I MOAI DI RAPA NUI di C. Stortini

Oceano Pacifico, al largo delle coste del Cile, una piccola isola a forma di triangolo sperduta nel niente, ma conosciuta in tutto il mondo. Un luogo che racchiude un mistero, un magnete arcano che da sempre ha attirato turisti e ricercatori. Avete capito di cosa sto parlando? Parlo dell’isola che venne scoperta nel giorno di Pasqua e dal quale prese il nome: L’ISOLA DI PASQUA.

L’isola di Pasqua viene chiamata, nella lingua locale, Rapa Nui ed è famosa non tanto per essere l’isola più sperduta di tutto il mondo ma quanto per avere sul proprio territorio delle gigantesche statue di pietra: i MOAI. Infatti nel 1722, quando gli olandesi toccarono le rive dell’isola ne rimasero colpiti cosi come i successivi visitatori, tanto che da allora hanno cercato di svelare tutti i misteri che si nascondono dietro ad essi.

Ma cosa rappresentano? quale è il loro significato? Perché sono state realizzate e da chi?

I ricercatori hanno rinvenuto più di 638 statue posizionate una accanto all’altra su tutto il perimetro dell’isola e sulle pendici delle montagne. Queste sono colossi alti oltre venti metri e, cosa ancora più strana, danno tutte le spalle all’oceano, quasi volessero guardare e proteggere gli abitanti dell’isola da minacce oltremarine.

La caratteristica più importante dei Moai è che hanno tutti lo stesso volto e la stessa espressione e sembrano quindi raffigurare tutti la solita “figura”. Fin dall’inizio infatti furono formulate delle ipotesi al riguardo: per alcuni ricercatori i Moai rappresentavano le divinità, per altri più fantasiosi furono ispirati direttamente dagli alieni.

Gli attuali abitanti dell’isola però li chiamano: IL VOLTO VIVENTE DEI NOSTRI ANTENATI. Il nome è abbastanza illogico perché gli antenati non possono essere vivi. Ma allora perché vengono denominati in questo modo? Il motivo sono gli occhi. I ricercatori hanno rinvenuto ai piedi delle statue e in tutta l’isola dei frammenti di corallo che uniti insieme formano un oggetto ovale che in seguito scoprirono essere il bulbo oculare dei Moai. I simulacri presentano oggi un volto vacuo e inespressivo, ma ripristinando gli occhi originari essi sembrano tornare in vita e contemplare un punto oltre l’osservatore. Ecco il perché del nome. I Moai raffigurano gli antenati messi a difesa dell’isola e della popolazione, una civiltà di cui si sono perse le tracce.

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Gli studiosi hanno scoperto che la prima popolazione che colonizzò l’isola discendeva dal ceppo polinesiano e che questi scolpivano i colossi direttamente nella roccia, in una cava, il RANU RARAKU, posta a kilometri di distanza dai luoghi in cui i Moai si trovano attualmente. Essendo un popolo privo di strumenti tecnologici, come riuscì a trasportarle? C’è una leggenda che narra di come queste statue, una volta terminate, prendessero vita e camminassero da sole per mezzo di una forza sovrannaturale che poteva essere controllata solamente da due sacerdoti.

La leggenda spiegherebbe il motivo per cui sull’isola non sono stati rinvenuti segni di trascinamento, ma ovviamente per gli studiosi il motivo è un altro. Molto probabilmente le statue venivano fatte scivolare per chiilometri, in posizione orizzontale, su tronchi oppure trasportate in posizione verticale in modo da farle oscillare, con l’aiuto di corde, da una parte all’altra e farle così “camminare”.

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I ricercatori però hanno rinvenuto anche molti Moai incompiuti, uno più grande dell’altro, e molti di essi abbattuti. Questa scoperta fece supporre che a un certo punto i coloni si fossero ribellati agli “antenati”. Gli attuali abitanti raccontano di un periodo di carestia e perdita delle risorse, tra le quali la scomparsa degli uccelli, che portarono ad una lotta per la sopravvivenza, ipotesi avvalorata dal ritrovamento di molti frammenti di punte di lancia e crani umani spaccati, con profonde ferite da taglio. Grazie a questi ritrovamenti gli scienziati ipotizzarono che sull’isola si verificò una guerra civile.

Ma perché allora ci fu questa carestia? Perché ad un certo punto le risorse dell’isola sparirono, visto che molte testimonianze riportano che sull’isola ci fossero risorse abbondanti e che l’agricoltura fosse sviluppata?
Per gli studiosi il motivo principale furono proprio i Moai. Essi scoprirono inoltre che l’isola, un tempo, era ricoperta di alberi di palma che furono completamente abbattuti dai coloni per trasportare le sempre più numerose statue. Era come se si fosse instaurata una competizione tra gli isolani che causò la deforestazione totale dell’isola e la perdita delle risorse (uccelli, prodotti agricoli…). Infatti tutt’ora l’isola di Pasqua è priva di alberi. Queste furono le cause che portarono ad un primo crollo della civiltà, ma ciò che ne causò lo sterminio totale furono le malattie portate dagli occidentali all’arrivo sull’isola.

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