RUSSIA IN DO MINORE di O. Romanelli

L’attuale Russia di Vladimir Putin ha ben poco in comune con la Russia di fine Ottocento e inizio Novecento. Se infatti la Russia è oggi famosa per la guerra fredda, la vodka e il caviale, fino a due secoli fa era considerata un importante centro di cultura e creatività musicale. Dato che la musica mi ha sempre affascinato molto di più della guerra, ho deciso di girare il paese più esteso del mondo alla scoperta del suo passato.

Per iniziare ho deciso di informarmi sui compositori russi più famosi, e il mio amico moscovita Andrey me ne ha suggeriti 3: Petr Tchaikovsky, Igor’ Fëdorovič Stravinskij e Sergej Sergeevič Prokof’ev.

Dopo essermi informato un po’ sulla loro storia, ho pensato che il modo migliore per imparare la musica sia, indubbiamente, ascoltarla. Per questo motivo ho deciso di cercare qualche orchestra che rappresentasse questi autori. Durante la mia ricerca mi sono imbattuto nell’Orchestra Nazionale Russa. Questa, creata nel 1900, si esibisce in tutta la Russia (e non solo) suonando i migliori compositori di tutti i tempi, soprattutto quelli russi. Riuscire a sentire almeno una loro rappresentazione sarebbe davvero fantastico, perciò decido di mettermi al lavoro.

Purtroppo la maggior parte degli stadi russi è stato chiuso ai concerti in previsione del campionato mondiale di calcio che si svolgerà proprio all’interno di alcuni di questi stadi. Fortunatamente riesco comunque a prenotarmi per una rappresentazione delle migliori opere di Tchaikovsky all’interno del “Teatro d’arte di Mosca”.

Il prezzo non è stato esagerato, ma le emozioni che ho provato sono davvero impagabili. Le opere che hanno rappresentato sono state due: il Lago dei Cigni e lo Schiaccianoci. Entrambe le composizioni sono state mozzafiato, ma lo Schiaccianoci è quella che mi ha stupito di più. Questo era infatti un brano che già conoscevo, ma sentirlo dal vivo mi ha completamente stravolto (in senso positivo). Non pensavo minimamente che ci fosse una differenza così enorme tra sentire un’opera su Internet o dal vivo, eppure anche io, che di musica non mi intendo molto, ho notato senza alcuna difficoltà che il risultato è ben diverso e sembra quasi di ascoltare un pezzo mai sentito prima. Purtroppo non sono riuscito a trovare niente riguardo a Stravinskij e Prokof’ev, perciò ho deciso di tornare a casa per continuare le ricerche.

Dopo qualche giorno sono riuscito a trovare un’altra rappresentazione dell’Orchestra Nazionale Russa che stavolta offriva un insieme di brani di autori differenti, tra i quali quelli che stavo cercando. Prenotato il biglietto, ho assistito solo alle opere che mi interessavano, che erano il Requiem di Stravinskij e Pierino e il lupo di Prokof’ev. Devo ammettere che se il secondo mi ha deluso un po’, il primo mi è piaciuto quasi quanto lo Schiaccianoci. Il Requiem, infatti, è stato eseguito molto bene e, secondo me, riesce a trasmettere molte più emozioni di Pierino e il Lupo.

Prima di tornare a casa, però, ho deciso di spendere un paio di giorni a Klin, città vicina alla capitale Mosca, in cui Tchaikovsky abitò prima di morire. Qua la sua casa è diventata un piccolo museo, che, nonostante sia molto bella e lussuosa, non mi ha affascinato molto, poiché speravo che venisse illustrata meglio la storia del più importante musicista russo. Nonostante questo, torno a casa molto contento della mia visita in Russia; l’unica cosa che mi dispiace è che una nazione così importante abbia perduto gran parte della sua gloriosa tradizione musicale.

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