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MISTICA KATMANDU di F. Medri

Katmandu

Prosegue il mio viaggio alla scoperta del mondo, mi trovo adesso nella bellissima capitale del Nepal l’omonima Katmandu dove due religioni, l’Induismo e il Buddismo, si incontrano nella magnifica cornice dell’Himalaya.

Katmandu si trova nella valle centrale del Nepal, lambita dai fiumi Bagmati e Vishnumati. Una leggenda buddista narra che in principio la valle fosse occupata da un enorme lago ma Manjusri, Buddha della consapevolezza, taglió con la sua spada una collina formando la gola del Chobar, facendo defluire così le acque e rendendola quindi abitabile.

Ma passiamo ai fatti, la città fu fondata dal re Guna Kamadeva nel 723 d.C.,  divenne la capitale del Nepal unito nel 1768, dopo essere stata presa dal re Prithvi Narayan Shah. Questo è considerato il fondatore del Nepal moderno dato che fu lui ad unificarlo conquistando tutti i territori confinanti e marciando su Katmandu.

 Il centro della città

La città si sviluppa intorno al centro storico che a sua volta ha come nucleo centrale la piazza Durbar dove si trovano alcuni dei templi indù, i restanti si sviluppano nella periferia e sulle colline circostanti alla città oppure isolati ad incroci stradali. Il più famoso dei templi hindu è il Tempio di Pashupatinath sulle rive del fiume sacro Bagmati. La  leggenda narra che Shiva un giorno assunse le sembianze di una mucca e iniziò  a giocare nella foresta su una sponda del fiume Bagmati. Gli dei, più tardi quel giorno, lo raggiunsero prendendolo per le corna ed imponendogli di tornare ad assumere le sue sembianze divine, ma una delle corna si spezzò. Il corno rotto fu detto lingam, ma più tardi fu sotterrato e perduto. Alcuni secoli più tardi un pastore vide che una delle sue mucche spargeva per terra il proprio latte. Il pastore iniziò a scavare in quel punto e riportò alla luce il lingam di Pashupatinath. Il tempio ha la classica struttura a pagoda nepalese. Il tetto posto su due piani è in rame con una copertura dorata. Possiede quattro entrate principali, tutte coperte con lastre d’argento. Vicino all’entrata ovest c’è una statua di Nandi in pietra, placcata in bronzo, alta circa due metri.

Nel centro storico non troviamo solo templi, vi sono anche numerosi quartieri molto affascinanti,  come il quartiere turistico di Thamel, caratterizzato da stradine trafficatissime di veicoli di ogni tipo, nel quale si trovano centinaia di alberghi, ristoranti, bazar e negozi che pullulano di turisti occidentali che visitano questa parte della città sia per  i templi, sia per organizzare viaggi nelle altre zone del Nepal a scopo di trekking, rafting sui fiumi o alpinismo.

Inoltre il centro storico è stato inserito dall’UNESCO nella lista dei Patrimoni dell’umanità a partire dagli anni Sessanta, Katmandu si è trasformata in una sosta obbligata per i seguaci della cultura hippy.

Non solo il centro storico

Non solo il centro è motivo di attrazione, ma come già detto tutta l’area pullula di attrazioni, ad esempio numerosi luoghi sacri buddhisti come quello celebre di Swayambhunath (noto anche come il Tempio delle Scimmie), si trovano su colline fuori città, molto interessante, inoltre è il tempio di Bodhnath nella periferia orientale, a cui fa capo una consistente comunità tibetana sfuggita alle persecuzioni cinesi. Non è un caso dunque che in questi luoghi vi sia la maggiore concentrazione del pianeta di edifici a carattere religioso,  nonostante molti degli edifici del centro storico siano stati danneggiati dai terremoti, e, più di recente, dall’inquinamento.

Una città che fa tremare

Katmandu si trova in una zona molto sismica, dato che si trova proprio su una faglia, infatti il posto è continuo soggetto di forti attività sismiche che mettono a rischio il patrimonio storico della città. Il 25 aprile 2015 un forte terremoto di magnitudo 7,9 colpí tutto il Nepal provocando circa 8000 vittime. L’epicentro  a circa 80 km a nord-ovest da Kathmandu.

Il Nepal mi ha sorpreso. Questo Paese è magnifico, sperduto tra le cime dell’Himalaya, il luogo ideale dove passare del bel tempo visitando posti magnifici e unici. Credo che un posto del genere sia quasi surreale, un sogno da cui non vorrei mai svegliarmi. Chissà se nel mio viaggio troverò altri posti simili, chissà…

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