N COME NORMA di Elia Paglialonga

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Nell’Umanesimo e nel Rinascimento si ha la riscoperta degli antichi valori classici, della poesia e della letteratura, dell’arte e dell’architettura, dove i canoni classici vengono ripresi e rinnovati per raggiungere una bellezza ideale, tramite ordine, armonia ed equilibrio. In questo periodo architetti e artisti scrivono trattati dove stabiliscono le regole della bellezza ideale e della perfezione artistica, attraverso forme geometriche semplici e regolari, più comprensibili all’uomo rispetto alle forme complesse del gotico trecentesco.

Il De Pictura è dei più famosi trattati di Leon Battista Alberti, in cui sono elencate una serie di regole riprese dai canoni classici di Euclide, sull’utilizzo della luce, dei colori e delle forme geometriche, in un confronto tra il passato e il presente, tra l’arte classica e quella umanistica. Nella letteratura, come nell’arte, si ha una rivalutazione della poesia classica e della lingua latina. Già nel Trecento, con Petrarca e Boccaccio, il punto di vista inizia a cambiare. Lo sguardo si volge verso l’uomo, i suoi pregi e i suoi limiti. L’uomo è al centro del dibattito culturale. I nuovi temi vengono espressi con un linguaggio filosofico che rimanda al pensiero platonico e aristotelico, utilizzando il latino in quanto ritenuto una lingua invariata nel tempo e universale. Anche lo stile deve attenersi a norme derivate dall’imitazione dei classici antichi. Questo periodo storico non solo innova profondamente l’arte e la letteratura, ma anche la società, ponendo regole anche sullo stile di vita, come nei manuali di comportamento di Castiglione e Della Casa.

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