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Libri Review – Le Tre Saghe del Mondo Emerso, di Licia Troisi (2004-2010)

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Le Tre Saghe del Mondo Emerso, di Licia Troisi (2004-2010)

Ovvero: la parabola del genere alto fantasy, gentilmente offerta da un’autrice italiana.

Le tre trilogie che andremo ad esaminare:
Cronache del Mondo Emerso (Nihal della terra del vento, La Missione di Sennar, Il Talismano del Potere)
Guerre del Mondo Emerso (La Setta degli Assassini, Le Due Guerriere, Un Nuovo Regno)
Leggende del Mondo Emerso (Il Destino di Adhara, Figlia del Sangue, Gli Ultimi Eroi)

LA STORIA
Nihal ha quindici anni ed è l’ultima mezzelfa. Vive insieme al suo zio umano Livon, in una torre-città nella terra del vento, uno degli otto regni del Mondo Emerso. Il Tiranno, un mago potentissimo a capo di armate di mostri senz’anima, ne ha già conquistati cinque. È lui che ha sterminato la sua razza.
Ma Nihal non se ne preoccupa, finché gli eserciti del Tiranno non radono al suolo anche la sua città, uccidono suo zio e la costringono a fuggire. D’ora in poi la sua famiglia sarà solo il suo amico mago Sennar. Egli l’accompagnerà nella sua ricerca di vendetta, che passa per l’entrata nell’Accademia dei Cavalieri di Drago, gli ultimi baluardi del Mondo Emerso libero, ma che non vogliono avere nulla a che fare con lei, perché è una donna e una mezzelfa.
Così, lungo il suo cammino, dovrà affrontare sia i nemici scoperti che quelli più nascosti, oltre ai suoi mostri interiori.


La seconda trilogia parla invece di Dubhe, una giovanissima ladra del Mondo Emerso, addestrata da un fuoriuscito della segretissima e spietata Setta degli Assassini. E la Setta la vuole, perché lei è una bambina della morte, ovvero una persona che ha ucciso per errore durante l’infanzia. Quelle come lei sono predestinate, e la Setta è disposta a tutto per farla entrare nei suoi ranghi… anche imporle addosso una terribile maledizione.
Adhara è invece la protagonista della terza trilogia. Si sveglia senza alcun ricordo della sua vera identità, ma ha le abilità di una feroce guerriera. Dovrà farsi strada alla ricerca di un senso in un mondo divorato da un morbo implacabile, contro un esercito alle porte, lo sfacelo di un regno, un avversario temibile e il suo stesso destino

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LE OPINIONI
Riordini in soffitta. Ti cade lo sguardo su quel vecchio cd.
Accendi la tv. C'è proprio quel vecchio cartone.
Non riesci a dormire. C'è sullo scaffale proprio quel vecchio libro.
Ma dopo poco ti accorgi che qualcosa non va. Quell'opera è cambiata. O forse sei cambiato tu. E allora sei di fronte a una scelta: quella tra la coerenza e l'onestà.
Io ho scelto l'onestà.
Le saghe del mondo emerso sono state la mia introduzione al genere alto fantasy, quello dove gli elementi fantastici la fanno da padrone e non vi sono legami con la nostra realtà. Inutile dire che all'epoca mi piacque molto. Era un periodo dove il fantasy ruggiva e Lady Licia cavalcava il leone.
Però il fantasy ha un problemino: è uno dei generi PIÙ CONVENZIONALI in assoluto. Volete sapere di che convenzioni parlo? Accomodatevi, c'è abbastanza spazio per elencarvi tutti gli ingredienti per il prossimo botto editoriale:
Elfi superperfetti in tutto;
Ambientazione medievale, con corti sfarzose e contadinozzi che rimarranno sempre a quello stato tecnologico e sociale;
Cattivo finale cattivo perché è cattivo;
Predestinati, graziati da un'invincibile armatura della trama che li fa vincere per contratto;
Adolescenti con il mondo contro che devono superare problemi di crescita, punti bonus se sono suddetti predestinati;
Cavalieri in armature scintillanti;
Tattiche militari che sembrano fighe ma a una seconda analisi fanno venir voglia di dosi eccessive di barbiturici;
Spade, subliminali analogie di simboli fallici. Più taglienti e brillanti, meglio è;
Draghi;
Una guerra in corso o che presto scoppierà (come i testicoli di alcuni lettori);
Esercito cattivo che risulta politicamente corretto da sterminare, punti bonus se poi si scopre che in fondo in fondo così cattivo non è;
Razzismo: gli elfi superperfettini sono osannati e rispettati, mentre nessuno ha considerazione della pur nobile cultura degli orchi in fatto di guerra e cucina;
Sessismo: le donne sono bellissime, semplici oggetti sessuali, o guerriere e maghe superpotenti, ma sempre oggetti rimangono, mai che siano una basilare, contadina madre amorevole con obiettivi più umani di riconquistare il regno o figliare il prescelto;
Talismani e artefatti magici, punti bonus se divisi in pezzi da recuperare;
Mitologie che introducono cattivi ontologici e nel farlo rubano da una decina di religioni e da un centinaio di libri precedenti;
MAGGIA POTTENTE®; punti bonus se gli umani brutti&puzzolenti danno subito la madre per un lecca-lecca magico;
Nomi impronunciabili assolutamente a caso, se non per la sadica rivalsa su ore buttate nel cesso a scrivere;
MAGHI! Nelle multiple varietà del vecchio saggio, dell'affascinante istrione e dello sfigato topo di biblioteca. Questo perlomeno è logico: d'altronde si sa che i maghi sono i nerd del mondo fantasy, così come i nerd sono i maghi del mondo reale. E ti può capitare Steve Jobs come l'otaku studente d'ingegneria (perdonatemi studenti di ingegneria, vi regalerò del lucido da scarpe per farvi brillare la pelata).
Se sono protagonisti/antagonisti, allora per contratto sono sempre più potenti della media, tanto che viene da chiedersi quale cacchio sia la media;

personaggi
 

Paragoni a Tolkien nel retro di copertina.
Giusto per essere raffinato: dopo il suddetto e famigerato Tolkien, un losco bevitore di birra vecchio quasi cento anni, le idee nuove si sono contate sulle dita di una mano.
Dopo che ha raccolto una mina.
Immaginatevela, con il sangue che schizza e le ossa metà fuori dalla carne, mentre le falangi rotolano per terra, saga dopo saga…
Adesso che Terry Pratchett è andato in cielo a insegnare agli angeli come raccontare, l'unico dito rimasto sembra il Trono di Spade. E Martin ci ha già fatto capire che si tratta del medio. Maremma puritana, ma ce li vedete i vostri nonni, che hanno fatto la Resistenza, scrivere di elfi e maghi?
Eppure ogni poco il fantasy fa il botto e abbatte milioni di alberi, sacrificati all'altare di Dea Editoria. E ci credo, va a generazioni. Per qualche strana ragione, ai giovincelli con la coscienza letteraria appena sbocciata, come prima lettura viene quasi sempre proposto un fantasy. Ovviamente nessuno si sogna di sperimentare o di pescare dai vecchi lavori, poveri brodi che pensano di farlo da grandi: quindi tutti a svuotarsi le tasche per l'autore di grido. Visto che non hanno letto nient'altro e le convenzioni funzionano, è solo logico che a molti il primo libro piaccia.
Nei casi da corte di Norimberga, si trasformano anche in fan a encefalogramma piatto, grazie a un mix tra belato del gregge e convinzione di essere depositari del Verbo. E così rimarranno per tutta la vita a pensare che ci sia solo il genere fantasy o peggio ancora solo quella saga lì, senza leggere nient'altro. Se poi viene loro voglia di scrivere, ecco che i germi per la prossima generazione sono già piantati.
Il brutto di questo è che il fantasy è la punta dell'iceberg, o se preferite lo stronzolo che tra tutti galleggia sull'acqua del water, ma la faccenda si può applicare anche ad altri media quali fumetti e film e ad altri generi quali il romantico o il giallo. E qua a me vengono i sudori freddi: al confronto, trovarsi Freddy Krueger nel letto è come fare una gita alla Perugina.

​CONTINUA…  

Articolo a cura di Davide Toccafondi

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