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LIBRI INTROVABILI RITROVATI: “L’ADULTERA” di LAUDOMIA BONANNI

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Scrittrice e pubblicista abruzzese, Laudomia Bonanni fu autrice prolifica quanto longeva. Sensibile alla fragilità delle donne e dei bambini, fu critica spietata della società maschilista. Apprezzata da critici dal palato finissimo come Emilio Cecchi e Giuseppe De Robertis, segnalata come una promessa da Montale, si meritò premi letterari prestigiosi, fu pubblicata dai più importanti editori dell’epoca (Mondadori, Bompiani), fu tradotta nelle principali lingue europee. Questo non la salvò da un precoce oblio e da una lunga sopravvivenza alla propria fama. Solo alcune ristampe recenti hanno ridato un po’ di luce al cantuccio buio dove la scrittrice era finita relegata per almeno tre decenni.

Come il D’Annunzio goloso novellatore di un’umanità ferina, raccontò ruvide storie d’Abruzzo (Storie tragiche della montagna, Novelle d’Abruzzo, 1927), come Tozzi, esplorò in uno stile denso, lirico e scorciato gli oscuri drammi esistenziali di donne tormentate sullo sfondo della gretta provincia italiana (i racconti di Il fosso, di Palma e sorelle). Tentò anche di assecondare il regime fascista con il romanzo coloniale (Men) narrando l’arrivo dei civilizzatori italiani in Etiopia con gli occhi di una bimba abissina, presunta vittima dell’arretratezza del suo paese. In L’imputata del 1960, come la Némyrovsky, tracciò un ritratto di una madre egoista e snaturata, che si sottrae al suo ruolo nell’inquieta ricerca di soddisfazioni illusorie; ma, come la Morante, trascrisse intanto una cronaca epica degli anni di guerra, con le sue vittime, le sue paure, il suo senso di precarietà, dimostrando  una particolare pietas per le sofferenze dei bambini e degli ultimi. Un’attenzione per il mondo dell’infanzia violata e dell’adolescenza problematica che ritorna nei racconti di Vietato ai minori, in cui si riflette la sua professione di maestra elementare e di consulente presso i tribunali minorili.

All’interno della produzione narrativa della Bonanni, L’adultera, del 1964, ripubblicato ora da Elliot, è un romanzo tipico nei temi e insolito nella forma.

$_35Una semplificazione e un inasprimento dello stile al servizio di una messa a fuoco impietosa dei processi psicologici innescati in una donna dalla lontananza forzata del marito, prigioniero di guerra. Un percorso di degradazione intima,  di smarrimento, di rovelli della coscienza che accompagnano questa squallida Madame Bovary nostrana verso il suo amaro adulterio. Un libro di successo, quando uscì: presto dimenticato e ora ritrovato.

Sito web dedicato a Laudomia Bonanni

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