ROMKOCSMA, L’ ALTRA BUDAPEST di M. Gialli

Avevo bisogno di staccare un po’, di una pausa e allo stesso tempo di divertirmi, non di rilassarmi come ci si aspetterebbe da una vacanza. Infatti avevo deciso che questa non sarebbe stata una vacanza, bensì un viaggio. Quando ho chiesto informazioni e consigli riguardo al mio viaggio all’agenzia sotto casa mia, l’impiegato mi ha guardato in modo strano e ho deciso di andarmene senza dire nulla. Devo ammettere che non ho mai avuto un incontro così assurdo in vita mia. Quando sono tornato a casa ho riflettuto a lungo sul da farsi e ho deciso di iniziare una vera e propria avventura: un viaggio intorno al mondo, però a modo mio: “Il giro del mondo in 80 morsi”, se si può dire così.

Il problema più importante rimaneva dove andare e verso quale direzione. Volevo provare come prima meta una città abbastanza conosciuta ma non troppo, una città interessante non dal punto di vista commerciale o tecnologico, quanto dal punto di vista delle tradizioni o della storia della città. Ebbene sì, ero riuscito a scegliere, andata per Budapest.

Giorno 1.

Avevo prenotato in fretta e furia  il mio volo fino all’aeroporto di Budapest, così arrivato a Pisa in auto ho subito fatto il check-in e mi sono diretto all’imbarco Easyjet. Così mi sono steso lungo i due posti (quello accanto al mio era vuoto) e ho fissato fuori dall’oblò lungo tutto il viaggio, perché non riesco a dormire in aereo.

Arrivati all’aeroporto di Budapest, ho chiamato subito un taxi perché l’albergo era in centro città e distava un bel po’. Il mio viaggio non doveva durare troppo, così ho deciso di trascorrere solo due giorni a Budapest e poi ripartire verso altre destinazioni.

Ero arrivato verso sera, perciò avevo già una certa fame: così, preso il mio telefono, ho aperto Trip Advisor in cerca di ristoranti, ma siccome mi ero informato prima del viaggio, sapevo che a Budapest si trovavano dei pub chiamati Romkocsma e volevo andare in uno di quelli. I Romkocsma sono così chiamati perché sono arredati con oggetti particolari come vasche da bagno, Trabant, sedie da dentisti o comunque qualcosa di insolito; inoltre sono stati costruiti su palazzi o fabbriche in rovina.

Un esempio di Romkocsma.

La loro storia discende dallo Szimpla Kert, un locale a due piani costruito dentro a una antica fabbrica abbandonata, diventato popolare in breve tempo e quindi ricopiato e incollato perfino a Berlino.

Intanto il taxi mi aveva portato fino all’hotel, così ho pagato e mi sono diretto alla reception e poi alla mia stanza per lasciare i bagagli. Avevo una fame da lupi e il mio albergo non distava molto da questo locale, lo Szimpla Kert appunto, così mi incamminai.

Quando fui arrivato, vidi che il locale era affollatissimo e la musica non mancava sicuramente: già all’entrata si sentiva che una band stava suonando musica live al piano terreno, ovviamente Rock’n’Roll. Quello che mi interessava però era mangiare, quindi salii le scale fino ad arrivare al ristorante vero e proprio: le specialità erano ovviamente hamburger, panini, hot dogs, fritti vari. Le bevande includevano Coca-Cola, Birra o drink vari.

Ordinai un hot dog e un hamburger con bacon, formaggio, insalata, pomodori e cipolla, il tutto accompagnato da una sana dose di patate fritte e di anelli di cipolla misti ad alette di pollo. Da bere avevo preso una Heineken, e quando fu tutto pronto lo spolverai in meno di dieci minuti.

Le delizie dello Szimpla Kert.

Il cibo, per quanto “sano”, era delizioso e apprezzai molto; finito di mangiare andai al pian terreno per godermi un po’ la serata e ascoltare un po’ di buona musica, così scesi e feci conoscenza con dei ragazzi del posto per parlare un po’. Il locale era davvero creativo e inusuale e c’erano reliquie di tutti i tipi: sedie, poltrone, una vasca ecc.

Infine dopo aver ascoltato Numb dei Linkin Park mi sono alzato e ho deciso di tornare all’albergo, ormai erano le due di notte passate, ma mi ero divertito molto lì.

Giorno 2.

Oggi ho deciso di visitare una S.P.A., caratteristica di Budapest che è situata poco più in là dello Szimpla Kert rispetto a dove alloggio: I bagni termali di Szechenyi. Secondo Google sono il posto migliore in assoluto per rilassarsi un po’ a Budapest, e poi era proprio adatto dopo una serata stravagante come quella di ieri sera. Ho deciso di andare verso i bagni termali a piedi, tanto avrei passato tutta la giornata a rilassarmi. Appena arrivato, il posto si mostrava con grandissima eleganza e accoglienza.

La facciata dei bagni termali Szechenyi.

Entrato nell’ingresso, ho guardato le tariffe disponibili, e alla fine ho scelto per il biglietto giornaliero da 16 euro con cabina. La commessa mi ha spiegato che con questo biglietto potevo avere accesso a palestra, sauna, aerobica e ginnastica in acqua. Decisi per una sauna e poi per un bel bagno per rinfrescarsi, scordandomi però che queste erano sorgenti termali e quindi l’acqua mi aveva accaldato ancora di più. Nonostante ciò mi sentivo bene e in completo relax, il posto era così grande che sembrava di trovarsi in un mondo a sè.

Acque terapeutiche all’interno del complesso Szechenyi.

Purtroppo però, dopo un piccolo spuntino, dovevo già dire ciao ciao a Budapest, ai suoi Romkocsma e alle sue acque termali: il mio volo era circa un ora e mezzo dopo e dovevo prepararmi; così presi le mie cose, mi diressi all’hotel, preparai le valigie e tornai all’aeroporto in taxi.

2 commenti
  1. Beatrice Ceccanti
    Beatrice Ceccanti dice:

    I Romkocsma sembrano essere si posti molto interessanti, ma soprattutto suggestivi e ogni tanto anche io vorrei rilassarmi in uno di questi bagni termali, dopo una dura giornata di lavoro!

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  2. Margherita Medri
    Margherita Medri dice:

    Particolari questi ristoranti. Mi piacciono tanto le cose vintage e strane, non potrò assolutamente non visitare questi strani locali

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