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LETTURE DEGLI ANNI 00 – Novella 5 – (Michael Crichton – Rivelazioni)

Rivelazioni

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Lettura n. 5

Rivelazioni di Michael Crichton

Eccolo, Fantozzi! Ecco il suo grido liberatorio!
In un impulso di coraggio megagalattico, il ragioniere dice quello che tutti pensano. Ovazione! Per una volta, dicendo quello che pensa e rimanendo fedele a se stesso, riesce ad emergere dal nulla con un applauso scorciante. È una eccezione. Non gli capita mai.
Ero alla camera di commercio. Gli anni novanta galoppavano furiosamente. Un consesso, provincialotto ma ben arricchito di piccoli industriali, discuteva del futuro sviluppo dell’economia agro industriale della zona. Da apprendista stregone e futuro ricercatore presenziavo.
Gli interventi si succedevano grondanti di auto elogi per i successi ottenuti; erano anni ricchissimi. Alcuni spunti per il futuro, vagheggiavano il marketing, niente più.
Quando ci fu la tavola rotonda io avrei potuto limitarmi a citare i dati che avevo raccolto commentando il trend positivo. Invece seguii l’impulso di pensare al futuro e mi permisi di dire che il futuro stava nella messa in rete delle imprese e in una fitta trama di contratti di filiera, cuciti tra impresa ed impresa in modo da simulare le economie di scala. Sollecitai anche la piena fiducia tra le imprese, in modo da simulare un distretto marshaliano.
Gelo in sala. Sguardi feroci puntavano su di me.
Il primo a contestarmi fu un sindacalista, che mi prese in giro per il richiamo alla fiducia e mi ricordò che l’evoluzione della società è nel conflitto. Il presidente della camera di commercio mi ricordò che la libera impresa si svolge nel libero mercato e che le imprese non fanno contratti o inciuci, competono.
Non mi venne in mente, in quel momento di vergogna e mestizia, Fantozzi, ma il personaggio di Crichton in Rivelazioni che viene trasformato da protagonista in preda.
Il romanzo racconta di un uomo, protagonista nella sua azienda, che usato come perno di una lotta di potere tra le alte sfere del comando. Tutti contano su un suo errore che consentirà l’acquisizione brutale dell’azienda. Ecco, così il protagonista viene messo sotto pressione, accusato di stupro, scavalcato nella meritata promozione, abbandonato dai colleghi, escluso dall’accesso ai computer, respinto dalla moglie. Tutto perché lui compia un errore nel suo mestiere.
Tutti sanno benissimo che questo uomo si comporta così come è: ha una completa mancanza di capacità ‘politica’. La trappola che gli tendono è proprio basata sul fatto che continuerà ad essere diligente, onesto, ingenuo… Lui dice, agisce e pensa così come è. Questo lo rende una facile preda.
Il libro, alla fine, cerca di descrivere il cambiamento della società: prima c’era un ambiente dove, pur con le sue durezze, si poteva essere sé stessi e costruire fiducia (tra i colleghi l’ambiente è di collaborazione e fiducia e questo lo salva); ora avanza una società dove il comportamento che consente la sopravvivenza è quello opportunista, indifferente, amorale.
La società è cambiata e questo è avvenuto.
Ora, dire, agire e pensare così come si è, è divenuto pericoloso. Anche per piccole cose. Come minimo si erge contro l’ingenuo un muro di ostilità che inizierà a sfottere.
I social hanno amplificato a dismisura questo effetto.
Quando noi stessi mostriamo la nostra versione pura, stiamo sicuri che salteranno i relè dell’autocontrollo.
Comunque siamo tenuti a farlo: le famiglie si sono assottigliate, le parentele sono disperse, gli ambiti familiari residui sono contratti a pochissimi istanti giornalieri. Quello che si faceva una volta in famiglia, ora viene fatto nei social.

9 Novelle Giovanni Bergamini

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