FIORI DEL CREPUSCOLO di B. Ceccanti

LA BELLEZZA DELLA NATURA
Durante questa mia permanenza all’Alpe di Siusi ho scoperto nuovamente quante bellezze possa nascondere la natura!
Ho deciso di fare una passeggiata attraverso un noto percorso chiamato “Percorso Geologico” così chiamato poiché, percorrendo il sentiero, si trovano dieci tipi di pietra che sono tipiche di questo posto. La vera bellezza è in realtà il percorso stesso… ma questo nasconde molto più di alcune semplici rocce perché camminando ho trovato inaspettatamente delle vere e proprie cascate!

Casata su rocce geometriche.

Cascata su rocce geometriche.

Secondo me è incredibile, anche guardando questa foto come qualche volta la natura possa essere sorprendentemente precisa, infatti mi chiedo come sia possibile che percorrendo una semplice montagna si possano trovare dei piccoli paesaggi naturali a nascosti al suo interno! Però io ho pensato che questo luogo potesse essere sentito anche con le orecchie perché chiudendo gli occhi ho potuto provare grazie allo scroscio dell’acqua un senso di tranquillità e armonia. 
Anche guardandomi attorno ho scoperto nuove vegetazioni: il colore di questi fiori è chiaro e particolare: il posto adatto per qualsiasi insetto! A quanto pare non siamo i soli ad amare le cose colorate.

Vespa su fiore rosa

 

fiori gialli

fiori con petali gialli e bulbo ovale


Cammina, cammina, guardandomi attorno vedo qualcosa di rosso all’interno di piccole foglie così mi avvicino per vedere che cos’è e trovo una piccola fragola! Alla fine del percorso ne ho raccolte tante, a tal punto da poter fare una marmellata con queste. Sono rimasta molto soddisfatta del risultato perché mi sono accorta che ciò che ne è venuto fuori era molto più buono di qualsiasi altro prodotto comprato in un qualsiasi supermercato… Inoltre vorrei precisare che se volete comprare delle fragole, non vi fate ammaliare dalle loro grande dimensioni perché quelle che ho coltivato erano sorprendentemente piccole, ma ricche di sapore: uno quasi dolce, tanto che la fragola sembrava sciogliersi in bocca, e non troppo aspro!

fragole selvatiche di bosco

Gu

La natura, però, non è l’unica cosa che mi ha stupito. Infatti, mentre percorrevo il sentiero verso la vetta, ho incontrato molte persone che mi hanno sempre salutato… in tedesco!Io non capivo quello che dicevano, ma comunque ho provato a salutarli in italiano. Appena prima di arrivare alla baita (solitamente si trovano delle baite alla fine di ogni sentiero) ho guardato in basso e mi sono trovata faccia a faccia con un grande fugo velenoso, proprio quelli che si vedono spesso in televisione!

Gulaschsuppe (in italiano “zuppa di  gulasch”)Alla fine ho percorso gli ultimi metri con fatica, ma con grande soddisfazione mi sono trovata ad una splendida baita (solitamente ce n’è una alla fine di ogni percorso) e ho subito guardato il menu. La cosa che mi ha fatto incuriosire di più è stato il gulasch di cervo! A quanto pare per loro non è una novità e mangiare il cervo non è così raro, infatti esistono anche molte varietà che si possono ricavare da questo animale, per esempio il salame. 

 

 

Ma il vero succo e il vero cuore di questo paesaggio è nella montagna dello Sciliar dove è situato un piccolo paese al di sotto della punta Santner (la cima più a destra). La cosa interessante sono, però, i segreti e le leggende che caratterizzano la catena del Catinaccio cui questa montagna appartiene. La più nota è:

Schlern (in italiano “Sciliar”)

LA LEGGENDA DEL ROSENGARTEN
Si narra che fra i massicci del Rosengarten (in Italiano “giardino di rose”), ci fosse un ampio giardino di rose governato dal saggio Re Laurino, re dei nani che vi vivevano. Il re aveva anche una bellissima figlia chiamata Ladina che curava insieme al padre questo fiorito giardino di rose. Un giorno, però, accadde che il principe Latemar, sovrano del monte che porta il suo nome, che, passeggiando da quelle parti scoprì il giardino di rose e si domandò come la bellissima principessa potesse crescere in quel luogo che lui riteneva selvaggio e inospitale quindi decise di avvicinarsi. E così incontrò Ladina, intenta come ogni giorno a curare le coloratissime piante, se ne innamorò al primo sguardo, la rapì. Quando re Laurino venne a sapere che gli era stata portata via la figlia, che amava più di ogni altra cosa al mondo, pianse fino all’ultima lacrima e, prima di morire per il dolore, maledisse i fiori che avevano rivelato la posizione del suo regno e avevano causato il rapimento di Ladina. Poi, dopo aver ordinato che tutte le rose non fiorissero mai più né di giorno né di notte, fece il suo ultimo respiro. Ma, preso dalla disperazione, si era dimenticato dell’alba e del tramonto, perciò solo durante queste fasi di ogni giornata le rose posso fiorire di nuovo e mostrarsi a tutti lungo l’orizzonte.

 

 

1 commento
  1. Sara Pasquini
    Sara Pasquini dice:

    Amo le Alpi ,ho passato molti inverni della mia infanzia in questo luogo e tuttora mi capita di tornarci per dare una settimana di sci ritengo che tu abbia saputo descrivere in modo molto dettagliato ogni singolo pregio di queste montagne!

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