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MUMMIE CHE PASSIONE!

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Nel romanzo The Mummy!: Or a Tale of the Twenty-Second Century (1827) l’autrice Jane C. Loudon si ispira al Frankenstein di Mary Shelley per un storia fanta-egizia, ambientata nel 2126, quando una mummia viene riportata in vita grazie a una presunta tecnologia futuristica che oggi definiremmo steampunk. La mummia, il fu Cheops, viene descritta come sarà poi raffigurata in tanti horror che la vedranno protagonista: avvolta ancora da bende, occhi sinistramente luccicanti e una voce sepolcrale da scuotere i nervi; “the cerecloths of the grave are still wrapped round him, his fearful eyes glare with unearthly lustre, and his deep sepulchral voice thrills through every nerve”. Le sue orribili risa echeggiano nella notte, immersa nella luce lunare. La creatura, ridestata dagli azzardati esperimenti di incauti scienziati inglesi, è in grado di soggiogare le sue vittime per impadronirsi del potere. Ma non mancano scene patetiche in cui la povera mummia, deportata in un’epoca e in un luogo incongeniale, rimpiange il Nilo, le palme e i papiri della sua patria perduta negli abissi del tempo.28b393c11c4cdb48c14d88729240f383

La mummi-mania contagia egittologi, artisti e scrittori. Chi avrebbe mai sospettato, prima che fosse riscoperto e pubblicato una ventina d’anni fa, che Louisa May Alcott, l’autrice del classico per ragazzine vittoriane Piccole donne, avesse lasciato nel cassetto un racconto intitolato Lost in a Pyramid, or the Mummy’s Curse (Perduti in una Piramide, ovvero La maledizione della mummia). La storia: durante l’esplorazione della piramide di Cheope il Professor Niles e il suo aiutante Forsyth trovano un sarcofago che ancora conserva una mummia di donna. Per illuminare i cunicoli bui, dopo aver esaurito ogni materiale atto ad alimentare il fuoco, sono costretti a un certo punto a bruciare la stessa mummia. Subito si sprigiona un fumo spettrale. Per loro somma sfortuna, il cadavere mummificato era quello di una maga che, come riportato su un papiro incluso nella sepoltura, maledice chiunque disturbi il suo riposo. Dei semi rossi rinvenuti sulla mummia saranno il veicolo della sua vendetta. Custoditi come reperti e piantati per esperimento, dai semi nasceranno degli strani fiori inodori che causeranno la morte per aplopessia dell’archeologo e la paralisi totale della giovane sposa del suo aiutante Forsyth.

La mummia di Ramesse II

La mummia di Ramesse II

La breve novella della Alcott risale al 1869, l’anno prima era uscito After Three Thousand Years (Dopo tremila anni) di Jane G. Austin di analogo tema. Quando nel disincantato XIX secolo le mummie cominciano a essere dissezionate per scopi di studio, nasce un certo sgomento rammarico per la distruzione di queste reliquie millenarie sacrificate sull’altare autoptico della scienza positivista. La violazione delle mummie e la loro reificazione da parte di uomini privi di riguardi morali e di ogni pietà dovuta ai defunti, viene interpretata come una specie di stupro. Non a caso questi romanzi ottocenteschi che hanno come tema la profanazione di una mummia sono scritti da donne e hanno per protagoniste mummie di donne che si vendicano sul loro profanatore maschio.1

Questa almeno è la tesi di Jasmine Day in The Mummy’s Curse: Mummymania in the English-speaking World, (Routledge, 2006) che vede questi romanzi vittoriani incentrati sulle mummie, vittime brutalizzate dall’egemonia della scienza occidentale, anche come metafora dello stupro subito dall’Oriente da parte delle potenze coloniali. La metafora dello stupro ricorre anche in un romanzo del 1903 dell’orrorifico Bram StokerThe Jewel of Seven Stars (Il gioiello delle sette stelle) in cui un egittologo di nome Trelawny, indagando sulla magia e sulle credenze occulte degli antichi egizi, scopre i segreti della regina Tera, punita con la morte dai sacerdoti per aver osato impadronirsi dei poteri soprannaturali riservati agli dei. Scoperta la mummia e il suo rubino magico che emana sette raggi di luce, l’egittologo tenta di riportare in vita la mummia della regina Tera, ma sua figlia Margaret, manifesta segni di possessione, come se lo spirito della regina Tera si stesse reincarnando nella ragazza, la quale per altro è nata proprio nel momento in cui il padre, in Egitto, stava aprendo la tomba di Tera. Mentre il rito magico del ritorno alla vita della mummia si sta avvicinando alla conclusione una tempesta uccide tutti i protagonisti. Un happy end edulcorato sostituì nella seconda edizione del 1912 il primo finale tragico. L’esperimento di resurrezione della mummia fallisce e Margaret sposa il suo innamorato Malcol, che è il narratore della vicenda. Nella prima edizione peraltro, dove le forze soprannaturali hanno la meglio sulla razionalità positivista, Malcolm, influenzato dall’occultismo egizio, comincia a mettere in dubbio sia la sua fede cristiana che i fondamenti della scienza, il che equivale a un attacco contro le basi stesse della società vittoriana.

cdd7d12dcdc6a3b3d0e2d2d209dd0266 Le arti occulte, la negromanzia e i misteri ultraterreni formano una costellazione semantica pressochè inseparabile dall’ambientazione egizia, come dimostra il caso dello scrittore Joan Grant, il quale affermava di essere la reincarnazione di un antico egiziano e pretendeva che il suo romanzo Winged Pharaoh (Il faraone alato), pubblicato nel 1937, fosse il frutto di una reminiscenza di una vita precedente. La storia è ambientata a Menfi e viene raccontata dal faraone Sekhet-a-Ra, dotato di capacità extrasensoriali e addentro ai segreti della metempsicosi e delle dottrine esoteriche.0Ma nel frattempo era stata fatta la più clamorosa scoperta nella storia dell’archeologia del XX secolo:  dal 1922 al 1930 viene riportata alla luce la tomba intatta del faraone Tutankhamon con tutto il suo ricco corredo funerario.tombraider_by_smaragd01-d49ivws

La morte di Lord Carnarvon, dilettante archeologo e finanziatore dello scavo, avvenuta tre mesi dopo la scoperta, dissigillò il vaso delle vociferazioni sulla maledizione del faraone. Il terreno della superstizione popolare del resto era già stato abbondantemente preparato dai romanzi inglesi sulle mummie.a45c8a9e5ccaa0552910cdda2ddf8035-d3kzs81

La vicenda dell’archeologo Howard Carter e del suo nobile mecenate fu preconizzata da Théophile Gautier in Le Roman de la momie (Il romanzo della mummia) edito in volume nel 1858. Nella valle egiziana di Biban El-Molûk Lord Evandale e l’archeologo tedesco Rumphius sono alla ricerca di una tomba ancora inviolata. Grazie ad un astuto e intraprendente greco, Argyropulos, riescono a trovare una tomba intatta. All’interno della camera sepolcrale c’è un sarcofago in basalto nero e dentro il sarcofago una mummia perfettamente conservata. Ma non è la mummia di un faraone, bensì di una giovane donna. I geroglifici dicono che si chiama Tahoser. Un papiro contiene la storia di questa donna vissuta tremila anni prima. Tahoser è la figlia di un sacerdote, amata da un giovane che essa però non ricambia. Infatti la ragazza è innamorata di un ebreo di nome Poëri, promesso sposo di Rachele. Tahoser scappa di casa e fingendosi una povera ragazza del popolo, si fa assumere come serva in casa di Poëri, pur di stargli vicino. Ma il faraone, invaghito di lei, la fa cercare in tutto l’Egitto. Scoperta la sua identità e denunciata da una serva di Rachele, Tahoser è costretta a seguire il faraone.

The obsequies of an Egyptian cat 1886 by John Reinhard Weguelin. British 1849-1927Nel frattempo gli ebrei, sotto la guida di Mosè, cercano di abbandonare l’Egitto. Le dieci piaghe si abbattono sul faraone e sul suo popolo, costringendolo a permettere agli ebrei di lasciare la terra del Nilo. Poëri è partito con il suo popolo per la terra promessa di Canaan, ma Tahoser intanto ha sposato il faraone ed è diventata la regina d’Egitto.

La storia della donna finisce qua. Solo il papiro e la mummia rimangono a testimonianza della vicenda di passioni amorose e di segni soprannaturali. Lord Evandale rimane a tal punto conquistato dalla figura della bella egiziana di cui ha letto la storia, che i suoi amici lo sospettano inconfessabilmente innamorato di questa antica defunta. A suffragare questa illazione è il fatto che il giovane aristocratico non si sposerà mai. Il suo amore segreto e impossibile rimarrà una donna mummificata da trentacinque secoli.

Gautier erige sulla carta i monumenti egizi e le usanze e i costumi e l’abbigliamento che stanno a quelli storici come la digital art sta al vero; una fredda, nitida, precisa emulazione di forme senz’anima, un’imitazione di sentimenti incapace di suscitare la benché minima emozione o immedesimazione nel lettore.scene17

Ma dopo aver disturbato parecchie mummie dal loro sonno millenario, la narrativa cambia direzione e punta direttamente verso l’ambientazione nell’Egitto faraonico. Agatha Christie, dopo il celebre Death on the Nile (Assassinio sul Nilo) scrisse ancora un altro un giallo ambientato in Egitto, ma stavolta quello antico. Death Comes as the End (C’era una volta) scritto nel 1945 è un whodunit storico imperniato su una catena di misteriose morti che funestano la famiglia del sacerdote Imhotep nella Tebe del 1945 a.C. La regina del mistery britannico si dimostra qui fornita di ottime nozioni sull’antico Egitto, anche grazie alla circostanza di aver sposato l’archeologo Max Mallowan. A tal proposito, Agatha Christie osservava spiritosamente che era fortunata ad avere sposato un archeologo, visto che più lei invecchiava più suo marito la trovava interessante.

2 commenti
  1. Nocc01
    Nocc01 dice:

    Dopo aver letto questo commento, che mi ha colpito molto , ho notato che nelle storie dove delle mummie prendevano vita, esse si vendicavano sul profanatore che aveva osato aprire la loro tomba, e in ogni storia, la mummia era sempre femmina e il profanatore sempre maschio. Secondo me è giusto l’uso del verbo stuprare,che è un verbo molto forte, per indicare la profanazione delle tombe ,perché esse vengono private della loro integrità.

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  2. lorenzomati01
    lorenzomati01 dice:

    Io sono rimasto incuriosito dal fatto che dopo pochi istanti che ho letto queste informazioni ho capito che le mummie hanno di fronte a se una storia interessante di cui prima non conoscevo, e chi sa se veramente esistono maledizioni che si manifestano contro chi osa disturbare le mummie durante il loro riposo?

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