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LETTURE DEGLI ANNI 00 – Novella 1 – (Asimov – Trilogia della fondazione)

Trilogia della fondazione

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… come cambia la vita a leggere dei libri!
Lettura N.1
Asimov – Trilogia della fondazione.
Un libro borioso, saccente, poco documentato. Un libro con una solida fede nella potenza della tecnica. Oggi non verrebbe mai pubblicata una cosa del genere, in specie in Italia.
Io, incolto ragazzino della periferia della periferia del mondo, mi sono innamorato subito della storia.
Il libro descrivere un flusso di evoluzione storica che si dipana nei secoli sotto il controllo di un centro periferico quasi onnisciente, governato da studiosi saggi (la Fondazione).
Capii subito che la cosa mi riguardava. Un flusso simile poteva esserci anche tra il mio paesino di campagna e le grandi città del mondo.
Mi dissi: Vuoi vedere che qualcosa che capita nel mio paese tra anni influenzerà il governo italiano?
Chiusi il terzo volume del romanzo di Asimov. Ero soddisfatto… non solo mi era piaciuto, ma gettava una luce nuova sulla mia squallida vita di periferia. Per chiarire: non mi figuravo di diventare ricco e famoso. Stavo immaginando un meccanismo, come quello che sarà poi descritto dall’effetto farfalla. Piccoli eventi, o piccole intenzioni, che cumulandosi, influenzano l’evoluzione della storia.
Dovetti ricredermi… non era così… anzi quell’aspirazione positiva che mi era derivata dalla lettura, divenne un’attesa lugubre.
Infatti, da quel giorno mi andò tutto storto, come se fossi divenuto odioso al mondo.
Ero in quinta elementare ed avevo vissuto, fino a quel momento, in modo molto anonimo.
Non mi distinguevo a scuola. Né per vivacità né per capacità di studio.
Avevo vissuto tranquillamente, senza ambizioni e senza tragedie, ignorato dal maestro, trattato bene dai compagni, almeno quasi tutti.
Improvvisamente mi accorsi che il maestro era divenuto strano.
Per prima cosa fece una cosa davvero inspiegabile: mi nominò capoclasse.
Strano.
Non ero turbolento ma nemmeno affidabile.
Perché? Cosa aveva in mente?
Passarono alcuni giorni normali, poi il maestro usci dalla aula e mi ordinò di segnare sulla lavagna i buoni e i cattivi.
Io sapevo chi erano i cattivi. Erano quelli che ripetevano da più anni la quinta ed erano anche noti come picchiatori. Ma non mi avevano mai fatto niente… Anzi, a volte, volte erano proprio simpatici.
I buoni, invece, erano i secchioni, i brillanti e quelli di alta classe sociale. Loro a volte mi tormentavano con una specie di disprezzo da furbetti privilegiati.
Non era vero bullismo ma una specie di mobbing.
Quando il maestro rientrò tutti si facevano i fatti propri. Giocavano a carte. Lanciavano figurine contro il muro. Parlavano a bassa voce. Facevano scambi delle biglie dei ciclisti. Nessuno era stato cattivo, nessuno buono.
Sulla lavagna tuttavia, i suoi buoni erano scritti tra i cattivi e i suoi cattivi tra i buoni.
Cancellò stizzito le mie scritte col gesso e dopo due giorni trovo una scusa per degradarmi con disonore.
Da quel giorno la sua indifferenza nei miei confronti divenne avversione.
A fine anno, fu costretto a promuovere i picchiatori, per liberarsene, non poteva certo bocciare me.
Tuttavia, qualcosa era cambiato in modo definitivo.
Mi misi a leggere di storia. Lessi l’autunno del medioevo di Le Goff e Il Nome Della Rosa di Eco. Li lessi seguendo la suggestione che i monasteri durante il medioevo mi apparivano come tante piccole Fondazioni. Lessi la storia d’Italia di Indro Montanelli. Uomini, tecniche, economie di Carlo Cipolla. E proseguii con Per chi suona la campana e Guerra e Pace…

Poi, improvvisamente…

9 Novelle Giovanni Bergamini

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