NELLE RISAIE INDIANE di G. Billi Ciani

Il riso, per tradizione un cereale fondamentale nella dieta di ogni Indiano, iniziò ad essere piantato in Asia già 15.000 anni fa ed in India iniziarono a svilupparsi varie tecniche di coltivazione come il terrazzamento delle colline ed il sistema inondato.

Ho deciso così di visitare una delle tante regioni dove in India è coltivato il riso, Kerala, collocata nel sud ovest del paese, la cui più grande risaia è chiamata Kuttanad.

Immagine correlataUna particolarità di Kuttanad è che si trova qualche metro al di sotto del livello del mare ed è proprio tale vicinanza che favorisce la coltivazione del riso, poiché, l’Oceano Indiano, da giugno a settembre, genera intense piogge chiamate monsoniche, dovute a movimenti ciclici dell’aria. Queste piogge sono sfruttate nel sistema inondato, che prevede, anche grazie ai quattro fiumi, Pampa, Meenachil, Achankovil e Manimala, il mantenimento di un certo livello d’acqua nelle risaie.
Ho iniziato ad esplorare Kuttanad all’alba: in primo luogo dalla strada Alappuzha-Changanasserry, che attraversa tutta la città e da lì è iniziata la mia ricerca degli agricoltori.
Ho scoperto che, tramite alcune deviazioni della strada che stavo percorrendo, era possibile raggiungere i villaggi abitati dai contadini. Dentro la mia mente era impossibile non pensare a quanto questa realtà fosse diversa dalla mia, uno stile di vita completamente diverso che non posso non ammirare e rispettare.
Risultati immagini per villaggi keralaDopo aver percorso qualche decina di metri, dietro alcuni alberi di noci di cocco, ho iniziato ad intravedere una grande risaia, e, benché il sole dovesse ancora del tutto sorgere, c’erano già dei contadini al lavoro.
La vista era spettacolare, la molta acqua che era nel campo stava iniziando a riflettere il sole creando dei riflessi tanto belli quanto abbacinanti.
Munito di calosce e binocolo sono riuscito a scorgere i percorsi che i contadini attraversano per entrare nei campi e così, mi sono incamminato. Finalmente, sono riuscito a distinguere i movimenti dei tre contadini che stavano lavorando: uno dei tre aveva iniziato a seminare, lanciando i semi in un movimento continuo e dolce, mentre gli altri due stavano tagliando le erbacce e lavorando la terra. 
Risultati immagini per contadini indiani delle risaieEro quasi incantato dall’abilità dei tre uomini e nella mia mente vorticavano molti pensieri, mi chiedevo se riuscirei mai a vivere in questa realtà  di penuria e di duro lavoro.
A distogliermi dai miei pensieri è stata la vista di cinque persone che, a passo svelto, si stavano incamminando verso le risaie.
Solo quando si sono avvicinate, ho potuto distinguere correttamente gli oggetti che stavano portando con loro: due uomini, avevano una falce in mano, e, si accingevano a raggiungere gli altri contadini, mentre le altre tre, erano, per mia sorpresa, donne. Avevano in grembo dei grandi sacchi e non capivo a cosa potessero servire, poi, tranquillamente, li hanno posati in una zona, dove grazie ad un rialzo, la terra non era bagnata dall’acqua, e si sono di nuovo incamminate verso il villaggio.
Dopo aver trovato anch’io un rialzo di terra, ed essermici seduto, sono rimasto ad osservare il lavoro dei contadini.
Col passare delle ore ne sono arrivati altri, ed ho anche potuto capire che i sacchi contenevano acqua e cibo. Quando ormai era pomeriggio inoltrato, ho scorto in lontananza uno stormo di pappagalli, che sorvolava le zone dove il riso era più maturo, e, con mia sorpresa anche i contadini hanno alzato la testa per osservarli. Attraverso una breve ricerca ho scoperto che, infatti, in queste zone, vivono diverse specie di uccelli, tra cui i pappagalli.
Giunta la sera, quando ormai i contadini stavano abbandonando le risaie, ed anche io, che, frastornato dal sole, stavo tornando verso il villaggio, sono stato colto da un improvviso desiderio di riso.


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