Q COME QUERELLE di Chiara Giannini

Orlandi, Stefano; A Church with Pagan Sacrifices at a Burning Altar; Southampton City Art Gallery; http://www.artuk.org/artworks/a-church-with-pagan-sacrifices-at-a-burning-altar-17888

Stefano Orlandi, Chiesa con sacrifici pagani. 

Di Querelle, nell’accezione di dibattito ideologico e culturale con fronti vivacemente contrapposti, se ne accesero svariate tra gli intellettuali illuministi e se ne udivano rimbombare salotti e botteghe del caffé.

Tra le querelle più ricche di implicazioni filosofiche sorte in Francia durante il XVII e XVIII secolo troviamo la “Querelle des anciens et des modernes” e la “Querelle des Buffons”.

La prima è una controversia letteraria che vide schierati da una parte i sostenitori degli antichi, che consideravano gli autori classici modelli perfetti e insuperabili e che affermavano la supremazia della ragione nella ricerca di una bellezza eterna e immodificabile; e dall’altra i difensori dei moderni, che rivendicavano la libertà di ispirazione, l’eccellenza della lingua francese e l’uso della ragione come strumento di conoscenza.

La disputa nacque con la pubblicazione dell’opera di Desmarets de Saint-Sortin, in cui confrontava la lingua e la poesia francese con quella greca e latina, e si sviluppò nel corso degli anni attraverso i dissidi letterari tra Charpentier, Perrault e Fontenelle, sostenitori dei moderni; e La Fontaine, Boileau e La Bruyère, sostenitori degli antichi.

La Querelle si concluse solo con il contributo di Fénelon che dette prova dell’equilibrio tra la cultura classica e quella moderna, poiché egli ammirava gli antichi ma disprezzava le sottomissioni nei loro confronti e apprezzava i moderni ma criticava la supremazia della ragione e della cultura francese.

La seconda disputa, invece, a cui parteciparono intellettuali come Diderot e Rousseau, ebbe come soggetto il ruolo e l’importanza del teatro musicale.

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