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Senet: Il gioco per uscire dal limbo

pharaoh_of_time_by_lostknightkg-d62r01fIl Senet è forse il "gioco da tavola" più antico finora ritrovato. Risale all'incirca a 5300 anni fa e si hanno tantissime testimonianze dai ritrovamenti delle tombe egizie. E' anche il passatempo più longevo del mondo, visto che una variante di questo gioco è ancora giocato nell'Egitto di oggi e si trova persino una versione Android per tablet e smartphone. Se volete subito giocare a Senet non avete che da andare sul sito del British Museum dedicato all'Antico Egitto (è richiesto Shockwave).

senet___ancient_egypt_game_by_aim11-d4ohuliSenet significa "passaggio" e mentre all'inizio era popolare solo tra persone di un elevato ceto sociale più tardi si è diffuso anche tra il popolo e forse in quest'ambito ha acquisito un aspetto più religioso. Infatti il passaggio a cui si riferisce il nome del gioco è quello tra la vita e la morte, tra l'esistenza terrena e l'oltretomba. 

Si pensava che una partita di Senet decidesse le sorti dopo il decesso, in una partita tra il Destino e il defunto, un po' come avviene per esempio nel bergmaniano Il Settimo sigillo, film del 1956, dove la morte gioca a scacchi con un prode cavaliere.the-seventh-seal-chess-game 

 

 

Questo spiega anche perchè in molte tombe egizie siano stati ritrovati molti tavoli da gioco con annesse pedine. Inoltre anche molti geroglifici mostravano partite in corso, soprattutto in relazione ad un defunto.queen-nefertiti-P

Non sto a spiegarvi le regole, che contano molte varianti; del resto non ci sono arrivate notizie certe riguardo lo svolgimento del gioco. È però interessante notare che, con gli anni, la tavola da gioco si è venuta ad arricchire di simboli sacri che servivano sia per memorizzare e studiare i libri liturgici sia per modificare le regole di gioco. Infatti alcune caselle ti facevano tornare indietro, saltare turni o permettevano di eludere determinate regole. Un po' come il gioco dell'oca. 70_1_-537x404Ecco un esemplare in ebano, avorio e ceramica della XVII dinastia (circa 1600 a.C.) proveniente da una tomba di Tebe, conservato al Museo Egizio del Cairo.

Una caratteristica peculiare di questo gioco consisteva nel fatto che, anche quando uno dei due giocatori aveva finito il percorso e quindi aveva vinto la partita, invece di abbandonare l'avversario, lo aiutava, per evitare che rimanesse bloccato nel limbo dell'aldilà, in quella zona oscura che si stende tra la vita e la morte.

Articolo a cura di Gabriele Tretola

8 commenti
  1. Leonardo Banchi
    Leonardo Banchi dice:

    E’ stato bello e interessante leggere questo articolo : non sapevo nemmeno che esistesse un gioco chiamato “Senet”, che fosse uno dei più antichi del mondo e tantomeno che ci fossero delle versioni simili on-line ai giorni nostri . Insomma un gioco che vive da millenni e che forse resterà per sempre visto che il Backgammon pare sia la sua versione moderna . Senet è quindi un gioco “immortale”; d’ altronde già dell’ aldilà si interessava tanto che gli Egiziani credevano che dal suo risultato dipendessero le loro sorti dopo la morte. Infine un altro aspetto che mi ha colpito è stato il fatto che il vincitore non dovesse abbandonare l’ avversario ma aiutarlo a finire il gioco per un aldilà migliore.
    Leonardo Banchi 1^D

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  2. Nocc01
    Nocc01 dice:

    Questo approfondimento sul senet, il gioco egizio ,finora, più antico ritrovato , mi ha colpito molto, perché essendo un amante degli scacchi ,gioco che richiede molta concentrazione, sono sicuro che mi sarebbe piaciuto e che ci avrei giocato molto volentieri. La cosa che mi ha colpito di più è l’immagine in cui un prode cavaliere gioca a senet con la morte.
    Cosimo Noccioli, 1D

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  3. anteasacchi
    anteasacchi dice:

    E’ curioso vedere come un gioco di 5300 anni fa, forse il primo “gioco da tavolo”, sia così simile ai giochi attuali. Oggi, però, in una partita l’unica cosa che conta è vincere; non esiste più la sana competizione, il gioco di squadra e l’aiuto reciproco, esiste solo la rivalità distruttiva.
    Si sente molte volte il detto: “la cosa più importante non è vincere, ma partecipare”, ma non viene mai applicato. Chi perde al giorno d’oggi viene deriso e umiliato; “o vinci o muori”, sembra questo il messaggio della società attuale.
    Non sarebbe meglio ispirarsi al Senet egizio dove chi perdeva veniva aiutato e non annientato?

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  4. alex8piccininidelia
    alex8piccininidelia dice:

    E’ veramente eccezionale. Non sapevo che gli egizi avevano un gioco così simile ai comuni scacchi. Sarebbe bello poter provare il senet! Non mi sareri mai aspettato che un gioco fosse così importante da indicare il passaggio dalla vita alla morte e da essere rappresentato in molti geroglifici. 1D

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  5. Astrid Mazzantini,1D
    Astrid Mazzantini,1D dice:

    Ho trovato molto curioso l’articolo sul gioco chiamato Senet, perché è interessante vedere quali fossero i giochi dell’antichità, ma la cosa ancora più interessante è il fatto che questo gioco sia sopravvissuto fino ai giorni nostri e che abbia affinità con altri giochi molto diffusi.

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  6. lorenzomati01
    lorenzomati01 dice:

    Io sono rimasto abbastanza sconvolto dal fatto che fin dall’ antichità erano presenti giochi da tavolo e fino a qualche giorno fa non ero nemmeno a conoscenza di tutto questo. Perché non riportare ai tempi moderni questo gioco di grande importanza?
    Lorenzo Mati, 1 D

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  7. Gaiabarsotti
    Gaiabarsotti dice:

    Questo approfondimento sul Senet egizio mi è sembrato molto interessante, anche perché prima di leggerlo in classe non ero neanche a conoscenza della sua esistenza. Devo dire che mi ha incuriosito molto il fatto che questo gioco già dall’antichità avesse molte caratteristiche in comune con un altro più moderno, quello degli scacchi.

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