bisogno di credere. Non perché c’è una sicurezza interiore, ma piuttosto per un acquietamento personale dove pensare di contraddire le certezze è un inutile spreco di tempo ed energie.

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  21. Quo
    Quo dice:

    La Sindone è sicuramente la reliquia più famosa e importante della Chiesa, ma vale veramente quanto si dice? Esami molto accurati hanno stabilito la datazione reale della Sindone, posteriore al periodo di creazione stabilito dai molti, eppure ancora in tanti credono alla sua veridicità. Ma perché? Non c’è una ragione o una risposta specifica che possa far luce su questi dubbi, ma è chiaro che le credenze folcloristiche popolari sono dure a morire e forse non scompariranno mai: per fare un esempio, cito un gruppo di fanatici americani, che posseggono anche un proprio personale sito, sul quale, con le loro tesi, criticano la sfericità della Terra e sostengono con prove, a loro detta, inconfutabili, che invece sia piatta, come credevano gli antichi. Comunque, digressioni a parte, dobbiamo essere realisti, e ammettere che forse la Sindone non vale il valore che gli viene attribuito.

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  22. Leonardo
    Leonardo dice:

    Come si può pensare che un oggetto talmente ricco di contraddizioni sia autentico? Il fatto che la Sindone si sia preservata così bene nel corso di due millenni, l’immagine così perfetta del corpo impressa sul telo che dovrebbe risultare fortemente deformata, i numerosi miti che avvolgono le reliquie, le quali apparentemente si troverebbero sparse per tutto il mondo (ipotesi assai improbabile), non possono far altro che portare a concludere la falsità del famoso telo. Non scordiamo inoltre che ad accreditare queste tesi c’è la scienza, che in numerose occasioni ha smentito la veridicità della Sindone, a partire dall’analisi dell’isotopo radioattivo del C14. Perché non dovremmo ritenere sicuro un metodo ormai sperimentato in numerosi campi della scienza? E chi nonostante ciò continua a sostenere l’autenticità della reliquia, è obnubilato dal fanatismo religioso.

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  23. Pietro
    Pietro dice:

    Nella storia della religione cattolica, la sacra sindone è una delle reliquie più importanti. Data la sua importanza, perché per mille anni non se ne è mai parlato? La prova più grande dell esistenza di Gesù, lasciato in un angolo per mille anni, ” ritrovata” nel XIV secolo, casualmente nel periodo della compravendita di reliquie e indulgenza. Una serie di coincidenze? Non credo proprio.

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