I SUONI DELLA SVIZZERA di M. Medri

Arrivata in Svizzera decido di andare immediatamente a vedere la famosa statua di Freddy Mercury, volendo dedicare il mio viaggio alla musica. Mi dirigo quindi dall’aeroporto verso la cittadina di Montreux.

Vengo subito assalita dal freddo invernale della cittadina, ma per fortuna il tempo è buono, cosa strana considerando che qui piove sempre. Vado subito andata in un bar per sentire qualcosa di caldo ma tradizionale. Assaggio questa fonduta di formaggio servita con pezzi di pane, che è veramente deliziosa e soprattutto ottima per riscaldarsi dal freddo. Decido di potermi dedicare al dolce e ovviamente chiedo una buona cioccolata calda, considerando che non avevo mai mangiato prima del vero cioccolato svizzero. La cioccolata arriva ancora fumante… il sapore del cacao avvolge il palato. Non sono mai stata un’amante della cioccolata calda ma è veramente deliziosa. Pago ed esco dal ristorante, incamminandomi verso la statua.

Durante la camminata vedo moltissimi artisti di strada… tanti molto bravi, ma nessuno di loro suonava musica tradizionali. Arrivata alla statua entro nella vera e propria storia. Il cantante venne al Montreux Jazz Festival per registrare l’album «Jazz» con i Queen. Si innamorò di Montreux e del Lago Lemano e decise di stabilirvisi. Disse del resto «If you want peace of soul, come to Montreux». Aveva ragione… infatti la statua era situate sulla riva di un lago e si poteva infatti godere di un bellissimo panorama. Decido di andare anche al mercatino per vedere la famosa scritta che ricorda la canzone dei Deep Purple che ha reso celebre Montreux, “Smoke on the water”.

Riparto per addentrarmi nel centro della Svizzera il giorno seguente alla ricerca della musica tradizionale. Decido di andare a Lucerna, la così detta città della musica per i numerosi festival e concerti. La musica del posto è una formazione Ländler con pianoforte e tipicamente una musica veloce, dove a sostenere la melodia non è solo il clarinetto – spesso anche il clarinetto un po’ stridulo in Do – ma anche la fisarmonica cromatica. Per fortuna ho avuto il privilegio di assistere ad un gruppo di uomini del posto vestiti con vestiti tradizionali che facevano un rappresentazione per strada mentre passeggiavo per la città.Ho notato infatti che le tradizione musicali si sono perse con il tempo, infatti tra i tanti festival e i concerti, ad uno dei quali ho assistito durante il mio soggiorno, variano dalla musica classica a quella contemporanea, ma sono poche le occasioni in cui ho visto le vere canzoni Ländler. Lucerna tuttavia mi è piaciuta molto, le persone sono molto socievoli e i giorni piovosi sono perfettamente in tema con l’immagine della città. Durante il mio soggiorno però ho anche visitato i monumenti principali tra i quali mi ha colpito molto il famoso ponte di legno di età medievale, definito Kapellbrücke , nel quale ho passeggiato dopo una cena con prodotti locali. La notte infatti la città di Lucerna si anima, la maggior parte dei ristoranti offre musica dal vivo e il Lago dei Quattro Cantoni sembra prendere vita.

Mi colpisce anche molto quanto le mura siano rimaste integre insieme alle torri… mi ricordano molto quei film cavallereschi ambientati nel Medioevo. Percorro il Museggmauer per un buon tratto a piedi in modo da poterne vedere ogni minimo dettaglio.

Girando per il centro si possono notare le bellissime case storiche ricche di affreschi e decorazioni che rallegrano la città, come quella del Weinmarkt. Inoltre penso sia indimenticabile il viaggio sul battello Wilhelm Tell Express sul quale ho percorso tutto il Lago fino ai piedi del passo del Gottardo e all’inizio del fiume Ticino e dove ho potuto assaggiare il buonissimo liquore locale, il kirsch.

Avendo sentito che Lucerna era la città delle piazze e delle chiese, mi incuriosiva vedere una di questo chiese, essendo anche io credente. Sono entrata perciò in molto chiese in stile barocco, ma ho anche visto le due torri Hofkirche che spuntano sopra ogni edificio su Lucerna… ed ovviamente non poteva mancare la statua del leone di Lucerna, la quale è dedicata alle guardie svizzere massacrate durante la Rivoluzione francese.

Una mattina durante una passeggiata al mercato delle pulci, incontro una vecchia signora. E’ molto cortese con me e mi aiuta ad orientarmi, inoltre mi invita ad andare a prendere un dolce da lei che aveva messo in forno poco prima. Considerando che io non amo passare in un posto senza scoprirne le usanze e le tradizioni della gente, accetto volentieri. La donna mi conduce in una piccola casa di legno, fuori dal centro della città. Una volta entrata la cosa è molto ospitale e la donna mi offre questo dolce al cioccolato veramente delizioso ed inizia a raccontarmi di quanto il carnevale sia importante a  Lucerna. Mi narra infatti mostrandomi delle foto sia recenti che di quando lei era giovane, dove si vede bene quanto siano curate le maschere e dove riesco anche a vedere le “Guggenmusigen” ovvero le bande musicali.

La vecchia signora mi racconta inoltra una famosissima leggenda del luogo, “La Leggenda del drago del Pilatus”. Si narra infatti che il drago che abitava le montagne del Pilatus si fosse avvcinato talmente tanto ad un contadino, che egli svenne. Quando egli si svegliò trovò del sangue e la pietra di drago accanto a sè, la quale si scoprì avere effetti guaritivi. In autunno, un giovane cadde in una profonda grotta del Pilatus e si ritrovò tra due draghi, i quali non gli fecero del male e divennero amici. Arrivata la primavera, uno dei due draghi abbandonò il suo rifugio invernale e sparì in volo, mentre l’altro fece capire al giovanotto che dovevano andare,  strisciò perciò verso l’uscita, tese la coda al ragazzo affinché si aggrappasse e lo tirò fuori dalla grotta.

Il mio soggiorno a Lucerna è purtroppo giunto a termine, ma me ne vado con un ottimo ricordo del clima invitante e accogliente delle persone, ma soprattutto dei suoni e dei sapori della città.

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