L’AMBRA LIQUIDA DI MONACO di A. Gori

Philip Alexius de Laszlo, Birreria

Monaco, una città dalle mille sfaccettature, offre ai visitatori moltissime attrazioni sia di tipo artistico che naturalistico con monumenti, musei, pinacoteche e parchi… Un viaggio a monaco è quindi non solo un’ occasione di fruire delle attrazioni sopra descritte ma anche un’ occasione per assaporare i piatti e le bevande tipiche bavaresi.

Decido di entrare in un ristorante e subito mi ritrovo indeciso su cosa ordinare da mangiare ma non ho dubbi sul da bere infatti scelgo la famosissima “WeissBier”. Mi faccio consigliare e alla fine decido di ordinare  il “Bauernschmaus”, un piatto di carne di maiale arrosto, accompagnato da “Sauerkraut” (crauti).

 

Ovviamente il tutto annaffiato dall’ottima birra bavarese.

La birra è una delle più antiche bevande, conosciuta almeno dal V millennio a.C. Il nome si pensa possa derivare o dal latino biber (bevanda) o da una parola della antica lingua germanica significante orzo.

La birra deriva dalla fermentazione di alcuni zuccheri contenuti nei cereali, pertanto le antiche civiltà che coltivavano cereali erano in grado di produrre la birra o bevande simili. Infatti si trova traccia dell’utilizzo di questo tipo di bevanda in molte fonti storiche. I metodi di preparazione sono stati tramandati acquistando caratteristiche particolari a seconda delle regioni geografiche.

Anche durante il medioevo si faceva un grande uso di birra a causa della scarsità di acqua potabile: la fermentazione e la bollitura sterilizzavano la bevanda.

Mentre nel passato i tipici luoghi di preparazione della birra erano i monasteri, bisogna aspettare l’età moderna perché la birra possa essere prodotta attraverso processi industriali.

La Weissbier, detta anche Weizenbier, è una birra prodotta non solo con orzo ma anche con frumento. Questa è una birra generalmente chiara ma ne esistono varianti di colore più ambrato; può essere filtrata o non filtrata con la caratteristica presenza dei lieviti in sospensione.

La birra Weizen è prodotta da secoli in Germania ed è regolamentata da una legge che impedisce l’utilizzo di materie prime scadenti: Reinheitsgebot, che rappresenta una delle norme igIeniche alimentari più antiche ancora in vigore. In questo disciplinare, risalente al XVI secolo, era previsto solamente l’utilizzo di acqua, orzo e luppolo, senza contemplare  gli indispensabili lieviti. Ma all’epoca non si sospettava l’esistenza della microbiologia! I mastri birrai, riutilizzando i contenitori, “inquinavano” le nuove produzioni con i ceppi di batteri già presenti e “la birra si faceva da sé”.

La birra Weizen si serve in boccali da mezzo litro, di vetro sottile, slanciati, con una lieve strozzatura nella parte centrale.

Dopo aver goduto di questa ottima cena posso finalmente contemplare le meravigle della città.

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