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Il DEGAS DELLE BIBLIOTECHE: MASSIMO GIANNONI


GiannoniCome Degas è sedotto dagli atelier di danza, dove i tutù delle ballerine palpitano di candore contro il piancito di legno tirato a lucido; come Monet è attratto dalla luce incerta e brumosa creata dalle locomotive sotto la volta della Gare Saint-Lazare; come Renoir evoca la luce vibratile sulle stoffe e le epidermidi, così Massimo Giannoni è sedotto dalle geometrie ortogonali delle librerie e delle biblioteche, dove la luce viene intercettata da superfici composite e plurime, come quelle create dai volumi allineati sugli scaffali, pullulanti di gradazioni e velature. RMG-3-270114,_Libreria,_cm_150x200

L’artista, nato a Empoli nel 1954, legato all’ambiente fiorentino ma con esperienze da globetrotter dell’arte in Australia e Stati Uniti, si inserisce in quella rinascenza della pittura figurativa degli anni ’80 che dialoga con le esperienze dell’astrattismo e magari dello spazialismo (Parmeggiani, Sanfilippo ecc.). L’esposizione alla Biennale d’Arte di Venezia nel 2011 amplia la rinomanza dell’artista toscano. rmg-5-060914--massimo-giannoni--la-libreria-di-pepe-carvahlo--2014--olio-su-tela--cm-120x200-1494516038

La Biblioteca degli Uffizi, con la mostra Mimesis, curata da Sergio Risaliti, aveva già celebrato il connubio dell’arte figurativa con il mondo dei libri in un contesto perfettamente speculare al soggetto, come quello di una biblioteca d’arte.Biblioteca degli Uffizi, Firenze

014_Giannoni, Biblioteca Magliabechiana, 2013, olio su tela, cm 130x180Nelle tele di Giannoni, le scansie stipate di libri e di incunaboli, i leggii e gli stalli lignei, le balaustre e i soppalchi crepitanti di riflessi, la grana cartacea delle pagine bianche creano ambienti pressoché monocromatici, che sono veri e propri paesaggi mentali.Massimo-Giannoni-Giorgio-Bertozzi-Neoartgallery-1

Le still life dei libri, accumulati in filze ordinate e pile e cataste e allineamenti, attraggono idee di permanenza e di durata, mentre la luminosità volubile e cangiante che vi gioca sopra rende la visione dinamica e la connette a una temporalità condivisa dallo spettatore.massimo-giannoni-libreria-2011-olio-su-tela-cm-110x80-mmg-4-031111-bassa-ris

In Giannoni la replicazione e l’esplorazione del tema non si direbbe affatto un’infatuazione capricciosa voltata a cifra di riconoscibilità (del resto l’artista sceglie di dipingere anche antiche farmacie, musei, sale telematiche di Borse valori ecc.); ma piuttosto un cimento di tecnica pittorica, votato a un raffinamento di mezzi espressivi e a una ricerca di intensità lirica. MassimoGiannoni1BibliotecaMagliabechiana_11_672-458_resize

Chi ricorda le librerie fiorentine, come la storica e defunta Seeber, (evocata in un trittico) legherà questi interni dipinti al tema della memoria, come metafore del rimpianto di un mondo perento e desueto.IMG20120110182247587_900_700

Ma in realtà la potenza evocativa di quei vuoti gremiti di entità incoraggia, ma non impone una lettura simbolica. Il minuzioso accanimento con cui la sua spatola persegue la trama formata dai dorsi dei libri e la incalza con pennellate scabre lo fanno accostare all’arte materica, che scava nell’intima concretezza del colore senza perdere di vista l’equilibrio compositivo dell’insieme.

L’esercizio pittorico si applica nella sfida di trasformare il mosaico parcamente policromo dei tanti tasselli in un impianto dotato di coerenza e capace di suscitare una specie di stupefazione o incantamento, come dentro una Wunderkammer, uno scrigno di portenti fatto per custodire e preservare la civiltà, che grazie ai libri e al sapere vive e si rigenera.

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