L’IMPERO MACEDONE di Enea Beshaj

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L’IMPERO MACEDONE
Il regno di Macedonia era uno stato che occupava la parte nord-orientale dell’antica Grecia comprendeva le odierne Grecia, Albania, Bulgaria, Serbia, Kosovo e Macedonia.
Fondato dal re Carano insieme a Filippo II, il regno di Macedonia iniziò come un piccolo stato divenuto poi un impero, e il massimo splendore viene raggiunto con Alessandro Magno, figlio del re Filippo II che nacque a Pella nel 356 a.C. e ricevette un’accurata educazione. A provvedere alla sua istruzione fisica, politica e militare fu personalmente il padre, che intendeva prepararlo a diventare un sovrano avveduto e capace. Quanto a quella intellettuale il principe ebbe la fortuna di avere come precettore il grande filosofo greco Aristotele.
A soli 18 anni il principe combattè a capo della cavalleria nella battaglia di Cheronea, nella quale i Macedoni vinsero contro le truppe greche. Alessandro molto legato alla madre Olimpiade soffrì quando il padre la lasciò, ma soffrì ancor di più quando nel 336 venne assassinato. All’assassinio del padre Alessandro reagì con estrema decisione e in maniera implacabile, vincendo contro i nemici con la forza e, nel 335, placò una ribellione scoppiata in Grecia col sostegno della Persia.
La conquista della Persia
Alessandro propose di continuare e finire un progetto già iniziato dal padre: conquistare la Persia. Sbarcò in Asia nel 334 a. C. con un esercito di 40 mila uomini e una flotta di 160 navi, dopo aver liberato le città greche sottomesse dai Persiani, nella battaglia di Isso, sconfisse le truppe del re persiano Dario III. Occupate la Siria e la Fenicia, Alessandro si concentrò sull’Egitto, governato dai Persiani, lo portò sotto il suo potere e fondò la città di Alessandria.
Ripresa la marcia entrò in Mesopotamia: nel 331 inflisse presso Gaugamela una nuova decisiva sconfitta ai Persiani e conquistò le maggiori città del loro impero, tra cui Babilonia, Susa e Persepoli. Il re Dario si diede alla fuga e Alessandro, proclamato re dell’Asia, per sanzionare la sua vittoria ordinò che il palazzo imperiale di Persepoli venisse incendiato e raso al suolo. Ma il grande sovrano macedone, con l’intento di farsi accettare dai vinti, punì in maniera esemplare un governatore dell’impero persiano, che per fare cosa grata al vincitore aveva assassinato Dario. Lo fece uccidere e decretò per Dario un funerale grandioso e solenne. Volendo apparire ai Persiani nelle vesti non soltanto del conquistatore ma anche in quelle del pacificatore. Subito dopo riprese le sue conquiste in direzione delle regioni a sud del Mar Caspio: tra il 329 e il 327 sottomise la Battriana e la Sogdiana, e da lì penetrò con il suo esercito fin nell’India settentrionale, aprendo orizzonti del tutto nuovi e consentendo straordinarie scoperte.
Al fine di consolidare le sue conquiste Alessandro Magno fondò numerose colonie militari che dovevano costituire un mezzo di influenza sia culturale sia politica sui territori conquistati. La maggior parte delle quali prese il suo nome. Fra le più vi erano Alessandria d’Egitto, Alessandria d’Aracosia, Alessandria d’Isso.
Tuttavia, i costi umani e materiali di conquiste tanto lontane ed estese finirono per indurre al ritorno il grande conquistatore, che nel 324 fece rientro a Susa, la capitale della Persia. Scopo di Alessandro era allora consolidare il suo impero e instaurare buoni rapporti tra Macedoni, Greci e Persiani. L’impero era però tutt’altro che unito e il re macedone dovette reprimere pericolose rivolte.
Una minaccia ancora più grave al suo potere venne dalle stesse truppe macedoni, orgogliose delle proprie tradizioni e dei propri costumi. Scontenti che Alessandro da un lato stabilisse la supremazia della cultura e dei modi di vita greci e dall’altro conferisse alla propria persona di monarca caratteristiche divinizzanti di tipo asiatico, i soldati macedoni si ribellarono, provocando una dura repressione. Al culmine del suo potere e della sua gloria, Alessandro cadde vittima di una febbre maligna che lo portò alla morte nel 323 mentre si trovava a Babilonia.
Dopo la morte di Alessandro l’impero, Perdicca, uno dei comandanti dell’esercito macedone, distribuì i territori ai militari più fedeli di Alessandro pensando di facilitare la conservazione dell’integrità del regno per Alessandro IV, figlio di Alessandro il macedone. Ma ottenne la frammentazione dell’impero.
La frammentazione politica non impedì però la diffusione della lingua e della cultura greca in tutti i territori del vasto impero, dando inizio al cosiddetto Ellenismo.
Durante la spartizione dell’impero, Perdicca aveva confermato Antipatro come stratego d’Europa ma il titolo di re di Macedonia apparteneva contemporaneamente ad Alessandro IV e al fratellastro di Alessandro Magno, Filippo Arrideo.
Durante i regni di Filippo V e di suo figlio Perseo, il regno di Macedonia si scontrò con la repubblica romana e ne uscirono con l’alleanza di Filippo V con Annibale, vincitore a Canne sull’esercito romano. La prima guerra macedonica si risolse senza né vinti né vincitori con la Pace di Fenice.
Dalla seconda guerra macedonica ne uscì vincitrice Roma nella battaglia di Cinocefale per opera del proconsole Tito Quinzio Flaminino e la conseguente proclamazione della libertà della Grecia dal dominio macedone da parte dello stesso magistrato, mentre la potenza del regno di Macedonia e i suoi confini venivano notevolmente ridimensionati.
Perseo, il figlio di Filippo V volle potenziare l’esercito ed iniziò una politica aggressiva nei confronti della Grecia. I Romani reagirono scatenando la terza guerra macedonica che si concluse con la battaglia di Pidna e la disfatta delle truppe macedoni per opera del console Lucio Emilio Paolo Macedonico. Lo stesso Perseo si arrese ai Romani, fu deposto e deportato in territorio romano, dove morì in prigionia. La Macedonia fu suddivisa in quattro repubbliche fedeli a Roma.
Qualche anno dopo Andrisco, proclamatosi re di Macedonia col nome di Filippo VI, sollevò la Macedonia contro Roma ed intraprese la quarta guerra macedonica Andrisco fu sconfitto da Quinto Cecilio Metello Macedonico a Pidna e il regno di Macedonia perse definitivamente l’indipendenza: divenne infatti una provincia della repubblica romana.
Tra il 65 a.C. e il 30 a.C. Roma conquistò l’impero seleucide e l’Egitto, estinguendo così le ultime dinastie di stirpe macedone che si erano instaurate in questi territori in conseguenza della spartizione dell’impero di Alessandro Magno.

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