L’IMPERO GIAPPONESE di M. Toccafondi

a2ec940dd22420bc3ca29d9e798c5113L’impero giapponese, è riferito al periodo di tempo in cui il Giappone iniziò la Restaurazione Meiki e la fine della secondo guerra mondiale.
Diplomaticamente, si riferisce al periodo iniziante con l’istituzione delle prefetture in sostituzione dei domini feudali (dal 14 luglio 1871, continuato con l’espansione del Giappone nel Pacifico e nell’Oceano indiano, fino al 2 settembre 1945, quando venne firmata la resa del Giappone).
Il paese era stato chiamato “Impero del Giappone”, sin da quando dominava il sistema feudale contrario allo shogunato. Tuttavia, solamente nel 1889, questa denominazione venne ufficialmente utilizzata per la prima volta e solo nel 1936 venne regolarizzata per denominare il Paese. Inizialmente, venivano usati vari nomi per definire il giappone: Nihon (“Giappone”), Dai Nihon (“Grande Giappone”), Dai Nihon-koku (“Stato del Grande Giappone”) e Nihon Teikoku (“Impero del Giappone”)
Nel 1946, mentre gli americani occupavano il Giappone, iniziò la riorganizzazione del governo del Paese, che iniziò con la modifica del nome ufficiale della Nazione: Stato del Giappone. L’anno dopo, venne fatta la stesura di una nuova Costituzione.
Alla fine del XIX secolo, mentre gli Stati Uniti diventavano il paese industriale più potente, l’impero giapponese era protagonista di un grande periodo di sviluppo economico e di modernizzazione.
XX secolo
Il Giappone, riuscì a sconfiggere la forza della Russia nella guerra russo-giapponese del 1905 e prese parte anche alla prima guerra mondiale, schierandosi nella cosiddetta “intesa”. Così, durante la conferenza di Pace di Versailles, il Giappone ottenne numerose terre grazie allo scioglimento dell’impero coloniale tedesco.
Il Giappone, ebbe due obbiettivi economici per sviluppare il proprio impero: costituire un’industria militare interna e tentare di risolvere il problema della mancanza di risorse naturale nel Paese, necessarie per lo sviluppo del settore industriale. Le materia prime, quindi, venivano importate dagli Stati Uniti e ciò contribuì allo sviluppo di una stretta sinergia tra il mondo militare e industriale.
Uno dei tanti obiettivi dell’Impero Giapponese, era anche quello di invadere nazioni che potessero portare vantaggi nell’ambito delle risorse. Fra queste, venne conquistata la Manciuria (nel 1931), in cui venne creato una specie di governo.
Lo scontro tra la Cina e il Giappone ebbe inizio nel 1937, quando si verificò l’incidente del ponte di Marco Polo. Questo, generò una guerra a tre, fra il Giappone, i comunisti di Mao Zedong e i nazionalisti di Jiang Jieshi. Dopo varie conquiste, ma altrettante perdite, si arrivò ad un punto di stallo. I giapponesi non riuscivano a raggiungere la capitale nemica e i Cinesi non erano capaci di contrattaccare.
L’aereonautica del Giappone, bombardò la flotta americana a Pearl Harbor, che provocò l’entrata in guerra degli Stati Uniti. Questo, permise ai giapponesi di dominare in lungo in largo l’Oceano Pacifico e l’Estremo Oriente, ma questa situazione durò solo pochi mesi. Quando gli statunitensi recuperarono il vantaggio, essi sconfissero la flotta giapponese nella battaglia di Midway e iniziarono a conquistare i possedimenti giapponesi.
Nel 1944, i giapponesi vinsero per la prima volta dopo anni di crisi, ma nel settembre del 1945, vennero sconfitti definitivamente dagli Stati Uniti, che impose al Giappone di ritirarsi da tutti possedimento esterno all’arcipelago giapponese.
Il culmine, venne raggiunto quando gli statunitensi sganciarono la bomba atomica sul Giappone, che, il 2 Settembre 1945, fu costretto a firmare la resa.

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