,

SI FA PRESTO A DIRE: CERCA DI STARE CALMO

calmo

Scazzottate, turpiloquio a volontà, sbornie, disastri, ingiurie e insolenze, un protagonista orfano di madre, disadattato e collerico, demolitore di mestiere, attaccabrighe per hobby, con un padre imbottito di psicofarmaci e una sorella odiosamente amata. Nessuno sgradevole dettaglio della vita quotidiana ci è risparmiato in Cerca di stare calmo del californiano Matt Sumell (Making Nice il titolo originale). 

Non si capisce se sia un romanzo autobiografico formato da più racconti o dei racconti legati tra loro, come un’unica autobiografia romanzata.

Quel che spicca è l’umorismo rabbioso della voce narrante che cerca di cattivarsi a contraggenio l’empatia del lettore, nonostante la violenza autodistruttiva che si dilata contro tutto e tutti per mascherare una drammatica vulnerabilità. La cruda brutalità del protagonista svela a tratti un’atroce e amara tenerezza, un male di vivere che si sfoga in aggressività gratuita.

Un esordio di cui tutti parlano. La rubrica domenicale di The New York Times lo ha segnalato come un “solido debutto”; il Los Angeles Times ha lodato il romanzo per la sua “painful honesty”. Sandra Newman, sulla rivista di libri on line del quotidiano britannico “The Guardian”, lo definisce un libro eccezionale, anche se imperfetto e aggiunge sagacemente: “An exceptional but flawed book is better than a mediocre but perfect one”. Persino la copertina è stata inclusa tra le migliori del 2015 dall’art director di The New York Times Book Review. Qualcuno ha tirato in ballo addirittura il giovane Holden (il traduttore italiano è peraltro lo stesso che ha ritradotto di recente il romanzo di Salinger). Risentiremo parlare di Matt Sumell o sarà l’ennesima meteora a stelle e strisce dell’industria editoriale?

Puoi comprarne una copia qua

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Rispondi