S COME SADISMO E SACRIFICIO

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sS COME SADISMO E SACRIFICIO

Per Leopardi, Moda e Morte traggono similmente profitto dal cambiamento incessante e la distruzione delle cose mondane. Il decadimento e la distruzione hanno lo scopo di rinnovare incessantemente il mondo. Questo ciclo di trasformazioni è l’unica ratio di un universo che non ha altre giustificazioni o significati. La crudeltà della Moda si esprime nel compiacimento sadico con cui osserva l’umanità disposta ad autoinfliggersi le peggiori sofferenze, pur di essere à la page o almeno socialmente accettato. Leopardi allestisce nel pur breve dialogo tra Moda e Morte un macabro teatro, dove busti strizzati da corsetti, piedi fasciati e contorti, membra scarificate e pelli striate mostrano l’accanimento che la Moda, emula della Morte, infligge al genere umano, inerme nella sua vulnerabilità fisica e spirituale. Uno squisito massacro dove avviene la duplice demolizione dell’umano che Moda e Morte colludono nel perpetrare. Come ricorda Bataille, la distruzione è il miglior mezzo per negare un rapporto utilitario tra l’uomo e l’oggetto. (Si veda il saggio del 1949 La parte maledetta).victor-demarchelier-heavy-metal-skeleton-bodysuit-by-marchesa-october-2012

Come l’atto del sacrificio, la Moda “distrugge ciò che consacra”, in un “consumo definitivo” ma non irreversibile, bensì ciclico. Il principio comune del sacrificio e quello della moda è la distruzione: sacrificando le vecchie fogge e i sorpassati stili si desidera distruggere simbolicamente l’essenza dell’oggetto, restituendolo al regno della contingenza, ovvero dell’inutilità, al fine di sottrarla al regime economico e affidarla a quello simbolico. Il sacrificio è per Bataille caratterizzato dalla morte, che fa tornare l’uomo all’immanenza fluida della natura. Il sacrificio che la moda ci richiede è la chiave d’accesso per prendere coscienza della spietatezza della Natura, della morte e della nostra stessa contingenza.

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