SIDDHARTA ALIAS BUDDHA di E. Tafi

Avendo trascorso alcuni giorni in India ho potuto approfondire la storia della nascita del buddismo e i caratteri che ha oggi assunto questa particolare devozione.Ho visitato molti monasteri buddisti, come il Tempio del Loto e il Tempio Hamandir Sahib (chiamato anche il tempio d’oro) dove ho incontrato alcuni monaci e ho avuto l’opportunità di parlare con alcuni di loro, i quali mi hanno spiegato accuratamente tutta la storia della nascita della religione buddista. Ad oggi, il messaggio del Buddha è diventato una religione e lui stesso viene considerato dai suoi seguaci come un essere divino. 

Tempio Harmandir-Sahib (tempio d’oro) in Amritsar,India

Il nome di questo tempio è ispirato al fiore loto(al quale è anche ispirata la pianta del tempio)

Tempio del Loto

Il Buddha storico, il cui vero nome era Siddhartha Gautama, nacque a Kapilavastu (in India) intorno alla metà del VI secolo, dalla moglie del capo del clan degli Sakya, ovvero Shudhodana. All’età di ventinove anni, sposato e padre di bambino, accortosi della crudeltà del mondo in cui viveva, dopo aver incontrato un vecchio, un cadavere e un malato, capisce che la vita e la felicità sono beni destinato a svanire e decide di abbandonare il palazzo paterno. Trascorse così il resto della sua vita a meditare e solo all’età di trentasei anni riuscì ad avere un’ Illuminazione mentre era seduto a gambe incrociate sotto un albero di fico (la leggenda vuole che a fargli da ombra fosse un gigantesco cobra con il cappuccio dilatato).

Successivamente venne chiamato Buddha ovvero l’illuminato. Il suo insegnamento si riassume in Quattro Nobili Verità:

-La prima è che tutto è sofferenza;

-La seconda afferma che l’origine della sofferenza sia il desiderio;

-La terza proclama la liberazione dal dolore attraverso la soppressione del desiderio;

-La quarta precisa ottuplice via che conduce al nirvana, che viene considerato come il riuscire a liberarsi dei tre peccati peggiori cioè il desiderio,l’odio e l’illusione.

Buddha

Un personaggio molto importante che si convertì al buddismo fu l’imperatore Ashoka, dominatore dell’impero Maurya. Esso si convertì al buddhismo su consiglio della moglie poco dopo la guerra del Kalinga, e ciò favorì molto l’estensione dell’uso di questa regione perché l’imperatore inviò molti ambasciatori in tutti i territori che erano sotto il suo dominio per propagare la fede buddista.                                           I monaci buddisti mi hanno inoltre raccontato la seguente leggenda, descritta nell’Aśokavadana, riguardante la nascita dell’imperatore Ashoka. Secondo questa leggenda la nascita di Ashoka era stata predetta dallo stesso Buddha, nella storia conosciuta con il nome “il dono di polvere”. Secondo questa profezia Ashoka nella sua vita precedente si chiamava Jaya. Un giorno mentre stava giocando nel fango,vide passare Gautama Buddha e con il desiderio di regalargli del cibo, mise all’interno della sua ciotola della polvere e gliela diede. Il Buddha comprese il significato del gesto compiuto dal bambino e predisse il suo futuro dicendo: «Cento anni dopo la mia morte ci sarà un imperatore di nome Ashoka. Egli regnerà uno dei quattro continenti e costruirà ottantacinquemila stupa per il benessere della gente e la sua fama sarà vastissima».

“Il dono di polvere”

Infatti pochi secoli dalla morte del Buddha, fu proprio grazie allo stesso Ashoka che furono costruite ottantacinquemila stupa (monumenti buddisti la cui funzione principale è quella di conservare le reliquie) e molte scuole buddiste (oggi l’insieme queste scuole viene chiamato Buddismo dei Nikaya).                                                                         

Il Grande Stupa a Dehradun in India

Con il passare degli anni , però, il buddismo indiano si è diviso tre correnti chiamate anche “veicoli”: Hinayana (veicolo piccolo) che si tratta della versione originaria del buddismo; Mahayana (grande veicolo), che fu principalmente un movimento di laici e di monaci, il cui obbiettivo principale  era raggiungere la salvezza,perché secondo loro tutti potevano raggiungere l’illuminazione; Vajrayana (veicolo adamantino) dove si preferiva praticare riti, cerimonie e pratiche magiche le quali non esistevano nel buddismo originario 

Dopo circa 2500 anni, il buddhismo continua ad essere praticato da gran parte delle popolazioni orientali e molti discepoli del Buddha insegnano questa religione in molte scuole. La nostra era ha però assistito alla grande novità di un buddhismo nato a contatto con l’induismo e inoltre per l’uomo moderno il buddhismo viene considerato come una via di risveglio al dovere. Il buddhista cerca quindi il risveglio, la liberazione dal dolore e l’illuminazione interiore.

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