, ,

PECHINO CHE FU di E.Tafi

Ho trascorso il mio primo giorno in Cina, a Pechino per visitare la Città Proibita, situata proprio nel cuore della città. La Città Proibita fu il palazzo imperiale delle dinastie Ming e Qing ed è stata usata per molti anni sia come abitazione degli imperatori e delle loro famiglie sia come centro cerimoniale e politico del governo cinese. Il palazzo, costruito tra il 1406 e il 1420, è composto da circa 980 edifici ed è reputato la reggia più grande del mondo grazie ai suoi 720.000 m² di superficie. Oggi la Città Proibita è diventata un museo ed è possibile ammirare tutte le affascinanti opere d’arte appartenenti alle dinastie che hanno vissuto in questo palazzo.

                                        Città Proibita

Fra il 1420 e il 1644, la Città Proibita fu la sede della Dinastia Ming fino a quando venne invasa durante la rivolta contadina sotto il comando di Li Zicheng che fu poi proclamato imperatore della dinastia Shun. Successivamente, i Manciù, divenuti importanti nel nord della Cina, proclamarono il giovane imperatore Shunzhi come sovrano di tutta la Cina, fondando la dinastia Qing. Durante il loro regno gli imperatori Qing apportarono molti cambiamenti, a partire dalla modifica del nome degli edifici principali. Furono aggiunte iscrizioni bilingui in cinese e manciù e venne introdotto a corte lo sciamanesimo (o sciamanismo) ovvero credenze e pratiche tradizionali che comprendono: la capacità di diagnosticare e curare malattie ed entrare in contatto con entità spirituali per ottenere poteri sovrannaturali.

“Dongba” in lingua Naxi significa “uomo saggio” o “sciamano”. I Dongba si occupano delle cerimonie sacrificali e sono considerati i custodi della cultura dell’etnia Naxi. Essi portano un cappello chiamato “il cappello dei cinque spiriti” poiché su di esso sono raffigurati i cinque spiriti celesti del mondo naturale. Le nacchere di rame che utilizzano durante i riti rappresentano il sole, mentre il tamburello la luna.

Nel 1860, durante la seconda guerra dell’oppio, l’esercito britannico occupò fino alla fine della guerra la Città Proibita che nel 1912 perse ogni importanza politica. Nel 1947, dopo che erano stati asportati e collocati in svariate località della Cina, Chiang Kai-shek ordinò che tutti i manufatti fossero portati sull’isola di Taiwan. Questi oggetti provenienti dal palazzo imperiale costituiscono oggi la parte più importante del Museo Nazionale di Taipei).

                          Museo nazionale di Taipei

Nel pomeriggio invece sono andata a visitare altre due affascinanti attrazioni poco distanti dal centro Pechino ovvero il Palazzo d’Estate e il Tempio dei Lama. Il Palazzo d’Estate è il giardino imperiale meglio conservato al mondo. I Cinesi lo chiamavano e lo chiamano tuttora  Yihe Yuan, cioè “Giardino dell’Armonia Educata”, in quanto tutto ciò che è stato costruito, dagli edifici ai templi, è stato progettato per essere in perfetta armonia con la natura circostante. Il parco si estende attraverso basse colline, compresa la Collina della Longevità ai piedi della quale si trova un galleria di legno lunga circa 700 metri, completamente decorata da pitture che ritraggono scene mitologiche e storie della letterature cinese. Si pensa che questa galleria venisse usata come riparo dalla pioggia e il sole. Il parco, che si estende anche attorno al Lago Kunming, è diviso in tre zone principali: amministrazione, abitazione e relax. Qui si trovano inoltre una stupenda nave di marmo, un antico teatro, un tempio e un’ isola che si può raggiungere attraverso una piccola barchetta di legno a forma di drago. Questo palazzo, residenza degli imperatori della dinastia Qing per un lungo periodo di tempo, è stato in parte distrutto nel 1860 durante la Seconda Guerra dell’oppio per opera dei francesi e dei britannici.

                           Il Palazzo d’Estate

Il Tempio dei Lama, invece, è il più grande tempio del buddismo tibetano a Pechino. Il palazzo fu costruito nel 1694 dall’imperatore Kangxi dei Qing come residenza per suo figlio il principe YinZhen, il quale, una volta salito al trono (nel 1723) si trasferì nella Città Proibita. Egli sostituì le piastrelle di ceramica verde con il giallo che era il colore imperiale e nel 1744, il suo successore, l’imperatore Qianlong lo offrì ai monaci tibetani. Dopodiché nel 1949 il Tempio dei Lama è stato dichiarato monumento nazionale per il suo significato storico.

                             Tempio dei Lama

Una delle principali sale del tempio è la Sala dell’Armonia Eterna; questa, inizialmente veniva usata dal principe per ricevere i funzionari e per trattare gli affari. Questa sala contiene tre statue del Buddha, fatte in bronzo: al centro si trova la statua del Buddha Sakyamuni, a sinistra la statua di Makasyana, il Buddha del passato, mentre a destra la statua di Maitreya, il Buddha del futuro, successore di Gautama Buddha e si tramanda che questo incarnerà il Buddha della benevolenza. Ai due fianchi della statua centrale, si trovano inoltre due statue che raffigurano rispettivamente un anziano e un giovane e si racconta che fossero grandi discepoli del Buddha. Infine, per concludere la visita del Tempio, sono andata vedere la quarta sala, ovvero la Sala della Ruota della Legge, a forma di croce greca e ricoperta con un tetto di struttura tradizionale cinese. In questa sala i monaci lamaisti si riunivano circa due volte al giorno per recitare le preghiere.

All’interno di questa sala si può notare la maestosità della statua situata al centro dedicata a Zong Kapa, il grande della Setta Gialla del lamaismo. Davanti a questa statua ve ne è un’altra di soli 58 centimetri altezza che rappresenta il Buddha Sakyamuni.

Dopo aver visitato l’affascinante Tempio dei Lama sono andata a cena un rinomato ristorante non molto distante dal palazzo, chiamato Da Dong. Qui, i camerieri mi hanno consigliato di assaggiare alcuni piatti tipici cinesi come gli Hai Di Lao noodles che sono spaghetti preparati in una maniera un po’ diversa dai normali cibi, in quanto, una volta ordinato questo piatto, arriverà davanti a voi uno chef con una pagnotta di pasta fresca e inizierà a tirarla e a farla roteare intorno al tavolo fino a creare i vostri spaghetti. Dopodiché decisi di assaggiare la famosa anatra laccata. Questo è un piatto molto prelibato che viene servito insieme a molte salse diverse per poter assaggiare l’anatra accompagnata sempre da sapori diversi. Così dopo aver mangiato queste gustose prelibatezze decisi di concludere la mia serata facendo una passeggiata per il centro di Pechino.

                          Flying-Noodles o Hai Di Lao noodles

                                     Anatra Laccata

La mattina del secondo giorno mi diressi a Lington per visitare una delle principali attrazioni del paese: l’Esercito di terracotta. Quest’ultimo (collocato nel Mausoleo del primo imperatore Qin a Xi’an) è un insieme di statue raffiguranti guerrieri, dotati di corazze e armi, posti di guardia alla tomba dell’imperatore; si tratta, infatti, di una riproduzione dell’esercito che riuscì a unificare la Cina.

                                    Esercito di terracotta

Le statue colpiscono molto anche grazie al loro realismo e ai loro particolari, tanto che grazie alle posizioni delle mani e del loro corpo, si possono dedurre le varie tecniche di combattimento dei fanti e dei balestrieri. L’Esercito di terracotta fu scoperto da un contadino nel marzo 1974, vicino alla tomba dell’Imperatore, inoltre questo rinvenimento dette origine agli scavi che permisero di rinvenire il mausoleo di Qin Shi Huang, sino ad allora ritenuto scomparso.

La prima parte del sito dell’Esercito di terracotta ad essere scoperta fu chiamata Fossa Uno,ma nel 1976 vennero ritrovate altre due fosse a pochi metri dalla prima e furono chiamate Fossa Due e Fossa Tre. Nella Fossa Uno, lunga circa 210 metri, si posso osservare circa 6000 statue raffiguranti soldati e cavalli disposti in uno schieramento rettangolare che guardano verso est, ognuno armato di una lunga lancia o di un pugnale.

La Fossa Due (scavata nel 1976 a circa 20 metri dalla Fossa Uno) è la più importante del mausoleo, poiché svela il mistero dell’antico schieramento militare. Questa fossa è suddivisa in quattro unità che formano un preciso schieramento di battaglia. La prima unità contiene file di arcieri inginocchiati e in piedi, la seconda è uno schieramento di guerra di bighe, la terza unità è costituita da fanti, arcieri e soldati a cavallo disposti in uno schieramento rettangolare, mentre l’ultima include numerosi soldati a cavallo con in mano delle armi. La Fossa Tre è la più piccola e si pensa che sia stata costruita per essere il posto di comando per soldati nelle altre fosse.

    Esercito di terracotta

Infine per concludere il mio viaggio in Cina non potevo certo non andare a vedere la meravigliosa e stupefacente Muraglia Cinese, una delle meraviglie del mondo inclusa nella lista del Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco dal 1987.

                                     Muraglia Cinese 

La Grande Muraglia comincia il suo percorso da Hushan e termina nella provincia del Gansu per un totale di 21,196.18 chilometri. Gli storici ritengono che hanno contribuito alla sua costruzione un gran numero di stati e di dinastie (come Qin, Han e Ming). La muraglia venne costruita principalmente per proteggere l’impero cinese dagli invasori del nord, quando la Cina era ancora divisa in tanti piccoli stati; essa ha sempre avuto un forte valore simbolico per ogni cinese poiché rappresenta l’unificazione della Cina sotto un unico impero sotto la dinastia Qin (221 – 206 a.C.). Nel corso degli anni si sono tramandate molte leggende riguardanti la muraglia ma quelle più avvincenti sono due: quella di Meng Jiangnü e quella della la storia della “zuppa di metallo».                                                                                  

La prima narra della tragica storia di Meng Jiangnü le cui lacrime, fecero crollare un’intera sezione della grande muraglia. Durante la dinastia Qin un giovane uomo dal nome di Liang Fanqi fuggì dal sito di costruzione della Grande Muraglia dove era costretto ai lavori forzati, e si nascose nel giardino di una casa privata. Lì incontrò la figlia del proprietario, una giovane ragazza dal nome di Meng JiangNü, e se ne innamorò.Una volta sposati, Liang Fanqi venne trovato e fu costretto a ritornare a lavorare alla costruzione della muraglia. La moglie, dopo averlo aspettato per giorni e giorni, durante l’inverno realizzò alcuni abiti pesanti da portare al marito ma, arrivata nel luogo dove lavorava il marito, venne informata della sua morte. Si racconta, che Meng Jiangnü pianse talmente tanto presso il tratto di muraglia in cui era stato murato il corpo del marito, che la muraglia stessa, commossa dal suo dolore, crollò e riportò alla luce i corpi di centinaia di uomini che avevano perso la vita durante i lavori. La donna si fece un taglio sulle dita e fu il suo sangue ad indicarle tra quegli uomini quale fosse il corpo di suo marito. Trovato, lo seppellì e, distrutta dal dolore, si tolse la vita gettandosi nelle acque del fiume. Molte opere teatrali hanno tratto ispirazione da questa leggenda e sono stati costruiti molti templi in memoria della povera Meng JiangNü, uno dei più famosi è a Shanhaiguan.

       Meng JiangNü

La seconda leggenda,invece, ha tematiche in parte diverse rispetto alla precedente, in quanto racconta di un generale che fece costruire la sezione di Huanghuacheng e che fu decapitato a causa degli enormi costi della costruzione. Questa sezione, situata a nord di Pechino, viene chiamata Huanghuacheng la fortezza dei fiori gialli, in quanto le colline circostanti in passato erano totalmente coperte da fiori gialli.

Durante la dinastia Ming l’imperatore ordinò al generale Cai Kai di costruire questa sezione della muraglia. Il generale per garantire la sicurezza e la resistenza della struttura investì una grande somma di denaro. Le spese eccessive, però, non furono di gradimento dell’imperatore, il quale ordinò di decapitare Cai Kai. Dopo la sua morte tutti si accorsero che la muraglia era incredibilmente solida e l’imperatore stesso, rendendosi conto dello sbaglio, fece costruire una grande tomba per onorare il generale defunto e inoltre, fece incidere i caratteri Jintang (zuppa di metallo) su di una roccia, per ricordare lo solidità di questa sezione della Grande Muraglia, che in seguito divenne famosa con il soprannome di “muraglia della zuppa di metallo”.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Rispondi