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Libri Review #3 – Saga dei Dresden Files, di Jim Butcher (2000-in corso)

Terzo appuntamento settimanale con i pensieri di Davide Toccafondi, che oggi non ci recensisce un libro, ma ben 15! Infatti ci presenta una saga che si protrae da quindici anni, sviscerando solo i 3/4 della sua totalità. Quindi basta prefazioni e godetevi:

Dresden Files locandina

Saga dei DresdenFiles, di Jim Butcher (2000-in corso)

Harry Dresden. Conjure at your own risk.” (“Harry Dresden. Chiamare a proprio rischio e pericolo.”)

Harry Dresden come ogni buon investigatore privato è perennemente in bolletta, vive in un appartamento scacioso e tratta con femme fatali. Come ogni buon mago, frigge qualsiasi dispositivo tecnologico, spara palle di fuoco ed ha un passato oscuro e tormentato.

Ma in quanto unico mago investigatore, il suo aiuto spesso risulta incommensurabile per il Dipartimento Investigazioni Speciali (Special Investigations) della polizia di Chicago, guidato dalla piccola ma determinata Karrin Murphy. Perché la civiltà non è il luogo di ragione e scienza che tutti credono. L’umanità è circondata da forze oscure che minacciano d’inghiottirla. A proteggerla c’è solo il Bianco Consiglio (White Council), l’organizzazione internazionale di maghi che s’incarica di far rispettare le leggi della magia. Purtroppo risulta così pieno di Legali Stupidi che i burocrati dell’Unione Sovietica al confronto sono un modello di efficienza.

Harry, in quanto mago potente, seppure non dotato di grande controllo, formalmente farebbe parte di questa organizzazione, ma in passato si è trovato costretto a violare una delle Sette Regole della Magia, la più importante: non uccidere. L’ha fatto per salvarsi dal suo mentore, che dopo averlo iniziato nelle arti oscure, stava per schiavizzarlo. Purtroppo però la magia oscura è come una droga e spinge chi la pratica a caderci di nuovo. Per questo il Consiglio taglia la testa a chiunque catturi. Harry al processo l’ha scampata per un soffio, ma è controllato a vista.

Quando in città avvengono una serie di omicidi chiara opera di un mago oscuro, Harry, a causa del suo passato, e in quanto unico mago, è il primo indiziato. Così da una parte ha la polizia mondana, che ha bisogno del suo aiuto ma non si fida di lui, e dall’altra ha i guardiani (wardens) del Bianco Consiglio che vogliono decapitarlo. Ah, dimenticavo: e c’è pure il suddetto mago oscuro che vuol fargli la pelle. E una vampira che gestisce il business della prostituzione da cui le vittime provengono. E il gentiluomo Johnny Marcone (cognome rigorosamente italiano per il capomafia della città) che vuol tener fuori Dresden dai loschi traffici connessi agli omicidi.

E questo è solo il primo libro.

 

Da lì in poi, vedremo in scena lupi mannari, fantasmi assassini, guerre mondiali, vampiri, angeli caduti, colpi di stato, lotte intestine tra Corti fatate, negromanti che giocano a diventare dèi, assalti alla nostra dimensione e chi più ne ha più ne metta.

Lo dico subito: la saga di Dresden mi foga un casino. Il suo valore è di puro intrattenimento, ma io ne ho letti di fantasy urbani e questo qui ha i controcoglioni. Quello di Harry Dresden è un mondo di fighi, che fanno cose fighe in posti fighi e in modo figo.

Ci sono tutti i tropi del fantasy, tutti i miti moderni e antichi chiamati assieme per una gigantesca royal rumble, con un telecronista d’eccezione: Harry, che lancia le sue battute e i suoi riferimenti a film e serie tv anche in faccia alle più terribili minacce sovrannaturali.

Jim Butcher, la cui caratteristica è scrivere saghe che non finiscono più (siamo al libro 15 su 20), col protagonista ha fatto un capolavoro di immedesimazione. Harry è potente, ma i mostri che affronta lo sono di più. In ogni libro, tra una scena al cardiopalma e l’altra, si accumulano minacce su minacce in modo che non sia mai in pericolo da un fronte solo. A volte perde. E quando vince, è perché è stato più bravo, più intelligente, più fortunato, oppure perché l’hanno aiutato. Non gli basta, a differenza degli eroi del fantasy-vergogna, volere qualcosa per ottenerlo.

Nel corso dei romanzi, il suo carattere si evolve, non sempre per il meglio. È realista, a volte cinico di fronte a tutto il male del mondo, consapevole come noi che tutto il suo lavoro è una goccia nel mare. Però si sforza di fare del suo meglio. Non sempre ci riesce. È costretto a fare sacrifici importanti e scelte morali difficili, che non lo abbandonano facilmente. Non aspettatevi i dilemmi dei fantasy-vergogna per adolescenti: Harry è un uomo maturo, che non piange di certo dopo aver rotto l’unghia a un nemico.

Anche se è una saga che punta all’intrattenimento, ci sono frangenti in cui commuove, indigna e tiene in apprensione per il destino dei personaggi, ciascuno con la sua storia, ciascuno tratteggiato con poche caratteristiche essenziali, eppure vivo e realistico.

La morale emerge con naturalezza, e finora rappresenta una parabola sulla tentazione, gli sforzi per sconfiggerla e il libero arbitrio.

Lo stile è scorrevole, i dialoghi naturali e già i primi libri sono molto buoni. Dal quarto-quinto la saga decolla e migliora in modo esponenziale. Sembra che Butcher abbia guadagnato livelli e power-ups proprio come fa Harry nelle sue storie.

I difetti principali sono due.

Il primo. Le scene d’azione sono troppo gonfie e goffe. Uno stile scorrevole, che ti prepara il campo di battaglia per qualche scontro veramente epico, d’improvviso cede il passo a esplosioni di inutili dettagli, e descrizioni minuziose di come pure l’ano dei combattenti si dilati durante la lotta. In certi momenti pare di vedere i film della Trilogia di Bourne, dove per capire una scazzottata tra coatti dovevi avere una nevrosi celebrale. Fortuna vuole che, a differenza di altri autori, suddette scene non vengano distribuite a pioggia tanto per allungare il brodo (pioggia, brodo, ah ah). C’è da dire che di questo difetto quasi ci si dimentica, quando chiunque nel corso della saga, anche il più umile e sfigato dei medici legali, prende almeno una laurea in Apertura Culi.

E a proposito di culi… Harry, porca puttana Harry! Ho capito che l’ambientazione noir+fantasy vuol dire andarsele a cercare, ho capito che serve all’immedesimazione di noi poveri lettori chiusi in camera! Ma perché il tuo secondo grave difetto, che sprofonda sempre più di libro in libro, deve essere proprio quella patologia strisciante, conosciuta come Effetto Troisi Esteso?

Se le eroine della Licia nazionale sono tutte bellissime e sexy, oppure lo sono state, oppure se sono brutte è perché sono cattive, nel mondo di Dresden TUTTE le femmine sono delle gnocche assurde, di quelle che fanno girare le teste non dico per strada, ma da isolati di distanza. Anche e soprattutto le cattive (morale puritana power). Il punto di vista in prima persona del nostro mago ci descrive i loro fisici statuari nel dettaglio e occasionalmente anche le facce. E non si ferma qui: Harry ci sbava sopra.

Purtroppo per lui, è un eroe casto per definizione. Ogni volta c’è un problema che gli impedisce di portarsi qualcuna a letto, non ultimo la mancanza d’amore, nonostante egli abbia un carisma favoloso almeno per i lettori, a quanto pare non altrettanto percepito (tranne forse negli ultimi libri) dalle gentil donzelle. E così la sua libido è a mille e lui non perde occasione per ricordarcelo, quando deve resistere alle tentazioni di vampire, mannare, malavitose, streghe, fate, angele cadute e tante altre. Ma prima il dovere, o in sua assenza qualche sega mentale che delle volte mi ha lasciato perplesso, per non dire ottuso. E così, nel corso di una saga dove in ogni libro passa un anno di storia, dai 25 ai 40 il buon Harry ha collezionato un numero di amplessi da contare sulle dita di una mano. Ciò non lo aiuta per niente. E a quanto pare, i maghi non vanno mai da Brico e perciò non conoscono il fai-da-te.

Ma mi accorgo che qualcuno potrebbe gradire questa sorta di fan service della parola scritta. E Jim Butcher lo sa bene. Un’altra dimostrazione di come conosca i suoi lettori e sappia farli “contenti”. Come un grande chef, e con le stesse identiche manie ed eccentricità, sa dosare i soliti conosciuti ingredienti e combinarli nel modo giusto per creare una leccornia.

Dresden

NOTA: Questi libri sono disponibili solo in inglese, sia come e-book che come libro cartaceo, ma il formato in entrambi i casi è molto buono. Vale la pena anche solo per impratichirsi con la lingua (a differenza di Harry, ah ah), che rimane semplice tranne nelle suddette ottundenti scene d’azione.

Autore Articolo: Davide Toccafondi

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