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PARTIRE di Gabriele Tretola

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Sono nove mesi ormai che resisto in questo umido carcere. Atroci dolori ho dovuto sopportare, ma a che pro, poi? Un tuo capriccio. Il tuo piacere effimero in cambio della mia perpetua sofferenza di creatura umana. Io non volevo. È una cosa che fanno tutti, d’accordo. Ma perché anche io? Dammi una ragione per andare via di qui. Eppure oggi è il grande giorno: parto!

2 commenti
  1. Ravindu
    Ravindu dice:

    Questo testo parla di una donna che soffre per la gravidanza ma allo stesso tempo felice e il dolore del piccolo che non vede l’ ora di uscire

    Rispondi

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