L COME LAVORO di Bianca degli Innocenti

Atelier_de_reliureOltre all’emergere della classe borghese, l’Illuminismo vede  la nascita di una nuova scienza: l’economia, che gli illuministi definirono come scienza indipendente che si occupa della produzione e distribuzione delle ricchezze, individuandone l’origine nel processo produttivo e non nel semplice scambio. All’economia vennero applicati i principi di libertà da loro teorizzati in ambito politico.atelier-dorfevre Questo nuovo clima portò all’abbattimento del sistema feudale e alla revisione del precedente mercantilismo, all’abolizione dei dazi e alla distruzione delle corporazioni di arte e mestiere. Le due scuole di pensiero che si occuparono di economia furono quella dei fisiocratici, che vedevano l’agricoltura come vera fonte della ricchezza di una nazione, e quella liberista, che sostenne il sistema capitalistico, sopratutto in Inghilterra, basato sulla competizione del mercato. Nel campo dello sviluppo dei mezzi di produzione, si ebbe una meccanizzazione del lavoro che portò a trasformazioni sia nell’organizzazione dell’attività produttiva, sia nella mentalità quotidiana.

402_11_hamon_enc_soufflageNella nuova organizzazione del lavoro si può vedere una tendenza alla divisione e alla specializzazione. Riflettendo su questi temi, l’economista scozzese Adam Smith sosteneva che la divisione del lavoro fosse la causa principale dell’aumento delle capacità produttive e che la specializzazione del lavoro avesse favorito l’innovazione delle macchine industriali.encyclopedie-diderot-1

Inoltre la razionalizzazione della produzione tese ad estendersi dal lavoro materiale a quello intellettuale. Il nuovo intellettuale fa del sapere una vera e propria professione e diventa uno specialista nel settore della cultura, anche se tende a una conoscenza enciclopedica.
Anche il pubblico cambia, non si limita al ceto aristocratico, dipendente dalla corte, ma si estende alla borghesia. Inoltre il nuovo intellettuale tende a porsi come legislatore della società, capace di intervenire in ogni campo per proporre soluzioni più razionali rispetto al passato, mirando a creare un’opinione pubblica.
Allo stesso tempo ci furono grandi rivoluzioni. La modernizzazione dell’agricoltura fu un fattore importante per l’affermarsi della successiva rivoluzione industriale.
Il sistema inglese delle “enclosures” concentrò progressivamente il possesso delle terre nelle mani di pochi proprietari, i quali investirono capitali destinati a introdurre nuove tecniche e sistemi di coltivazione più razionali. Fu introdotta la quadruplice rotazione che portò all’aumento della terra coltivabile e favorì l’integrazione con l’allevamento, e furono adottati attrezzi di ferro. Non mancarono le innovazioni tecnologiche come il filatoio meccanico, la macchina a vapore e la prima turbina. Anche il settore siderurgico poté godere di queste innovazioni: per la fusione del ferro venne sostituito il carbon fossile con il coke e per la conversione del ferro in ghisa fu utilizzato il forno di puddellaggio. In seguito grazie al basso costo dei macchinari, la possibilità di autofinanziamenti dei capitali e l’organizzazione del lavoro su base familiare portò alla concentrazione in un unico luogo di macchine e operai. Nascono così le prime fabbriche. Tutto questo permise l’aumento dei volumi di produzione e della gamma dei prodotti e un controllo maggiore del lavoro degli operai e della qualità dei prodotti.
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