PAKISTAN SENZA VELI di A. Pecoretti

Ho deciso di intraprendere un viaggio intorno al mondo alla ricerca di risposte. A quali domande vi chiederete.

Potrà sembrare banale, addirittura “presuntuoso” che una ragazzina di quattordici anni, che agli occhi di questo mondo non è nessuno, chieda risposte, ma ci sono troppe cose che non vanno. Troppe cose che necessitano di un cambiamento. Quindi io faccio domande ed inseguo per il mondo quelle donne che, secondo me, hanno dato delle belle risposte.

La mia prima tappa è il Pakistan, che ho raggiunto qualche giorno fa in aereo.

Il Pakistan ha un territorio variegato, a nord dalle alte vette del Karakoram, dell’Hindukush e dell’Himalaia. Al centro si trova l’ampia pianura dell’Indo, fiume che lo attraversa interamente da nord sfociando nel mar Arabico.

Ho deciso di visitare la città di Lahore, centro culturale e storico. Ha origini molto antiche e nelle sue vie sono nascoste le affascinanti tradizioni pakistane. Ho impiegato la mattinata curiosando per la città, imbattendomi in cibi, profumi, colori del tutto nuovi. Ho scoperto che qua non si usano molte spezie e che sono più diffuse nel sud del Pakistan. Durante i pasti si consuma molto pane, ne esistono di molte tipologie, è consuetudine terminare il pasto bevendo il qehwa, un tè verde al sapore di gelsomino.

Il profumo del cibo, nuovo, inaspettato, è rilassante e ti avvolge, ti da’ la sensazione di essere a casa.

Nel pomeriggio ho visitato la Moschea Imperiale. Realizzata nel 1673 su commissione del VI imperatore dell’Impero Mogul è la quinta moschea più grande del mondo e racchiude la suo interno il fascino di quel periodo. Qui, per entrare, bisogna togliersi le scarpe ed avere un abbigliamento appropriato, ovviamente, è un luogo di culto. Il Pakistan è un paese a maggioranza mussulmana, la religione è l’Islam, che significa “abbandono e consegna totale a Dio”, ma è collegato anche alla parola “salam” che vuol dire pace.

Le donne che seguono questa religione indossano il burqa, un abito che copre i capelli e il volto oltre al resto del corpo. Trovo che questa sia una scelta coraggiosa, purchè libera, da parte di una donna. Ma quando la scelta è imposta dai padri, dai mariti che obbligano le donne a comportarsi in un certo modo, allora non condivido più questa usanza e anzi penso che sia da denunciare come una prevaricazione sulla donna. Per me è negazione di libertà e di espressione mentre ciascuno dovrebbe essere libero di esprimersi e di essere se stesso. Ecco che arriva la mia prima domanda: Perché le donne sono spesso considerate inferiori agli uomini? Questo non è giusto. Non è uguaglianza.

Alle luci del tramonto le chiare mura degli edifici diventano rossastre. Scende l’aria fresca e l’atmosfera si fa poetica. Amo i tramonti. Sono la fine del giorno, sono lì bellissimi e fugaci. Sono una certezza, sia che la tua giornata sia stata orribile o bellissima, ci sono sempre a ricordo che c’è sempre qualcosa di bello.

Il giorno seguente l’ho dedicato alla città di Islamabad, la moderna capitale del Pakistan. Un’enorme metropoli di recente costruzione che ospita i palazzi del governo. E’ molto innovativa e la sera non avrei in nessun modo potuto perdermi una gita sui 116 metri del Centaurus Corporate Tower fino all’ultimo dei suoi 32 piani

Amo l’altezza. Mi fa venire voglia di volare. Mi fa sentire speciale. Ma dà il tempo di osservare. E vedevo tutte quelle luci. Mi sono fermata a pensare. Pensare quanto è strano il mondo. A quanta differenza ci sia tra essere povero ed essere ricco, permettersi di vivere in uno di quei costosi grattacieli. Mi sono ricordata il motivo della mia destinazione. Ho pensato che tra quelle migliaia di luci in lontananza c’era una cittadina dal nome di Mingora. Ho pensato a tutta la ricchezza presente in questa città e poi ho pensato ai bambini più poveri, ai quartieri più miseri ed ecco che mi faccio un’altra domanda. Com’è possibile che esista un divario così grande nella distribuzione della ricchezza?

mingoraMingora si trova nella Valle di Swat, ai piedi dell’arco montuoso a nord del Pakistan. Una piccola città tra le montagne. Qua, da tempo, sono insediati i talebani, i fondamentalisti islamici, che hanno obbligato la popolazione a cambiare abbigliamento e stile di vita proibendo la visione di film e televisione.

Qua è nata e cresciuta Malala Yousafzai. Lei è la più giovane vincitrice del Premio Nobel per la Pace. E’ un’attivista che si è battuta per i suoi diritti e quelli di tutte le donne quando i talebani imposero alle ragazze di non andare a scuola.

La sua storia, i suoi racconti mi hanno guidata all’interno della città, per le strade, lungo un canale senz’acqua, passando accanto a cumuli di spazzatura.

Qua i talebani impongono a tutta la popolazione i loro editti e per chi non li rispetta ci sono severe punizioni. Ci sono sempre più omicidi e i corpi di coloro che hanno disobbedito sono esposti come avvertimento per gli altri nella Piazza Verde, che ormai ha preso il nome di Piazza del sangue. Per quelle strade sentivo la paura. Tra quelle strade sconosciute, tra gli edifici tutti simili. La paura e lo sconforto di chi non si può esprimere, di chi non può essere libero. Ascoltare la musica e ballare è peccato.

I talebani hanno preso piede usando la radio e promettendo lavoro, aiuto e ricchezze a chi era più sfortunato; hanno costruito una scuola coranica, la madrassa. Nessuno li ha fermati. Il governo promette, ma non mantiene la sua parola e da queste parti la polizia non si vede mai.

Malala quando le viene proibito di andare a scuola lotta contro questa ingiustizia e scrive un blog per una giornalista inglese dove racconta costa sta avvenendo nel suo paese. Continua a frequentare la scuola fino a quando una mattina tentano di ucciderla sparandole alla testa.

Guardando il panorama mozzafiato che si nasconde tra le montagne che circondano Mingora pensavo al coraggio che ha avuto. Al coraggio che ha continuando a battersi per il diritto all’istruzione.

Lei è la donna della mia prima tappa. Una donna che mi fa pensare a quanto sia fortunata a svegliarmi tutte le mattine e a poter andare a scuola, imparare cose nuove, avere opinioni, dar voce alle mie idee, ai miei pensieri. Una donna che cerca di cambiare le cose e che forse alla fine, non sa rispondere alle mie domande, ma mi da’ un motivo per porne altre.

18 commenti
  1. Riccardo Bonfanti
    Riccardo Bonfanti dice:

    L’articolo è scritto molto bene, un liguaggio molto preciso e comprensibile. L’argomento mi sembra più che valido, e sono contento del fatto che venga affrontato cosi, con grande coraggio e stima per una grande donna

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  2. Matilde Giglioli
    Matilde Giglioli dice:

    Ci sarebbero delle risposte alle tue domande e i grandi della politica saprebbero come risolvere tutto…ma il mondo purtroppo non può essere fatto di equilibri. Grazie per aver messo insieme una raccolta tra l’altro molto suggestiva di informazioni sul Pakistan e le varie riflessioni sull’importanza della donna e della libertà. Hai saputo creare un equilibrio fra i due tanto che l’articolo non è risultato pesante. Aspetto impaziente i tuoi prossimi articoli per scoprire nuovi paesi e nuovi soggetti come Malala.

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  3. Giulio Marozzo
    Giulio Marozzo dice:

    Hai fatto un articolo due in uno! Non solo hai parlato delle varie mete turistiche del Pakistan che hai visitato, ma anche della storia di alcune ragazze che sono così tanto coraggiose da non rimanere in silenzio e ad obbedire all’uomo ma rivendicano i propri diritti come quello di andare a scuola e di decidere per conto proprio; veramente un lavoro fatto bene.

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  4. Pietro Cutrino
    Pietro Cutrino dice:

    Conosco la storia di Malala, premio nobel per la pace. Penso che abbia un cuor di leone per opporsi alle ingiustizie, alla sofferenza, all’avidità e ai talebani che regnano nel suo paese. L’attentato alla sua vita deve essere un esempio sulle intenzioni dei talebani, che non accettano oppositori e preferiscono eliminarli piuttosto che affrontarli. L’ingiustizia in paesi quali il Pakistan, è una piaga ben lontana dall’essere eliminata. Ho apprezzato la parte descrittiva sui luoghi, sempre utile per chiarirsi le idee.

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  5. Raffaele Garretta
    Raffaele Garretta dice:

    Un bellissimo articolo. Non solo hai descritto alcune città del Pakistan ma hai anche fatto delle osservazioni e detto cose che penso la maggior parte di noi condividono sull’oppressione sulle donne. Inoltre con tutte le sensazioni che hai descritto sembra quasi di essere lì nel Pakistan

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  6. Agnese Del Colombo
    Agnese Del Colombo dice:

    Ho trovato molto curato l’ equilibrio tra la presentazione della parte geografica del territorio e le tue riflessioni personali sulla popolazione e sulla storia di Malala. Qualche foto nella parte descrittiva del territorio avrebbero aiutato a immergersi completamente in questo luogo. Nel complesso un articolo curato e ben strutturato.

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  7. eleonora guiducci
    eleonora guiducci dice:

    Bellissimo lavoro! Affrontare il viaggio raccontando delle condizioni delle donne in questo paese e ponendoti domande sul mondo di oggi è stata una scelta molto interessante. L’articolo è pieno di particolari e di sensazioni personali che trasmettono al lettore tante emozioni.

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  8. Alessia Zanaj
    Alessia Zanaj dice:

    Articolo davvero ben scritto! Mi ha colpito molto…inoltre non parla solo dei monumenti e della parte geografica della città ma bensì dellà realtà del mondo di oggi ispirandosi alla storia di una donna

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  9. Edoardo Leporatti
    Edoardo Leporatti dice:

    L’articolo è veramente ben scritto e la storia di Malala mi ha colpito molto, nonostante ne avessi già sentito parlare,inoltre le riflessioni e le domande che ti poni sono davvero interessanti.Complimenti davvero!

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  10. Francesco Iacopini
    Francesco Iacopini dice:

    Articolo strutturato in maniera ottima ed estremamente ricco di originalità nei suoi contenuti: grazie alle numerose riflessioni presenti è impossibile non riflettere sui grandi problemi che affliggono l’Islam: religione molto rispettabile ma macchiata da feroci bestie quali l’integralismo e le condizioni delle donne, e il fatto che tu abbia deciso di parlare di temi così forti ti fa molto onore.

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  11. Asia Albo
    Asia Albo dice:

    Questo articolo mi è piaciuto moltissimo. Porta indubbiamente il lettore a importanti riflessioni con le domande che ti poni e alle quali cerchi di rispondere con storie di donne. Approvo le tue riflessioni. Complimenti davvero!

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  12. Diego Fortini
    Diego Fortini dice:

    Ottimo articolo. Veramente interessante l’idea di collegare a un viaggio delle riflessioni sulla civiltá odierna, porsi delle domande e cercare di rispondere, parlare di persone come Malala che lottano per i propri diritti e quelli del loro popolo.

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  13. Giorgio Buccolieri
    Giorgio Buccolieri dice:

    Davvero un bellissimo articolo!!! Belle le riflessioni, belle (e interessanti) le domande che ti poni e belle le descrizioni dei luoghi. Mi è piaciuto il fatto di collegare i problemi del mondo di oggi (soprattutto quelli legati alle donne) a questo tour in giro per il mondo, e grazie alle tue impressioni e alle tue descrizioni l’articolo risulta scorrevole e interessante. Davvero un bel lavoro

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  14. Sara Guido
    Sara Guido dice:

    Viaggio coinvolgente e ritmato fino a Mingora, dove il ritmo si abbassa per concentrarsi sulla figura di Matala, di cui già conoscevo la storia…in questo articolo sono presenti domante molto interessanti e giuste che tutti noi dovremmo porci. Bellissimo, complimenti!

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  15. Chiara Tagliavia Aragona
    Chiara Tagliavia Aragona dice:

    Mi sono riconosciuta molto in quello che hai raccontato in questo articolo che oltre a descrivere le varie città e il territorio riesce anche a “spiattellare” la verità così come, purtroppo, è.Ho apprezzato davvero questo aspetto che porta il lettore a riflessioni tutt’altro che scontate.Penso che porsi questo tipo di domande è più che giusto e ci sarebbe tanto da dire, ma in ogni caso l’articolo affronta bene argomenti molto delicati e ne riassume i tratti.Soddisfatta di averlo letto.

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  16. Niccolo Pozzolini
    Niccolo Pozzolini dice:

    Fantastico articolo. Sono presenti molte riflessioni e domande molto interessanti, interessantissima è anche la storia di Malala. Complimenti davvero!

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  17. Filippo Medri
    Filippo Medri dice:

    L’Articolo mi è piaciuto veramente. Tante riflessioni personali che approvo quasi tutte. Il fatto che le donne nella società siano sempre state sottomesse dall’uomo. Un pregiudizio che è come un cancro per la società odierna.

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