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QUELLA VILLETTA AL N. 25 di Tommaso Cinotti

25In quella villetta al numero 25 cominciarono a morire. Il primo a morire fu il cane. Poco dopo morì la bambina. Era la più piccola di tre fratelli. Le cause della morte rimasero sconosciute. Quasi una settimana dopo uno dei due ragazzi rimase schiacciato sotto un treno. Il giorno dopo il funerale, piovve e continuò a piovere per due settimane, come non era mai piovuto negli ultimi 50 anni. Ma qualche cosa di ancora più insolito accade nella villetta al numero 25. Erano appena le quattro del pomeriggio, ma faceva già buio. La luce in quella casa era accesa, ma a tratti tremolava e si indeboliva fino a diventare fioca; poi di colpo tornava, come se ci fossero delle interferenze o delle lampadine difettose. Il più grande dei due fratelli superstiti cominciò ad un tratto a rivoltarsi in terra e a urlare, come in preda a un demone incontrollabile. I vicini, allarmati dalle urla, chiamarono la polizia. I poliziotti trovarono il ragazzino perfettamente tranquillo. Interrogato sui suoi genitori e sul fratello, rispose che erano andati a fare compere. I genitori e il fratello più piccolo non furono più visti in giro, ma siccome in famiglia facevano una vita molto appartata, nessuno ci fece caso. Un’altra cosa insolita che i vicini avrebbero potuto notare, se solo fossero stati attenti, sarebbe stata la rapida crescita del ragazzino, che in pochi giorni era diventato più alto, fino a sfiorare i due metri. In genere la sua postura era così ingobbita che, a primo acchito, la sua eccezionale altezza  poteva anche passare inosservata. La sua figura alta e curva si aggirava tra le case del quartiere durante la notte. Una volta, mentre rincasava all’alba, gli scivolò inavvertitamente una biglia di tasca. La biglia rotolò sul marciapiedi seguita da una scia rossa e si arrestò sull’orlo di una griglia fognaria. Un paio di ore dopo, lo spazzino trovò la biglia, la raccattò e la esaminò. La biglia a sua volta guardò lui. Il ragazzo della villetta al numero 25 tornò a cercare quello che gli era caduto di tasca e trovò invece lo spazzino. Quando il ragazzo rincasò era più alto di qualche centimetro e dovette abbassarsi per varcare la porta. Al commissariato fioccarono denunce di persone scomparse nel quartiere. Furono perlustrati i pozzi e i fossi. Furono perquisite tutte le case della zona. Molti cadaveri furono trovati sepolti nel giardino della villetta al numero 25. La madre del ragazzino fu alla fine rinvenuta nella soffitta. Buona parte del padre venne fuori rovistando in cantina. Per trovare il fratellino bastò aprire il forno.  

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