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SEMPLICEMENTE LA VITA: THIRD PERSON di Samuele Picchi

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Third Person è un film del 2013 scritto e diretto da Paul Haggis, presentato in anteprima mondiale al Toronto Film Festival e uscito nelle sale italiane il 2 Aprile 2015. E' una pellicola entusiasmante che sfida lo spettatore, lo confonde. L’intreccio tiene il pubblico incollato allo schermo e ben concentrato sui punti centrali, ma saranno proprio i dettagli che faranno la differenza. Un'armonia di immagini cariche di passione e suspense che rimangono impresse nella memoria. Impossibile distrarsi prima che tutte le tessere del puzzle trovino la giusta sistemazione. Non a caso il film in Francia è stato intitolato Puzzle.

Tre coppie, tre città diverse, un solo amore. Da qui tutto ha inizio. Uno scrittore alle prese con il suo nuovo libro e una tormentata relazione con l'amante in un lussuoso Hotel a Parigi; un uomo d'affari a Roma immerso nella vita frenetica della città eterna; una giovane mamma, ex attrice, senza un soldo nella Grande Mela, che vuol ricercare un contatto con il figlio, sottrattole per accuse non confermate di violenza dall'ex marito. Questi i protagonisti di un'emozionante e sorprendente racconto.fullwidth.2fdeb41f

Apparentemente è presente un solo livello narrativo, le tre storie sembrano autonome l'una dall'altra. La linea della narrazione, ad un certo punto, viene però spezzata e si inizia a intravedere un secondo livello, tenuto nascosto fino alla fine da un'abile struttura del montaggio narrativo, con stacchi continui da una scena all'altra. Lo spettatore è costretto ad uno sforzo mentale per capire cosa stia accadendo e nel frattempo, questa incoerenza linguistica, crea il dubbio su ciò che si stia realmente guardando: tale mix di finzione e realtà risucchia la sala in un vortice così dolce ed energico da cui è difficile uscire.

Il maxi schermo diventa la grande passerella dell'anima dove sfilano gli esseri umani con i loro tormenti, le loro gioie, la loro infinita fragilità, quei sentimenti che spesso non sono ben definiti nemmeno per chi li prova. Il regista premio Oscar ci mostra “semplicemente” la vita di tutti i giorni, eppure tutto è inesplorato ed improvviso, diverso da quello che ci aspettiamo. Un film fortemente simbolico, complesso e brillante.

Man mano che si sviluppa la trama, i personaggi si aprono e si mostrano al pubblico e lo spettatore prende parte attiva: il film diventa la nostra storia. Sembra di poter sfiorare ogni cosa e di conoscere così bene quelle stanze e quelle vie che fanno da sfondo ai protagonisti del racconto. La bellezza della pellicola sta proprio nella scoperta, nel provare e nel rivivere in ogni istante quegli stati d’animo che i protagonisti tanto hanno sofferto ed amato.

third-person-7Anche dal punto di vista tecnico il film è molto curato e dettagliato. Sono frequenti gli spazi chiusi: stanze d'albergo, bar, studi e le inquadrature sono piene di particolari, nulla è lasciato al caso. La colonna sonora è un elemento essenziale del film: la musica, per la maggior parte italiana, richiama spesso gli stati d'animo dei protagonisti iniziando una danza infinita con lo spettatore, che vi si abbandona totalmente. Inoltre è presente un cast, perfetto e attento ai minimi dettagli. I punti di forza del film provengono proprio dai performer: Adrien Brody è forte e sottile, in netto contrasto con una Roma caotica e soffocante, che il buisnessman americano non ama e da cui cerca di evadere. Liam Neeson e la bellissima Olivia Wilde, ci mostrano i tratti divertenti ed anche fortemente conflittuali di una relazione amorosa, entrambi con i loro segreti: si amano, si odiano, scherzano e si insultano nelle stanze d'albergo della romantica Parigi. Mila Kunis invece cammina sul filo del rasoio, portando con sé tutto il turbamento emotivo di una madre tormentata, che cerca in tutti i modi di riabbracciare suo figlio. La Kunis e Franco sono sofferenti, fortemente realistici e molto profondi. Questo è per i due attori il quarto set in cui lavorano insieme e il loro forte legame traspare molto.

All'interno del film ci sono due elementi in particolare carichi di significato, l'acqua e il colore bianco, entrambi in relazione ad uno dei temi centrali dell'opera: il rapporto padre-figlio. E' molto interessante ed affascinante analizzare, durante la visione, come il regista riesca a strutturare e sviluppare un tema così articolato attraverso questi due elementi apparentemente così semplici e comuni. Un vestito bianco, una piscina, centinaia di mazzi di rose bianche, un orologio immerso in acqua, e i famosi 50 centesimi di euro fatti cadere nel bicchiere pieno, in una delle prime sequenze del film, tutto partecipa alla costruzione di una trama elaborata e densa, ma non difficile da seguire.

Third Person è un film intrigante, avvolgente e sofisticato, un viaggio davvero suggestivo alla scoperta della vita e dei sentimenti umani che abbiamo tutti i giorni davanti agli occhi, ma non guardiamo mai.

                                                                                             Samuele Picchi

 

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