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Pocket Poetry – Attore

Maschera

ATTORE

La sala é già piena, le luci si spengono e un faretto fa risplendere gli attori. La sala rimbomba delle loro voci e quei piccoli corpi vuoti iniziano a vivere.
I loro petti si gonfiano di odio, rabbia, amore, passione.
Quel coltello che strappa le anime é vero, il dolore é vero, le grida sono vere.
Finzione o realtà? Il dilemma dell'attore.
La psiche divisa tra essere e apparire, l'irrazionalità del palco. L'ipocrisia della vita.
Chi sono io?
Cosa provo?
Emozioni vere, dense, per la prima volta.
Una rabbia selvaggia, un amore puro. 
Così reali e non. Insieme.
Dove siete finite?
Fatemi vivere di nuovo. Perché sceso dal palco…nulla rimane di me.
Vuoto.
Tutto era vero tra quinte e sipario.
E ora? 
Tutto é falso e senza senso.
E io? No?
Non riesco ad essere…vero?
Questo é il paradosso dell'attore. Diviso tra la vita e l'interpretazione. Vivere davvero sulla scena e morire sceso dal palco.
Chi siamo noi?
Dilaniati dall'incertezza.
Ci sforziamo di vivere fuori dal palco e non continuiamo che a recitare.
Vogliamo essere veri e ci riusciamo solo fingendo.
Bramiamo la prima e le repliche per il bisogno di vivere, senza sapere che ad ogni passo che ci avvicina al proscenio ci porta alla scomparsa.
Al giorno in cui non saremo più uomini, ma maschere.
Vestigie del paradosso dell'attore.

 

 

 

Attore

L'autore di quest'opera ha preferito rimanere anonimo. Ci sono tante persone che non hanno il coraggio di pubblicare qualcosa. Noi di Rossopontormo siamo contenti di poter portare i pensieri di tutti e dare spazio per pubblicare le vostre idee. Parteciperemo anche a vari eventi in cui leggeremo poesie di anonimi autori. Stay Tuned.

 

 

Finzione

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