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I SEGRETI DI LAKE NATRON: TANZANIA di S. Guido

Mi trovo in Tanzania, o meglio nella Repubblica Unita di Tanzania, proprio nel centro dell’Africa. Il suo territorio è tre volte l’Italia e pur affacciandosi sull’oceano indiano è prevalentemente montuoso; vi si trova infatti la vetta più alta di tutto il continente: il Kilimangiaro. A nord e ad ovest c’è la regione dei laghi, con il Lago Vittoria, il Lago Tanganica, rispettivamente il più esteso e il più profondo dell’Africa, nonché il Lago Natron, dove sono diretta. Vista l’enorme estensione dei parchi naturali la Tanzania è molto frequentata dagli amanti della fotografia, che si recano in questa terra per effettuare i fotosafari.

Lake Natron

Seguo fiduciosamente Ndidi, la guida Masai. Come tutti i Masai, anche Ndidi è alto e magro e indossa due teli, di colore rosso, che partendo dalla spalle si incrociano sui lombi e qui viene posto un terzo telo, sempre rosso, che gli copre il bacino.  La cintura di cuoio, oltre a trattenere i teli, sorregge la shuka (una spada corta).

I Masai erano pastori, ma a causa dei pascoli sempre più limitati e al bisogno di contante, che ha sostituito il baratto, stanno diventando sedentari trasformandosi in agricoltori ed adattandosi anche alle richieste dei molti turisti che ogni anno frequentano questi posti.

Bambini Masai, Lake Natron

Vengo letteralmente rapita da quello che vedono i miei occhi. Quello che ho davanti è uno spettacolo della natura. Un enorme lago di colore rosso. Rosso come il sangue che scorre caldo nelle vene. Sono finalmente sul Lago Natron. Sul rosso Lago Natron, sviluppatosi occupando una depressione ai piedi del vulcano Ol Doinyo Lengai. Quest’ultimo famoso per le sue eruzioni di “lava” bianca. Infatti è l’unico vulcano al mondo ad eruttare potassio e sodio.

Acqua rossa di Lake Natron

Quando sono arrivata al campo “XX” sono stata accolta come una regina dal personale che, dopo avermi identificata e registrata, mi ha mostrato la mia camera … ops … la mia tenda. Mi sembrava di essere in paradiso. Avete presente quei letti a baldacchino tutti bianchi? Ecco, immaginatevelo in una capanna dal tetto di paglia e dalle pareti formate da rami levigati. E poi … Incredibile … C’è anche il bagno in camera.

La mia tenda – Lake Natron

Durante la cena ho conosciuto Nick, un fotografo di professione, venuto in Tanzania per realizzare un reportage sulle acque del Lago. Mi ha spiegato:

“Questo lago è lo specchio d’acqua più alcalino di tutto il mondo! Il suo nome è lo stesso di quello di un composto naturale formato principalmente da carbonato di sodio. Per questo motivo le sue acque assumono una colorazione rossa”.

Gli ho confessato la mia passione per la fotografia e mi sono offerta di aiutarlo durante il suo lavoro aggiungendo però che lo avrei raggiunto sulle sponde del lago solo dopo essermi ben riposata per il lungo viaggio in jeep che ho dovuto affrontare per arrivare qua.

“Ma che fai?!?”, urlo in direzione di Nick, “Sei impazzito? Cosa hai fatto a questi poveri animali?”

Mentre guardo queste creature, senza sangue, senza vita, di colore biancastro, simili a fantasmi, ma immobili, comincio a piangere. Pensando che Nick sia il responsabile di questo eccidio, comincio ad offenderlo, utilizzando termini che non si possono trascrivere.

Nick è rimasto pietrificato come le sue vittime. Quando ha tentato di aprire bocca per spiegarmi gli ho voltato le spalle e sono scappata. Sono corsa via. Non potevo resistere a tanto orrore. A tanto scempio.

Per fortuna Ndidi non mi ha lasciato andare via da sola. Mi ha seguita. Quando mi sono calmata mi ha chiesto di seguirlo in un posto incantato, dove avrei potuto dimenticare tutto questo. Abbiamo camminato per un’ora e mezzo lungo la gola scavata da un torrente di acqua limpida e fresca, risalendo fino a raggiungere l’Albero Sacro.

Ndidi lo ha chiamato “Oseki”.

Oseki, albero della pace – Lake Natron

Si tratta di una albero con delle foglie quasi circolari, ruvide di sopra e, nella parte inferiore, rivestite di morbido pelo. Per i Masai è l’albero della pace. Questo popolo crede in Enkai, dio che si rivela con i colori a seconda dell’umore, sono monoteisti e non credono alla vita dopo la morte.

All’ombra di quest’arbusto mi ha anche spiegato che gli animali che toccano l’acqua del Lago Natron, a causa della natura dell’acqua stessa, non solo perdono la vita, ma vengono trasformati in quelle statue spettrali. Quindi ha staccato un ramoscello e mi ha suggerito di portarlo a Nick in segno di scusa e pace.

Scelsi di seguire il suo consiglio, Nick accettò le scuse e così lo potei aiutare a scattare le fotografie…un po’ macabre, ma bellissime.


NDA– Ogni riferimento a persone esistite o esistenti, o a fatti realmente accaduti è puramente casuale.

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