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REPORTAGE DAL GIAPPONE 3: COLAZIONE DA BULGARI. Dal nostro inviato Giacomo Cinelli

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Tokyo.

Trovarsi davanti un menu scritto esclusivamente in ideogrammi può essere imbarazzante. Ma ordinare del cibo in Giappone è semplice in fondo, anche se non conoscete la lingua.11825162_10207182272577442_8214328968021912264_n

Potete sempre indicare il cibo esposto nelle vetrine, dove luccicano colorati cubetti di riso, gamberi sgusciati, intagli e tronchetti di pesce e di crostacei dalle delicate sfumature rosa, accuratamente avvolti in alghe verde scuro.

Facendo attenzione, soltanto dopo un po’ ci si rende conto che tutte quelle pietanze sono fatte di plastica. In un paese dove la natura sembra artificiale e l’artificio naturale, anche il cibo finto sembra vero e il cibo vero sembra finto.

Entrate in uno dei negozi esclusivi della storica catena Meidi-Ya, fornitrice della famiglia imperiale giapponese. Qui persino la frutta, selezionatissima nel calibro e nell’estetica, sembra un’ingegnosa imitazione della natura; anzi, più che imitata la natura sembra idealizzata, corretta e perfezionata.11880519_10153058727327960_4023942975843902875_n

Le mele non sembrano prodotte da comuni meli ma importate direttamente dal Paradiso Terrestre. Le fragole sono confezionate ad una ad una. Le pere sono perfettamente sferiche. Le angurie possono essere cubiche. La polpa dei cocomeri non è rossa ma di un blu intenso.a7a84f9200cee024fe351ae5e01e35e8I grappoli d’uva sono simmetrici e testati acino per acino. Anche gli ortaggi hanno un packaging degno di un diadema di Bulgari e un prezzo di poco inferiore. Infatti frutta e verdura non sono vendute al chilo, ma a singolo pezzo, a seconda della qualità. Recentemente sull’isola di Kyushu due manghi sono stati messi in vendita a 300.000 yen (circa 2mila euro). Ma si possono raggiungere prezzi record di milioni di yen. Due milioni e mezzo di yen (poco meno di 19mila euro) sono stati pagati per due meloni di specie Yubari!
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E il sapore? Il sapore è semplicemente squisito. Il grado zuccherino a volte è persino indicato in confezione. La frutta sembra davvero provenire da un’età edenica in cui Adamo assaggia per la prima volta i prodotti della terra.

In Giappone è spesso usanza regalare frutta. Costa così cara ed è così bella a vedersi che farete un’ottima figura presentandovi dal vostro ospite con un cestino di frutta invece che con un mazzo di fiori. Il prezzo sbalorditivo dei prodotti ortofrutticoli si spiega con l’attenzione maniacale per la loro coltura e per la perizia della manodopera. Qui i raccoglitori non sono sfruttati, ma pagati come ingegneri.

Ma se siete stanchi di tanta estenuata ricercatezza gastronomica e vi assale la voglia di una bella pizza, riuscirete persino a trovare una margherita fatta come Napoli comanda. Volete mettere però mangiarla a Tokyo?11892238_10207224789600341_4761835243447432856_n

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