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OH! OOPART di Davide Palatresi

FOTO 3 Puma PumkuAvete presente la sensazione che provate quando, girando fra le stanze di casa vostra, trovate un oggetto che teoricamente non dovrebbe trovarsi lì, ma in un’altra stanza e non sapete spiegarvi come sia finito lì?

Adesso immaginate che le stanze rappresentino un’ epoca del passato (il bagno diventa il 10.000 a.C., camera vostra diventa il “neozoico” e così via..) e che l’oggetto intruso sia un manufatto o un reperto troppo tecnologicamente avanzato, o dalle forme insolitamente perfette per trovarsi nell’epoca a cui sembra risalire: queste sono le OOPArt.

Da anni ormai, migliaia di reperti anacronistici affascinano e allo stesso tempo tormentano le menti di storici e archeologi che tentano di spiegare come gli uomini del passato abbiano potuto creare un determinato manufatto.

Per gli amanti del paranormale, alcuni scienziati sono arrivati addirittura a ipotizzare che sia tutto merito di civiltà preesistenti e non umane, in parole povere…degli alieni. Fortunatamente (o sfortunatamente, se siete amanti del genere fantascientifico), gran parte dei ritrovamenti (tra cui il “Papiro Tulli”, un documento egizio in cui venivano descritti degli UFO), dopo un’attenta analisi, sono stati dichiarati falsi.

Infatti, gran parte dei manufatti ritrovati o sono stati etichettati come enormi bufale oppure hanno ricevuto una spiegazione naturale sulla loro esistenza. La cosa molto divertente è che gran parte degli oggetti misteriosi e troppo tecnologici per l’epoca sia nata involontariamente nel tentativo di creare qualcos’altro: ad esempio la cosiddetta “Batteria di Baghdad”, un’ antenata della pila carbone-zinco, pare che in realtà fosse un sistema per la conservazione di rotoli sacri di papiro.

Esistono però ancora una serie di cold-case, di casi irrisolti che non riescono a trovare una risposta scientifica alla loro esistenza: come ad esempio manufatti di metallo in epoca paleolitica o troppo pesanti per essere trasportati da uomini con scarse tecnologie. Ssempre per gli amanti del fantascientifico, si elencano modelli architettonici insoliti, come i gradini che portano al tempio di Puma Pumku, “porta del puma” nella lingua Aymara, alti 80 centimetri (più di 4 volte l’altezza media di un gradino odierno) che fanno pensare che non siano stati costruiti per essere comodi per un essere umano, bensì per un’entità aliena.

Dal fenomeno delle OOPArt derivano varie pseudoscienze, poco attendibili, come la Archeologia Misteriosa, che elaborano teorie che vorrebbero essere definite scientifiche, ma purtroppo non trovano riscontro nei criteri tipici della scientificità. Tra esse, vi è la “teoria catastrofista”, secondo la quale nel corso della storia sono esistite varie civiltà simili o diverse da noi, tecnologicamente e culturalmente più evolute di noi e scomparse durante le grandi estinzioni di massa documentate nella storia.

Ritengo che la fantasia sia lo strumento migliore con cui maneggiare la storia: se usata bene, essa può affascinare ed insegnare molte cose sul mondo in cui viviamo; ma se si esagera si rischia di scadere nel fanatismo pseudoscientifico in cui stagnano i complottisti e le menti poco lucide.

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